"Ci sono libri che da prede si trasformano in predatori. Temete i loro morsi, bibliofili"

 

Quando il DAMS cercò di risolvere il mistero di Lynch

 

Attraverso Mulholland Drive. In viaggio con David Lynch nel luogo di un mistero non è un libro vecchio. È uscito nel 2004, costava all’epoca 14 euro e appartiene a quella produzione saggistica sul cinema che, al momento della pubblicazione, difficilmente qualcuno avrebbe pensato di mettere da parte come futura rarità. Eppure oggi provate a cercarlo.

Qualche traccia nei cataloghi è rimasta, naturalmente. Le copie in vendita, invece, sono un’altra faccenda. Ne affiorano pochissime e, seguendo le inserzioni da un sito all’altro, nasce persino il sospetto che due o tre offerte possano riferirsi allo stesso esemplare.

Il libro fu curato da Claudio Bisoni e pubblicato dal piccolo editore Il Principe Costante di Pozzuolo del Friuli, nella collana Le scintille. Al centro c’era Mulholland Drive, uscito appena tre anni prima: non ancora il monumento cinematografico sul quale si sarebbero accumulate due decenni di interpretazioni, ma un film relativamente nuovo che aveva lasciato pubblico e critica alle prese con Rita, Betty, Diane, il Club Silencio e quella benedetta scatola blu.

Ritrovare oggi questo volume significa quindi recuperare qualcosa di più di un saggio su David Lynch. Significa tornare al momento in cui il mistero era ancora fresco e vedere come si cercava di capire Mulholland Drive in Italia nel 2004.

Qualche dato tecnico. Il libro conta 180 pagine, ha ISBN 88-900688-9-2 (ISBN-13 9788890068898) e costava originariamente 14 euro. I dati sono confermati sia dal catalogo dell’Università di Bologna sia dalle schede librarie ancora presenti online.

Oggi, però, Attraverso Mulholland Drive non è un libro che si incontra facilmente.

 

Un libro nato dentro il mistero di Mulholland Drive

Il punto di partenza era uno dei film più enigmatici del cinema contemporaneo: Mulholland Drive di David Lynch, uscito nel 2001. Il volume, invece, arriva appena tre anni dopo il film, quando il dibattito sulla sua interpretazione era ancora particolarmente vivo. Ed è forse proprio questa vicinanza cronologica a renderlo oggi interessante: non è una rilettura retrospettiva di Lynch, ma una testimonianza della prima ricezione italiana del film.

La quarta di copertina ci introduce “brutalmente”: chi è veramente Rita? Che cosa nasconde l’appartamento numero 17 di Sierra Bonita? Qual è il segreto del Club Silencio? Dove conduce il cubo blu?

La dichiarazione programmatica del libro è altrettanto significativa: Mulholland Drive è considerato “il luogo di un mistero” e lo spettatore viene trasformato in una sorta di detective destinato, però, a essere continuamente depistato. Il libro non pretende dunque di consegnare al lettore la famosa “soluzione” di Mulholland Drive. Fa qualcosa di probabilmente più interessante: registra i diversi tentativi di attraversarlo.

 

Claudio Bisoni e un gruppo di firme niente affatto secondario

Il curatore, Claudio Bisoni, all’epoca era dottorando presso il DAMS di Bologna. Oggi è professore ordinario presso il Dipartimento delle Arti dell’Università di Bologna, dove si occupa fra l’altro di storia e linguaggi del cinema, cultura cinematografica, critica e processi di ricezione. La sua bibliografia successiva rende ancora più interessante questo precoce lavoro su Lynch. Bisoni avrebbe pubblicato, tra gli altri, La critica cinematografica. Metodo, storia e scrittura, Gli anni affollati. La cultura cinematografica italiana (1970-1979) ed Elio Petri. Indagine su un cittadino al di sopra di ogni sospetto. La stessa Università di Bologna registra ufficialmente Attraverso Mulholland Drive tra le sue curatele.

Ma la particolarità del volume sta anche nella qualità e nell’eterogeneità dei collaboratori.

La prima parte contiene: Claudio Bisoni, Straight story/Lost highway. Mulholland Drive e le sfide dell’interpretazione, pp. 9-35; Emanuele Trevi, Raccontare l’abbandono, p. 37; Roy Menarini, David Lynch Drive. Il Mulholland-rompicapo nel paese del cinema, pp. 45-52; Riccardo Caccia, “È lei la ragazza”. Ripetizioni e ritorni in Mulholland Drive, pp. 53-67; Giacomo Manzoli, David Lynch, oggetto e soggetto, pp. 69-89; Valentina Re, Oltre la soglia. Variazioni su un’aria a tre tempi, fino a p. 108. Segue I dieci indizi di David Lynch.

La presenza di questi contributi non è soltanto attestata dall’indice della copia esaminata. Diversi saggi sono ancora oggi registrati separatamente nei repertori accademici. Il contributo di Bisoni occupa le pagine 9-35; quello di Riccardo Caccia le pagine 53-67; quello di Giacomo Manzoli le pagine 69-89. Anche Roy Menarini conserva nella propria bibliografia il saggio scritto per questo libro, David Lynch Drive. Il Mulholland-rompicapo nel paese del cinema. Con il passare degli anni, quindi, un volume apparentemente periferico si è ritrovato a contenere contributi di studiosi e intellettuali che avrebbero acquisito una notevole visibilità nel panorama culturale e accademico italiano.

 

La seconda parte: gli studenti del DAMS davanti a Lynch

È probabilmente qui che il libro diventa ancora più insolito. Bisoni decise infatti di non limitarsi alla critica professionale o accademica. La seconda parte, intitolata L’étudiant ordinaire du cinéma. La costruzione della mitologia lynchiana tra gli studenti del Dams, raccoglie le reazioni e le interpretazioni di un gruppo di studenti di materie cinematografiche dell’Università di Bologna.

L’esperimento aveva uno scopo preciso: osservare come una comunità circoscritta di spettatori cercasse di attribuire significato al film. La scheda scientifica dell’Università di Bologna descrive infatti questo capitolo come l’analisi di un caso concreto di “ricezione critica” e delle strategie interpretative adottate dagli studenti del DAMS impegnati a scrivere recensioni di Mulholland Drive.

Dopo una breve introduzione di Bisoni, da pagina 117 si succedono quindi numerosi interventi, fra cui Una rottura formale e metafisica, Da Eraserhead a Eraserhead, Mulholland Drive come I soliti sospetti, Il Grande Vetro, L’ottimismo in Mulholland Drive, In te so dove termina l’angelo e incomincia il diavolo, Lynch e le chiavi del mistero, Il Club Silencio, Un puzzle senza contorni, Lynch e la Sfinge, Il ghigno beffardo di Lynch e La scatola blu dell’immaginario di Lynch. Il volume termina con una filmografia essenziale. È una struttura curiosa, quasi un piccolo laboratorio sulla ricezione del cinema: prima gli studiosi, poi gli spettatori-studenti alle prese con lo stesso oggetto indecifrabile.

 

Un piccolo editore e una circolazione probabilmente limitata

C’è poi il problema dell’editore. Il Principe Costante, con sede a Pozzuolo del Friuli, non apparteneva naturalmente al circuito dei grandi editori nazionali. I cataloghi online documentano diversi titoli pubblicati soprattutto nella prima metà degli anni Duemila, con una particolare attenzione al cinema, al teatro e agli studi culturali.

Nel 2004, per esempio, lo stesso editore pubblicò Fantômas. La vita plurale di un antieroe, a cura di Monica Dall’Asta, altro volume specialistico dedicato all’incrocio fra cinema, letteratura e cultura popolare. Il catalogo storico reperibile attraverso Unilibro conserva titoli appartenenti a collane come Le scintille, I migranti e Scene/Grafie; molti risultano oggi non acquistabili.

Non ci sono dati certi sulla tiratura del libro, ma alcuni elementi sono oggettivi: piccolo editore, argomento specialistico, distribuzione presumibilmente circoscritta e titolo oggi fuori dal normale circuito del nuovo. Sono precisamente le condizioni dalle quali, a distanza di vent’anni, possono nascere certe piccole rarità moderne.

 

Ma è davvero raro?

Qui conviene distinguere la rarità bibliografica dalla reperibilità commerciale. Al momento della nostra verifica (settembre 2026), Libraccio conserva la scheda del volume ma lo indica come non disponibile. Anche Unilibro lo cataloga ma lo segnala come non acquistabile.

Esiste però almeno un esemplare usato concretamente disponibile. IBS propone una copia in ottime condizioni a 18 euro, venduta dallo Studio Bibliografico Viborada, più 5,50 euro di spedizione. La cosa interessante è che la pagina indica una sola offerta disponibile. Questo dato invita alla prudenza. La presenza dello stesso libro su eBay, Maremagnum, IBS o altri aggregatori non significa necessariamente che esistano altrettante copie fisiche. I librai professionali distribuiscono frequentemente il medesimo catalogo attraverso più piattaforme. Quando descrizione, condizioni, prezzo e venditore coincidono, è molto probabile che dietro diverse inserzioni ci sia in realtà lo stesso esemplare.

È dunque difficile da trovare, ma non ancora un libro costoso. E le due cose non sono affatto sinonimi. Anzi, proprio il prezzo relativamente basso dell’esemplare reperito è un dettaglio interessante. Il valore economico non sembra essersi ancora adeguato alla scarsa disponibilità.

 

Una rarità da 18 euro?

È qui che il libro diventa particolarmente interessante per il cacciatore. Non siamo davanti, almeno per ora, a una rarità da centinaia di euro. Non ci sono elementi sufficienti per parlare di un’edizione mitica o di un titolo già stabilmente ricercato dal collezionismo internazionale.

Ma Attraverso Mulholland Drive possiede alcuni degli ingredienti tipici dei libri moderni che tendono a diventare difficili da recuperare: editore piccolo, distribuzione limitata, nessuna ristampa facilmente reperibile, argomento di culto e autori che nel frattempo hanno consolidato la propria reputazione. A questo va aggiunto David Lynch. Che non è un dettaglio. Lynch non è semplicemente un regista studiato nelle università. Attorno alla sua opera esiste da decenni una comunità internazionale di appassionati, collezionisti e studiosi. E Mulholland Drive occupa un posto centrale nella sua filmografia.

Il volume di Bisoni ha inoltre un vantaggio difficilmente replicabile da una pubblicazione recente: è nato quando Mulholland Drive era ancora un film nuovo, problematico, da decifrare. Le interpretazioni contenute nel libro non conoscono ancora i vent’anni successivi di bibliografia lynchiana. Fotografano un momento. Ed è proprio questo, forse, il suo elemento più affascinante.

 

Un libro che racconta anche come guardavamo Lynch

Riletto oggi, Attraverso Mulholland Drive non è soltanto un libro su un film. È anche un documento su come Mulholland Drive veniva guardato, discusso e interpretato in Italia nei primissimi anni dopo la sua uscita.

Da una parte ci sono studiosi come Claudio Bisoni, Emanuele Trevi, Roy Menarini, Riccardo Caccia, Giacomo Manzoli e Valentina Re. Dall’altra una piccola comunità di studenti del DAMS di Bologna che prova a misurarsi con Rita, Betty, Diane, Camilla, il Club Silencio, il cubo e la scatola blu. In mezzo c’è David Lynch, che naturalmente non offre alcuna soluzione definitiva. Forse è proprio per questo che, più di vent’anni dopo, qualcuno continua a cercare questo piccolo volume azzurro.

E quando un libro quasi dimenticato comincia nuovamente a essere cercato mentre le copie disponibili sono pochissime, per un cacciatore di libri è sempre il momento di drizzare le antenne.

 

 

Disponibilità di eventuali copie (sempre aggiornato)

 

 

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