"Ci sono libri che da prede si trasformano in predatori. Temete i loro morsi, bibliofili"

 

Igra v adu (“Gioco all’inferno“) dei poeti Aleksej Kručënych e Velimir Chlebnikov è il primo libro futurista russo litografato: questa prima edizione stampata a Mosca nel 1912 è illustrata con quattordici litografie (compresa la copertina frontale) di Natal’ja Gončarova.

Il testo è stato scritto a mano da Aleksej Kručënych che fondando la casa editrice EUY, nel 1912, iniziò a pubblicare le prime edizioni litografate dei futuristi russi. Nelle sue memorie raccontò la storia della creazione di “Gioco all’inferno“:

“Ho mostrato con modestia a Chlebnikov due pagine con circa 40-50 versi della mia prima poesia “Gioco all’inferno“. Lui all’improvviso ha iniziato ad aggiungere i suoi versi ai miei, ovunque. Quella era la sua particolarità, si infiammava da una piccola scintilla… Questa ironica presa in giro in stile lubok sul diavolo arcaico è uscita velocemente”.

Si tratta di un’opera significativa sia del futurismo russo che della lingua poetica Zaum. La Zaum è una forma di linguaggio transmentale che entrambi gli autori hanno contribuito a sviluppare. La Zaum è caratterizzata dall’uso di neologismi e giochi di parole che sfuggono al significato convenzionale, cercando di esprimere esperienze e emozioni attraverso suoni e ritmi piuttosto che attraverso significati letterali.

Igra v adu esplora temi di allegro orrore e satanismo stilizzato, riflettendo l’estetica provocatoria del futurismo. I poeti mirano a superare il mondo reale, cercando una realtà superiore che trascenda i sensi e la ragione. Questo approccio è evidente anche nelle illustrazioni che accompagnano il testo, realizzate da artisti dell’avanguardia come Natalija Gončarova e Ol’ga Rozanova, che contribuiscono a creare un’atmosfera visiva in linea con i contenuti audaci del libro.

L’opera è caratterizzata da una struttura non lineare e da un linguaggio altamente sperimentale. Kručënych e Chlebnikov utilizzano una combinazione di immagini vivide, simbolismo e neologismi per evocare stati d’animo e visioni surreali. La loro scrittura si distacca dalle convenzioni tradizionali, cercando di liberare la parola dalla sua “consumazione” e “violazione”, come affermato da Kručënych stesso.
Igra v adu è considerata un’opera fondamentale per comprendere il movimento futurista in Russia, nonché le innovazioni linguistiche del periodo. La collaborazione tra Kručënych e Chlebnikov rappresenta un momento cruciale nella storia della poesia russa, segnando un tentativo di rinnovamento estetico e linguistico che avrebbe influenzato generazioni future.

Il design della pubblicazione era senza precedenti e rivoluzionario: imitava scandalosamente l’aspetto degli antichi messali delle chiese ma con un approccio alla decorazione completamente nuovo. Il testo era interamente scritto a mano a imitazione dell’antica scrittura slava e litografato solo su un lato della pagina, con le illustrazioni ritagliate dentro e fuori la poesia per creare uno stato cinetico di composizione. I libri vennero poi assemblati a mano. Sebbene l’editore abbia affermato che l’edizione comprendeva 300 copie, è dubbio che quel numero sia mai stato completato. Non essendo stati realizzati con materiali di qualità e non essendo destinati a durare nel tempo, in quanto gli artisti entravano e uscivano dal favore della critica e delle autorità, non sorprende che relativamente pochi esemplari dell’opera sono sopravvissuti intatti. Ciò nonostante, l’audacia di questo libro d’artista anti-artistico ha ispirato un’intera scuola di design di libri d’avanguardia.

 

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