"Ci sono libri che da prede si trasformano in predatori. Temete i loro morsi, bibliofili"

 

Perché la prima ’78 è un trofeo per bibliofili

 

Lunario del paradiso” di Gianni Celati è un romanzo del 1978 pubblicato da Einaudi, noto per il suo stile comico e fabulatorio. La prima edizione è un pezzo raro per i collezionisti, con successiva ristampa di Feltrinelli (1996).

 

 

L’autore

Gianni Celati (1937-2022), pseudonimo di Giovanni Celati, è uno scrittore, traduttore e anglista italiano nato a Sondrio ma formatosi in Emilia-Romagna. Laureato in letteratura inglese a Bologna con tesi su Joyce, esordì con “Comiche” (1971, Einaudi, con prefazione di Calvino) e pubblicò i romanzi degli anni ’70 – inclusi “Le avventure di Guizzardi” (1973) e “La banda dei sospiri” (1976) – contrassegnati da comicità grottesca e rifiuto del romanzo borghese. Celati insegnò letteratura angloamericana al DAMS di Bologna, tradusse Joyce, Swift e Céline, e collaborò con fotografi come Luigi Ghirri; la sua opera evolve verso narrazioni orali e minimaliste come “Narratori delle pianure” (1985).

 

Genere e trama

Il libro appartiene al genere del romanzo comico-picaresco, con elementi di romance ariostesco, nonsense e fabulazione onirica, vicino a Rabelais, Cervantes e la Commedia dell’Arte. Protagonista è Giovanni, giovane malinconico emiliano mandato ad Amburgo da amici per raggiungere Antje, una “fatina nordica” conosciuta in spiaggia; lì affronta avventure caotiche: convive con la famiglia di lei (padre ossessionato da luci colorate), frequenta quartieri a luci rosse, venditori ambulanti ladri, bambine pasticciere e amori falliti, tra gag sincopate e ululati di disperazione. Il ritorno in Italia segna un fallimento epico, in un “tempo sospeso” senza trama lineare, fatto di “pezzi di vecchie storie”.

 

Importanza letteraria

Opera chiave degli anni ’70, “Lunario” rifiuta il “romanzo industriale” per una scrittura “sgangherata” che privilegia ritmo, gesti e apparenze sul senso profondo, influenzando generazioni post-Gruppo 63. Raccoglie l’eredità emiliana (Zavattini, Cavazzoni) e anticipa lo stile maturo di Celati, nomade disincantato; Marco Belpoliti lo definì “il più importante narratore italiano vivente“. È incluso in “Parlamenti buffi” (Feltrinelli 1989), trittico buffo con i romanzi precedenti.

 

Edizioni e rarità

La prima edizione Einaudi 1978 (brossura, copertina con foto di Ghirri) è rara sul mercato antiquario e dell’usato: esemplari in buone condizioni hanno prezzi che variano da 50 a100€+ per stato e provenienza, attraenti per collezionisti di Celati o Einaudi anni ’70. L’edizione Feltrinelli 1996 (Universale Economica, ISBN 9788807813962) è più accessibile e comune, con ristampe; ideale per lettura, ma al momento non attraente collezionisticamente rispetto all’originale.

 

Valutazione collezionistica

Mediamente alta per la prima Einaudi: tiratura limitata, se condizione “ottima” (no foxing, polvere minima, no gore di umidità) che la rende ambita tra bibliofili di narrativa sperimentale italiana; valore sale con dedica o provenienza (es. Ghirri/Calvino). Cercatela su siti specializzati: esemplari “come nuovi” sono trofei per scaffali emiliani o Celati completi.

 

 

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