Osservate la delicatezza con la quale viene tenuto in mano questo libro antico

In questo articolo si parlerà di come si maneggiano i libri, come si sfogliano, come si aprono, come si sfilano da una mensola, qual è il modo migliore per tenerli in mano e consultarli senza logorarli o stressarli in alcun modo. Non sono questioni di lana caprina. Sono elementi anzi imprescindibili per coloro i quali voglio seguire la via della caccia ai libri rari, insoliti e scomparsi.

Ho visto cose che voi umani…

Ne ho visto di tutte e di più. Parlo sia come cliente di librerie e ai mercatini, sia come espositore io stesso ai vari Saloni del libro di Milano, Roma e in altre città.

Clienti che prendono un libro e lo sfogliano con una mano sola, e in perfetta nonchalance. Altri che lo aprono a 180° fino a rompere il dorso. Altri ancora che maneggiano una prima edizione che merita rispetto come se si trattasse della rivista in sala d’aspetto del dentista. Francamente, non ne posso più. È arrivata l’ora di dare le regole del caso. Che secondo me ci sono sempre state, ma forse nessuno le ha mai scritte

La posizione perfetta

Ecco come si fa, perfino un cane può insegnare a certa gente! Osservate bene, non è poi così difficile:

  1. Il libro deve essere appoggiato su una superficie piana.
  2. Si devono usare entrambe le mani.
  3. Le pagine si alzano “sfiorandole”, non si stringono fra le dita.
  4. Il libro non si legge a sbafo. Il cliente è tenuto a controllare solo le parti essenziali (frontespizio, colophon).
  5. Se il libro (con l’età) si è irrigidito, non lo si apre a 180°, ma quel tanto che basta per scrutare all’interno senza sollecitarlo.
  6. Non si sfogliano decine e decine di libri per mera curiosità, ma solo se c’è un reale interesse all’acquisto.
  7. Non ci si avvicina ai libri mentre si sta bevendo, mangiando, fumando o se si hanno le mani sporche o unte.

I libri sulle mensole

Ma questo era appena un aperitivo. Andiamo nel dettaglio. Io comincerei dalle librerie, e dai libri inseriti sulle mensole. La prima domanda è: come si estrae un libro da una mensola, specialmente se la fila è ben serrata e lo stesso ben stipato?

Ecco come NON estrarre mai un libro da una mensola, perché è il modo migliore per lesionarlo, specialmente se il libro è molto vecchio e il dorso si è irrigidito.

La risposta non è banale. Ho visto persone appoggiare il dito indice sulla sommità della costola e tirare in avanti. Una soluzione che fa letteralmente inorridire! Si rischia di rompere il delicato bordo della costola superiore.

Il libro è una creatura che con gli anni si fa fragile, esattamente come l’essere umano. La sua età e il suo stato vanno quindi rispettati. Mani impreparate non dovrebbero mai avvicinarsi ai libri antichi. Bambini senza adeguata indottrinazione, ad esempio, rappresentano un rischio da non sottovalutare. Sono stato testimone oculare di episodi nei quali un eccesso di confidenza, di leggerezza e di trascuratezza hanno prodotto danni seri.

Ecco, invece – nella galleria fotografica che segue – tre modi per estrarre un libro da una mensola in maniera corretta:

  1. Nel cosiddetto metodo piovra ci si approccia al libro dall’alto. Si stendono l’indice e il medio per lungo, appoggiati sul taglio superiore del libro; il pollice fa presa da sinistra, mentre l’anulare e il mignolo fanno presa da destra. Un metodo per libri moderni, in ottimo stato e assolutamente non pesanti. Va comunque fatta molta attenzione alla pressione generata sulla parte superiore della costola.
  2. Nel cosiddetto metodo morsa è necessario che la fila dei libri alla quale ci approcciamo non sia eccessivamente serrata. Al libro si approccia nella parte medio-alta (a circa 3/4 dell’altezza) e si estrae dalla fila tirandolo verso di sé stretto in una morsa salda con il pollice a sinistra e le altre dita sul lato destro. Sistema efficace per libri nuovi, saldi e in perfetto stato. Le mani devono essere pulitissime, poiché è necessario generare una certa pressione per sfilare il libro e non bisogna lasciare impronte o macchie.
  3. Il metodo doppia pinzetta va riservato a libri che potrebbero non essere in condizioni perfette. Le dita di entrambe le mani sono richiuse “a pinzetta” rispettivamente alla base e alla sommità della costola. Il libro viene estratto ondeggiandolo delicatamente a destra e sinistra. Le sollecitazioni, in questo caso, sono minime.

Ma quello che preferisco (vedi video a seguire) è il metodo back & sure, che consiste nel passare la mano al di sopra della fila dei libri fino ad arrivare a prendere il libro “da dietro”, da cui si potrà delicatamente spingere in fuori senza sollecitare il dorso. Questo è un metodo efficace soprattutto per quei libri antichi che presentano il dorso lesionato o in uno stato di incipiente scollatura. Inoltre, è il metodo più rispettoso per sfilare i volumi dalla libreria di un collezionista amico quando siamo invitati nella sua libreria. Si va sul sicuro e il libro praticamente non subisce sollecitazioni..

Come si sfoglia un libro

Un libro si sfoglia con garbo e delicatezza. Non si stringono le pagine usando l’indice e il pollice come una pinzetta. Perché, così facendo, si lasciano elementi organici (grasso, sudore) o tracce di sporco. Le pagine si alzano con attenzione a partire dalla zona superiore del lato destro e agendo sul taglio superiore. Quando la pagina è sollevata, la si spinge con delicatezza (praticamente sfiorandola), senza imprimerle pressione, proprio per non lasciare segni di alcun tipo.

Metodi sbagliati nella galleria fotografica che segue:

Ai mercatini e alle Fiere

I venditori che espongono alle varie fiere del libro, alle mostre e agli appuntamenti che hanno i libri al centro dell’attenzione, devono convivere con l’annoso problema della manipolazione dei libri esposti.

Il punto di vista del venditore e quello del visitatore

Purtroppo molti visitatori si trovano a questi appuntamenti più o meno per caso. O perché vicini al luogo stesso della manifestazione, o perché accompagnano altre persone più interessate di loro. Non è infrequente quindi che, per vincere la noia, comincino a sfogliare più o meno a casaccio i libri esposti. Essendo persone non del mestiere, possono involontariamente compiere dei seri danni. La prima regola fondamentale da parte del visitatore non interessato sarebbe quella di guardare e basta. Ma, si sa, la curiosità può uccidere, e succede così che si avventurino in consultazioni inappropriate di volumi che magari hanno già dei problemi.

Le regole del visitatore sono quelle già elencate ne La posizione perfetta (vedi sopra). Soprattutto è importante usare entrambe le mani, perché c’è più controllo sul libro. Meglio ancora se lo stesso è appoggiato per il dorso sul piano del tavolo.

Una situazione molto frequente, infatti, è quella del visitatore che ha la mano sinistra impegnata (tiene una borsa, una busta o altri libri) e pretende di approcciarsi al libro sul tavolo del venditore, sollevandolo e sfogliandolo – appunto – con l’uso di una sola mano. Una situazione del genere va subito affrontata dal venditore, il quale deve invitare il visitatore a una consultazione più corretta. Se il visitatore non gradisce il suggerimento, lo si può invitare a passare oltre.

Però ci vuole un po’ di diplomazia

Il visitatore si sente nel giusto diritto di consultare i libri senza necessariamente chiedere il permesso al venditore. A volte chi visita è uno sprovveduto, ma può anche essere un professionista, che sa (o che dovrebbe sapere) come maneggiare un libro. Il fatto è che quando i libri non sono i suoi – spesso se lo dimentica. Sentirsi richiamare alla correttezza (anche in chiaro regime di torto) non fa mai piacere. La diplomazia, in fondo, è nata per dirimere certe questioni. Dare a tutti la possibilità di uscire da una situazione salvando la faccia.

Quindi, meglio non dire: “no, così mi sta sciupando il libro, lo appoggi e lo consulti con più attenzione“.

Ma dire invece: “aspetti, lei ha una mano occupata, glielo apro io, ecco qua: c’è qualcosa che voleva consultare, il colophon, forse?

La regola più importante di tutte

Ma la regola più importante di tutte, secondo me, è questa: un libro importante, raro, prezioso (o già in non buone condizioni fisiche) NON dovrebbe stare in una posizione sul tavolo di esposizione che ne permetta la libera consultazione. Deve essere dietro una vetrinetta, sotto una teca, in una posizione raggiungibile solo dal venditore.

La situazione ottimale

Chiaramente, la situazione ottimale è quella del perfetto ordine espositivo da parte del venditore. Libri sistemati in maniera funzionale e ordinata scoraggiano (o dovrebbero scoraggiare) i consultatori superficiali. Viceversa, libri buttati a caso, ammassati, incoraggiano una consultazione senza regole.

Ecco – nella galleria fotografica che segue – un paio di situazioni ottimali per quanto concerne l’ordine e la fruibilità:

Esempi di atteggiamenti scorretti

E per finire… due situazioni da incubo

Nella galleria fotografica che segue due situazioni che non dovrebbero mai capitare; non sono semplici provocazioni, in quanto le foto sono reali (ad ogni modo, mi rifiuto di commentarle):