"la strada percorsa per trovare un libro è il vero scopo della ricerca"

 

Il romanzo IKEA-infested e la prima edizione “Strade Blu” che vola sul mercato dell’usato

 

segnalazione di Emanuele Varone

 

“Horrorstör” di Grady Hendrix, nella prima edizione italiana Mondadori 2021 per la collana “Strade Blu”, è già oggi uno dei titoli-sorpresa più interessanti dell’horror contemporaneo da tenere d’occhio sul mercato collezionistico, complice una tiratura non abbondante, l’uscita rapida di catalogo e una domanda crescente fra gli appassionati del “nuovo” horror angloamericano.​​

 

Trama: un IKEA infestato

Il romanzo è ambientato nel grande magazzino di arredamento Orsk, versione appena mascherata della più nota catena svedese: scaffali infiniti, percorsi obbligati, sorrisi di plastica e un’ossessione per la produttività. Quando, dopo la chiusura, iniziano a comparire mobili danneggiati, liquidi sospetti e scritte inquietanti, la direzione organizza una squadra notturna di dipendenti per capire cosa stia succedendo. Amy, commessa disillusa intrappolata in un lavoro che detesta, accetta la turnazione straordinaria insieme ad altri colleghi: nel corso di una sola, lunghissima notte il negozio si rivela costruito sulle rovine di un antico penitenziario, e la griglia perfetta del retail si trasforma in un labirinto di torture, possessioni e prove di sopravvivenza fisica e psicologica.​​

 

L’autore: Grady Hendrix

Grady Hendrix, nato a Charleston (South Carolina), è oggi una delle voci più riconoscibili dell’horror statunitense, noto per la capacità di tenere insieme paura “pura” e satira sociale. Dopo Horrorstör (2014), accolto come un esordio folgorante, ha consolidato il proprio nome con romanzi come My Best Friend’s Exorcism, The Southern Book Club’s Guide to Slaying Vampires e The Final Girl Support Group, tutti segnati da un forte gusto cinefilo, dalla rielaborazione dei tropi del genere e da una costante attenzione ai traumi della vita quotidiana. In Horrorstör il bersaglio privilegiato è il culto del lavoro precario e del consumo: il soprannaturale diventa metafora del controllo aziendale, delle metriche di performance e di un’architettura pensata per non far mai uscire davvero il cliente.​​

 

Un horror “di design”: perché è un cult

Horrorstör è stato definito un horror “di design” perché, nella sua forma originale, il libro imita esplicitamente un catalogo di arredamento: impaginazione, finti codici prodotto, descrizioni ironiche di mobili che diventano progressivamente strumenti di tortura, fino a far collassare l’estetica rassicurante dello showroom nell’iconografia del manicomio e del carcere. La versione italiana Mondadori, pur adattando il progetto grafico alle esigenze della collana Strade Blu, mantiene il gioco di rimandi al mondo IKEA e il tono pubblicitario deformato, con una prosa brillante e nerissima che alterna umorismo, gore controllato e momenti di autentica claustrofobia. Questo equilibrio tra concept grafico, critica al consumismo e tradizione della “casa infestata” aggiornata al non-luogo commerciale ha contribuito alla rapida trasformazione del romanzo in oggetto di culto, anche al di là del giro stretto degli appassionati di horror.​​

 

Rarità della prima edizione italiana

L’edizione Mondadori 2021 in Strade Blu è, allo stato attuale, la sola edizione italiana di Horrorstör e rappresenta la classica combinazione che fa la fortuna di un titolo sul mercato dell’usato: tiratura non elevatissima, finestra di disponibilità in libreria relativamente breve, passaggio rapido allo stato di “non disponibile” presso i canali ufficiali. Al momento risulta praticamente fuori catalogo presso i maggiori store, mentre sulle piattaforme di seconda mano i pochi esemplari dichiarati come “prima edizione Strade Blu 2021” compaiono con crescente parsimonia: copie usate in ottime condizioni sono offerte con un ricarico sensibile rispetto al prezzo di copertina, con casi isolati che superano abbondantemente la soglia psicologica dei 40–50 euro e annunci “aggressivi” che tentano la carta del pezzo cult.​​

Nel file di valutazioni allegato, Horrorstör – Mondadori 2021, Strade Blu, prima edizione italiana – viene già collocato nella fascia medio-alta del collezionismo contemporaneo: 50–65 euro per copie in buone condizioni, 70–85 euro per esemplari praticamente “mint”, e 90–100 euro (o più) per la copia perfetta da collezione, soprattutto se accompagnata da eventuale fascetta editoriale originale della collana. Si tratta di cifre notevoli per un titolo così recente, segno di una domanda vivace e di una reperibilità in progressiva contrazione, specialmente per gli esemplari non stressati da letture multiple o provenienti da fondi di magazzino ben conservati.​​

 

Consigli collezionistici e prospettive

Per il collezionista specializzato in horror e nella collana Strade Blu, Horrorstör si colloca idealmente accanto ad altri titoli “di culto” a tiratura contenuta o a rapida scomparsa dagli scaffali, dall’horror italiano a opere di frontiera che hanno trovato una seconda vita sul mercato dell’usato. Dal punto di vista bibliofilo, meritano particolare attenzione: stato della copertina (evitando dorsi piegati e segni di lettura marcati), eventuale presenza di fascetta originale, assenza di ingiallimenti o difetti strutturali; le copie realmente “da vetrina” sono già ora rare, soprattutto perché il libro, essendo recente, è stato spesso letto “senza troppe cautele”. Considerando il consolidamento internazionale della fama di Hendrix e il fatto che la prima edizione italiana sia, di fatto, un unicum oggi fuori catalogo, non è azzardato ipotizzare ulteriori margini di crescita nel medio periodo: Horrorstör versione Strade Blu ha tutte le carte in regola per diventare, nel segmento horror contemporaneo, l’equivalente di quei titoli “strani ma fondamentali” che fra qualche anno si cercheranno compulsivamente ai mercatini… quando sarà ormai troppo tardi per trovarli a cifre umane.​​

 

 

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