Una copertina che attira gli sguardi e un libro unico
Perfis…, di Andrade Gomes (Horta, Faial, 1934). Edizione dell’autore (Edição do autor). Tiratura di 250 esemplari numerati.
Ogni tanto dal mondo insulare arriva un libro che sembra fatto apposta per il cacciatore di rarità: “Perfis…” (= Profili…) di Andrade Gomes, stampato a Horta (isola di Faial, Azzorre) nel 1934, è uno di questi piccoli enigmi in forma di plaquette poetica. Tiratura dichiarata di soli 250 esemplari, tutti numerati a mano e rubricati dall’autore, destinati a un pubblico ristretto di amici, sodali e pochi lettori curiosi.
Dati tecnici: una plaquette d’autore “atlantica”
Il libro si presenta in formato maneggevole, circa 16,1 × 10,9 cm, brossura editoriale con 111 pagine di testo più qualche carta non numerata. L’indicazione “edição do autor” conferma che siamo davanti a un’auto‑edizione in piena regola, nata e cresciuta a Horta, lontano dai grandi centri editoriali di Lisbona e Porto.
La tiratura limitata non è un vezzo tipografico a posteriori, ma il cuore del progetto: i cataloghi antiquari segnalano espressamente copie numerate (si conoscono, tra le altre, il n. 47, il n. 126 e il n. 170), tutte con firma/rubrica autografa di Andrade Gomes. Il libro appartiene dunque alla grande famiglia delle auto‑edizioni insulari tra le due guerre, nate spesso ai margini del mercato ma oggi ricercatissime da chi mappa le letterature periferiche.
L’autore: una voce laterale delle Azzorre
Su Andrade Gomes le informazioni sono sorprendentemente scarse: i siti di vendita e i repertori lo indicano semplicemente come autore portoghese, con quest’opera stampata a Horta nel 1934, senza altre presenze solide nei cataloghi commerciali contemporanei. Non siamo quindi davanti a un “nome forte” del canone, bensì a una tipicissima figura di poeta locale, probabilmente legato a circoli culturali faialensi, giornali o riviste dell’epoca.
Proprio questo silenzio biobibliografico, unito all’auto‑edizione e alla tiratura numerata, rende “Perfis…” interessante: testimonia un filone sotterraneo di poesia insulare che corre in parallelo – e spesso in totale autonomia – rispetto ai movimenti letterari metropolitani portoghesi. Non risultano ristampe, rifacimenti o inserimenti in collane: il libro resta un unicum, un piccolo monolite atlantico rimasto tale per oltre novant’anni.
Poesia e progetto editoriale
I cataloghi classificano senza esitazione “Perfis…” come volume di poesia; non vengono segnalate prose o ibridi, il che fa pensare a una raccolta coerente per tono e forma. Alcune descrizioni mettono l’accento sugli “elementi tipografici variopinti” e sull’uso di testo colorato, dettaglio che non è affatto scontato in un’edizione insulare del 1934, né dal punto di vista economico né da quello tecnico.
Il risultato – per come lo raccontano i librai che l’hanno avuto in mano – è un oggetto che si colloca a metà tra la plaquette poetica tradizionale e il piccolo libro d’arte, con una progettazione che non si limita a “contenere” le poesie ma le mette in scena: titolazioni, gabbia di testo, uso dei colori tipografici e – come vedremo – la copertina firmata da un illustratore.
La copertina di “Sérgio” e la grafica
Le schede delle copie circolate in questi anni sottolineano tutte la dicitura: “Capa de Sérgio” (=copertina di Sergio). Non viene fornito il cognome, segno che al momento della pubblicazione doveva essere un nome almeno riconoscibile nel piccolo circuito portoghese di grafici/illustratori, ma gli attuali repertori online non lo identificano con certezza.
In termini collezionistici, il credito “capa de Sérgio” è chiaramente trattato come un valore aggiunto: spesso compare subito dopo la nota sulla tiratura numerata. Senza ancora avere le tue immagini, possiamo però fissare alcuni punti:
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la copertina è parte integrante del progetto d’autore: citata nei cataloghi allo stesso livello della tiratura e della numerazione, non come semplice dettaglio;
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grafica e illustrazione concorrono a trasformare “Perfis…” in un oggetto artistico completo (testo, colore tipografico, immagine);
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dal punto di vista del collezionista, la presenza o meno di difetti gravi sulla copertina (abrasioni, mancanze di carta, scolorimenti del tratto di “Sérgio”) è destinata a pesare molto più che in un normale volumetto poetico di provincia.
Suggerimento per chi legge: se trovate una copia di “Perfis…”, la prima cosa da fare – dopo aver controllato numero di tiratura e firma – è osservare con attenzione la copertina: integrità del disegno, pulizia del fondo, eventuali fioriture, macchie o aloni. Una copertina fresca, anche con interno solo “buono”, è un fattore di plusvalore.
L’ambiguità della lettera ‘f’
La “f” nel titolo Perfis… ha una forma ambigua: sembra sovrapposta o fusa con una “e” sottostante. Questo potrebbe essere un espediente grafico voluto, per suggerire altre parole nascoste o evocare ambiguità semantica. Una possibile parola evocata è “Pereis“: forma verbale del verbo perecer (morire, perire). In portoghese arcaico o poetico, pereis può significare “voi perite” o “voi morite”. Se fosse un gioco di parole, potrebbe suggerire che i “profili” sono destinati a svanire, a morire, come identità effimere.
Interni: impaginazione, colori, dettagli tipografici
Le descrizioni materiali parlano di 111 pagine e specificano “elementi tipografici variopinti”: più colori di stampa, titoli e sezioni evidenziati, probabilmente un gioco di corpi e stili di carattere che rompe la monotonia dell’impaginazione lineare.
Dal punto di vista del cacciatore, gli aspetti degni di nota sono:
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uso del colore: singole parole in inchiostro diverso, titoletti, iniziali, linee di separazione e fregi;
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gabbia di testo: margini generosi, rapporto testo/bianco ottimale, eventuali pagine volutamente “vuote” (quelle pari);
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ornamenti: filetti, cornici, piccoli clichés tipografici;
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frontespizio: equilibrio tra dati editoriali (Horta – Faial – Açores, 1934) e titolazione poetica.
Tutti questi elementi, sommati alla copertina di Sérgio e alla tiratura numerata, spostano “Perfis” dalla categoria “libretto di provincia” alla categoria oggetto da collezione costruito con cura, come molte plaquettes novecentesche italiane che oggi seguono logiche di mercato proprie.
Rarità e mercato
Qui viene la parte che interessa di più ai lettori del blog.
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Tiratura: 250 esemplari numerati e firmati, senza notizia di ristampe;
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Reperibilità: negli ultimi anni sono apparse pochissime copie, spesso su siti portoghesi (OLX, CustoJusto) o presso librerie specializzate in letteratura portoghese/atlantica.
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Stato di conservazione medio: brossura con normali tracce d’uso, leggere macchie di ossidazione, piccoli danni ai piatti, ma generalmente descritte come “bom estado geral” o “good/very good”.
Quanto vale?
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Una copia n. 47 è stata offerta a 25 euro su un portale portoghese di usato, in buono stato, con solite fioriture e minimi difetti alle copertine.
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Un’altra copia, in contesto più “antiquario” e con descrizione più curata, si è vista quotare intorno ai 40–45 euro.
Siamo quindi – allo stato attuale del mercato – nella fascia 25–50 euro per esemplari in buone condizioni generali, con possibili scarti verso l’alto in presenza di:
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dedica importante (a personaggio noto, istituzione, scrittore);
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provenienza significativa (biblioteca, circolo culturale, ecc.);
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stato di copertina eccezionalmente fresco;
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combinazione di timbri storici (come la ex “Biblioteca Cruzeiro” di Horta) che aggiungono un ulteriore strato narrativo.
Per un libro insulare del 1934, nato in auto‑edizione, di autore oggi poco o nulla documentato, la forbice è da considerarsi bassa rispetto alla rarità effettiva: molto dipende dalla domanda quasi esclusivamente locale o da un pugno di collezionisti.
Perché segnalarlo oggi
“Perfis…” di Andrade Gomes incarna più di una costante cara al Cacciatore di Libri:
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è un libro geograficamente periferico, ma tipograficamente curato;
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è la prova che la poesia “minore” genera oggetti editoriali con una forza autonoma, al di là del comune;
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vive in una tiratura numerata che oggi appare quasi surreale per un libretto uscito a Horta nel 1934, ma perfettamente in linea con l’idea di “libro per pochi” che tanti bibliofili amano.
Per chi colleziona libri stampati alle Azzorre, letteratura insulare, auto‑edizioni poetiche del Novecento o semplicemente plaquettes costruite come piccoli oggetti d’arte, “Perfis…” è un obiettivo da tenere ben presente. E, come spesso accade, non è detto che il mercato se ne sia ancora pienamente accorto.
Disponibilità di eventuali copie (sempre aggiornato)


