"la strada percorsa per trovare un libro è il vero scopo della ricerca"

Manuale del pioniere, di Gianni Rodari (Roma, Edizioni di Cultura Sociale, 1951).

 

Gianni Rodari (1920 – 1980), è stato un grande scrittore per l’infanzia, nonché pedagogista, giornalista e poeta italiano. Stiamo parlando di uno degli italiani più tradotti di sempre. Un vero e proprio teorico dell’arte di “inventare storie”.

Rodari era nativo di Omegna, fu fin da giovane coinvolto nella scrittura e alla fine degli anni ’40 approdò al primo giornale importante, L’Unità, dove gli fu affidata una rubrica domenicale per i più piccoli.

Il suo primo libro, nel 1951, fu Manuale del pioniere, ad uso degli animatori dell’Associazione Pionieri d’Italia, e stampato dalle Edizioni di Cultura Sociale. Seguì – stavolta per bambini – Il libro delle filastrocche (Firenze, Toscana Nuova, 1951). Ci sarebbe però una rarissima edizione del 1950 (anno dubitativo) de Il libro delle filastrocche ad opera delle Edizioni del pioniere di Roma. Risulta schedata in una manciata di biblioteche. Potrebbe quindi essere questo il vero primo libro di Gianni Rodari.

Manuale del pioniere (interno)

Il libro delle filastrocche, di Gianni Rodari (Roma, Edizioni del pioniere, 1950?) [foto https://www.dante-alighieri-cph.dk/]

Il libro delle filastrocche, di Gianni Rodari (Firenze, Toscana Nuova, 1951) [foto https://www.dante-alighieri-cph.dk/]

Marcello Argilli, in Gianni Rodari: una biografia (Torino, Einaudi, 1990) racconta di come, dopo la pubblicazione del suo primo libro pedagogico Il manuale del Pioniere, Rodari venne “scomunicato” dal Vaticano, che lo definì “ex-seminarista cristiano diventato diabolico”. Le parrocchie bruciavano così copie del manuale, ed altri suoi libri, o giornali dove comparivano racconti, nei cortili – tra questi la supposta prima edizione de Il libro delle filastrocche del 1950. Ciò avvenne a seguito della cosiddetta “scomunica dei comunisti” da parte della Congregazione del Sant’Uffizio del luglio 1949.

Il suo capolavoro, il libro per cui è più conosciuto, soprattutto all’estero, fu Grammatica della fantasia: introduzione all’arte di inventare storie (Torino, Einaudi,1973), un saggio indirizzato a insegnanti, genitori e animatori, che può definirsi il sunto di decenni di lavoro e di meditazione sul “fantastico”.

 

 

 

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