Le ninfe del lago di Bal: quando l’opera prima scompare nel nulla (e perché vale la pena cercarla)
Nel 1992, un ventenne di nome Miska Ruggeri pubblica per Cultura Duemila Editrice di Ragusa una plaquette di poesie intitolata Le ninfe del lago di Bal. Trentatré pagine in brossura editoriale, formato tascabile (12 x 20,8 cm), prezzo di copertina 15.000 lire, collana “Poeti Contemporanei“. Nessuna illustrazione, nessuna fanfara promozionale. Un libriccino destinato, come centinaia di altri esordi poetici degli anni Novanta, a circolare tra amici, parenti e qualche lettore occasionale incontrato in una presentazione di provincia. Poi il silenzio.
Oggi, trentaquattro anni dopo, Le ninfe del lago di Bal è introvabile. Assente da OPAC SBN, mai transitato su Maremagnum o Abebooks negli ultimi vent’anni, sconosciuto al mercato antiquario primario e secondario. Non è stato ristampato, non è mai stato digitalizzato, probabilmente non esiste nemmeno nelle biblioteche pubbliche (anzi, proprio non c’è). Perfino Google Books lo ignora. È uno di quei libri che semplicemente non sono sopravvissuti. Eppure, il suo autore è diventato un volto noto della televisione italiana: dal 2019 è redattore presso TG2 nella redazione Speciali (TG2 Dossier, TG2 Storie, TG2 Italia), firma documentari di inchiesta e approfondimento culturale, ha pubblicato saggi divulgativi con Mursia insieme a Marco Montemagno (Alla conquista del Web, 2009) e studi accademici su Posidonio e l’etnografia antica.
L’impossibilità di certi libri
Perché un libro come questo scompare? La risposta è semplice e spietata: per la sua stessa natura e per il contesto che lo ha partorito. Cultura Duemila Editrice era un piccolo editore siciliano attivo negli anni Novanta, specializzato in collane di poeti e scrittori contemporanei locali. Probabilmente – come molti editori provinciali dell’epoca – operava con tirature limitatissime (poche centinaia di copie, forse anche meno), distribuzione quasi nulla al di fuori della Sicilia, e un modello economico che si appoggiava sul contributo degli stessi autori (la cosiddetta vanity press, anche se il termine è riduttivo e spesso ingiusto).
Questi libri non entravano nelle librerie nazionali, non venivano recensiti dalla stampa, non ottenevano il deposito legale sistematico. Finivano nelle mani di chi partecipava alle presentazioni, di chi conosceva personalmente l’autore, di chi frequentava circoli culturali locali. Poi, nel giro di pochi anni, sparivano: buttati via durante traslochi, dimenticati in scatoloni, lasciati marcire in cantine. Un esordio poetico di un ventenne non è un libro che si conserva con cura, a meno che quell’autore non diventi un poeta affermato. Ma Ruggeri non è diventato un poeta: è diventato un giornalista, un saggista, un volto televisivo. E questo rende Le ninfe del lago di Bal ancora più raro e, paradossalmente, più interessante per il collezionista.
Il mercato degli esordi dimenticati
Esiste un segmento di mercato antiquario dedicato proprio a questo tipo di libri: opere prime di autori diventati celebri in altri ambiti, edizioni introvabili che testimoniano un percorso biografico e intellettuale poi sviluppatosi altrove. Non sono capolavori letterari, non sono edizioni preziose in senso bibliofilo, ma hanno un valore documentario e un fascino da “reperto archeologico”. Per fare un paragone: quanto varrebbe oggi una raccolta di racconti giovanili di un noto conduttore televisivo, pubblicata in cento copie da una piccola casa editrice lombarda nel 1985 e mai più ristampata? Probabilmente qualche centinaio di euro, se non di più, per la sua stessa introvabilità.
Nel caso di Le ninfe del lago di Bal, il mercato non ha ancora avuto modo di esprimersi perché il libro semplicemente non circola. Ma possiamo provare a stimarne il valore confrontandolo con altri titoli della stessa casa editrice presenti oggi (maggio 2026) sul mercato antiquario. La Maschera di Salvatore Romano (Cultura Duemila, 1994) è quotato a 51 euro su eBay. Storie del borgo di Nevino Barbanera (1993) vale 50 euro su Maremagnum. Fratantonio. Opere 1964-1992 (catalogo d’arte con dedica autografa) oscilla tra i 12 e i 31 euro a seconda dello stato di conservazione. Interruzioni di Aldo Ricciardi (1991) si trova a 18 euro. Sono tutte pubblicazioni coeve, stesso editore, stesso formato, stessa tiratura presumibilmente ridotta.
Se Le ninfe del lago di Bal fosse oggi sul mercato, un prezzo ragionevole si collocherebbe nel range 15-51 euro, con una propensione verso la fascia alta dato il profilo pubblico dell’autore e l’assoluta introvabilità del titolo. Ma il punto è proprio questo: non è sul mercato. E forse non lo sarà mai, a meno che qualche lettore occasionale del 1992 non ritrovi per caso la sua copia in un trasloco e decida di metterla in vendita su un portale online.
I versi di un ventenne
E che cosa contiene questo libro fantasma? “Le ninfe del lago di Bal” (p. 16) e “Il ritorno degli Eraclidi” (p. 27) – rivelano un giovane autore fortemente influenzato dalla cultura classica e dal mito, con un linguaggio che oscilla tra l’intimismo e il respiro epico. La prima poesia è un ritratto di donna idealizzata, “bionda fatale su uno scoglio di platino“, con “occhi di smeraldo” che “palpitano sulle acque di vetro“: una ninfa mitologica, irraggiungibile, “oggetto divino fuori dal mondo“. C’è un tono di fascinazione e frustrazione insieme, tipico della poesia giovanile, e una certa ingenuità metaforica (“l’adrenalina scorre lungo le vene: mi fai impazzire!“) che tradisce l’età dell’autore.
Una seconda poesia, “Il ritorno degli Eraclidi“, è più ambiziosa: evoca un’epica estiva ambientata in Sicilia (“discende l’Italia fino a Scilla“), con “eroi dal cuore di ghiaccio” che “si aggirano affamati sull’isola di smeraldo in cerca di prede” e poi “si immolano sull’altare di Afrodite“. È evidente il riferimento al mito greco, ma anche una dimensione autobiografica mascherata da allegoria: forse le vacanze estive di un gruppo di giovani, trasfigurate in saga omerica. Il linguaggio è ancora acerbo, a tratti enfatico, ma non privo di una sua intensità visionaria.
Siamo di fronte a versi di un ventenne colto, appassionato di classici, che cerca una voce propria tra letteratura e mito. Non è grande poesia, ma è poesia sincera, con lampi di suggestione. E soprattutto è la testimonianza di un percorso intellettuale: quel ragazzo che nel 1992 scriveva di ninfe e di Eraclidi sarebbe diventato, trent’anni dopo, un giornalista capace di firmare inchieste su Walter Tobagi, documentari sulle origini della guerra, servizi culturali per il TG2. La raccolta poetica è il prequel biografico di una carriera diversa, e questo le conferisce un interesse che va oltre il valore letterario intrinseco.
Una conclusione senza conclusione
Le ninfe del lago di Bal è uno di quei libri che probabilmente non ritroveremo mai. O meglio: forse esiste ancora una manciata di copie, dimenticate in qualche casa siciliana, in qualche biblioteca personale di un amico dell’autore, in qualche scatolone di libri ereditati e mai riordinati. Ma per il mercato antiquario, per le biblioteche pubbliche, per i cataloghi digitali, questo libro non esiste. È un fantasma bibliografico.
Ed è proprio questa condanna all’invisibilità a renderlo prezioso per un cacciatore di libri. Perché il valore di un libro non si misura solo dalla qualità dei versi o dalla bellezza dell’edizione, ma anche dalla sua capacità di resistere al tempo, di sfuggire all’oblio, di raccontare una storia che altrimenti andrebbe perduta. Le ninfe del lago di Bal racconta la storia di un giovane poeta che non è diventato poeta, di un piccolo editore siciliano che pubblicava sogni in brossura, di un’epoca – i primi anni Novanta – in cui era ancora possibile stampare trentatré pagine di poesie senza chiedersi troppo che ne sarebbe stato.
Se un giorno qualcuno dovesse trovare una copia di questo libro, la riconoscerà da questi dati: Miska Ruggeri, Le ninfe del lago di Bal, Cultura Duemila Editrice, Ragusa, 1992, collana Poeti Contemporanei, 33 pagine, brossura, formato 12 x 20,8 cm. E saprà di avere tra le mani un piccolo tesoro dimenticato.
Disponibilità di eventuali copie (sempre aggiornato)
