"Ci sono libri che da prede si trasformano in predatori. Temete i loro morsi, bibliofili"

 

Il romanzo della guerra nell’anno 1914, di Alfredo Panzini (Milano, Studio editoriale lombardo, 1914). [Mondadori]

Si filtra le domeniche di sole nelle valli

nascoste, si sciama, se ne torna

paghi con fiori e tirsi da mettere nei vasi

agli angoli o alla luce dei vetri sulla madia.

 

ROMA PORTA PORTESE Domenica 20 Febbraio 2022. Come Mario Luzi che “filtrava” le “domeniche di sole nelle valli nascoste”, tornandosene “paghi con fiori e tirsi da mettere nei vasi agli angoli o alla luce dei vetri sulla madia”, noi, con eguale pienezza di compiuto benessere, ritorniamo a casa coi nostri fiori bibliofili domenicali scovati sui banchi di Porta Portese setacciati con ansia febbrile e frenesia collezionistica nella speranza di non rimanere delusi nelle nostre aspettative.

Così, tra le rivendite di via Angelo Bargoni, una via che si situa in quel settore del mercatino romano che ancora oggi qualcuno identifica come “dei Russi”, incontriamo la bancarella di Claudio Colizzi, titolare con Bruno Monetti della bellissima e fornitissima Libreria Pugacioff di via Andrea Busiri Vici, dove domenica scorsa abbiamo avvistato un volumetto intrigante quanti altri mai, trattandosi de Il Romanzo della Guerra nell’anno 1914 del neutralista (all’epoca) Alfredo Panzini nella sua prima edizione del 1915 edita sotto le insegne dello Studio Editoriale Lombardo capitanato dai  “Signori Editori Facchi e Puccini”, cioè Gaetano Facchi e Mario Puccini, per come si legge nella pagina che l’autore volle fosse pubblicata all’inizio del suo volume.

Ma che nella nostra copietta comprata quasi ad occhi chiusi  non c’è! A noi non piace “barare” con i librai andando a consultare in diretta il nostro cellulare, fiutando l’«affare», confidando soltanto nella praticaccia e nell’istinto e un poco di studio.

Si tratta, infatti, e per come abbiamo scoperto qualche ora dopo la felicissima acquisizione libresca, non di una mancanza sanguinosa, ma molto semplicemente (?) di una inaspettata (per noi, s’intende!) testimonianza oggettiva dell’«arrembaggio» che Arnoldo Mondadori pose con rapacità imprenditoriale e spietato cinismo agli autori più significativi degli altri editori (strappando dai loco cataloghi – a suon di diritti d’autore – non solo i vari Moretti, Negri, Brocchi & C. ma persino i numerosi insegnanti e maestri impegnati nel florido mercato delle pubblicazioni scolastiche!) a partire dal 1919, anno in cui apparve la denominazione “Edizioni A. Mondadori. Roma”.

Una denominazione che per l’appunto leggiamo sulla spettacolare pecetta a stampa (che ci ha convinti all’acquisto!) che Mondadori fece apporre sulla copertina e nel frontespizio del Romanzo della Guerra divenuto nel frattempo il “suo” libro, eliminando, e s’immagina con quanto gusto padronale, la “lettera prefatoria” che citava il nome dei suoi competitor milanesi, prima,  cioè,  che milanese si facesse lui stesso, iniziando una carriera d’ininterrotti successi librari (con il corollario di riviste e periodici di grande fascino e importanza, come Epoca!, dal 1950 fonte inesauribile per l’immaginario di molti fumettisti alle prese con le loro esigenze illustrative!).

Insomma, viva Porta Portese e suoi librai, sebbene non tutti. Ma che si frequentano egualmente perché è notorio che i libri sono migliori di chi li vende ma anche (come nel nostro caso!) di chi li acquista! (A. D. L.)

 

 

Disponibilità del libro (sempre aggiornato)

 

 

 

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