"Ci sono libri che da prede si trasformano in predatori. Temete i loro morsi, bibliofili"
SAVONA (SV), Sabato 23 Maggio 2026 – Bar Il Mondo del Caffè – Via Garassino, 43. Book Crossing. Avvistata una copia di  “Elefanti in acido” di Alex Boese, (Baldini & Castoldi, 2009).
Dopo breve ricerca, sembra sia un’edizione di difficile reperibilità. (Segnalazione di A.N.).

Pubblicato nel 2009 da Baldini & Castoldi (in coedizione con Dalai Editore), Elefanti in acido e altri bizzarri esperimenti di Alex Boese è uno di quei libri che ha segnato un confine tra la divulgazione scientifica tradizionale e una forma più ironica, macabra e “pop” di raccontare la storia della scienza. Il volume raccoglie una serie di esperimenti stravaganti, spesso crudeli o assurdi, eseguiti nel corso dei secoli in nome di ipotesi mai troppo solidamente provate, mostrando quanto la curiosità scientifica possa incrociare l’assurdità e il cinismo.

Il fulcro del saggio è la messa in luce di esperimenti “stravaganti” o eccessivi: dal tentativo di digerire un elefante in un enorme contenitore pieno di acidi, fino a test psicologici o farmacologici dalle conseguenze imprevedibili. Boese non si limita alla cronaca, ma usa questi episodi per interrogarsi sulla etica della ricerca, sul mito del Progresso e sul confine tra genialità e follia nel laboratorio scientifico. Il risultato è una lettura scorrevole, a tratti comica e a tratti sgradevole, che funziona bene come romanzo scientifico e come manuale di micro‑storia degli “esperimenti proibiti”.

Alex Boese è uno scrittore e divulgatore americano noto soprattutto per essere il fondatore del Museum of Hoaxes, un sito dedicato a bufale, truffe e falsi storici. Questa sensibilità per il lato grottesco e truffaldino della conoscibilità umana si ritrova in Elefanti in acido, dove il confine tra scienza “seria” e puro spettacolo è continuamente messo in discussione. Il suo stile mischia rigore bibliografico e ironia nera, muovendosi con disinvoltura tra aneddoti poco noti e considerazioni più generali sul metodo scientifico.

La prima edizione italiana del 2009 è uscita in un momento in cui il formato cartaceo era ancora dominante e la collana di Baldini & Castoldi‑Dalai aveva una buona distribuzione nelle librerie, ma non una tiratura massiva. Oggi, sui circuiti dell’usato (maremagnum, AbeBooks, eBay, Comprovendolibri), il volume si trova abbastanza facilmente in copia usata, ma la purezza della prima edizione italiana (copertina integra, presenza o meno di codice a barre, eventuali varianti di stampa) aumenta la quotazione tra i collezionisti di saggi scientifico‑pop e di curiosità editoriali. Non è un pezzo da collezione di fascia altissima, ma resta un titolo di nicchia e relativamente raro per chi cerca le prime edizioni italiane di Boese, specie in condizioni ottime o in edizioni con eventuali note editoriali introdotte dalla casa editrice italiana.

 

 

Disponibilità di eventuali copie (sermpre aggiornato)

 

 

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