Quei Gioielli dell’Eroica che non troviamo
di Livio Codato
Ettore Cozzani pubblicò a La Spezia il primo numero di un bellissimo mensile d’arte il 30 luglio 1911: L’Eroica. La rivista, ispirata ai canoni estetici della Secessione viennese e del Razionalismo, ebbe un enorme successo: ne usciranno 310 numeri, stampati in due periodi, tra il 1911 e il 1921, e dopo un’interruzione di tre anni, con il trasferimento a Milano, tra il 1924 e il 1944. Vi collaborarono i migliori artisti dell’epoca, tra i più famosi Adolfo Wildt, Adolfo De Carolis, Duilio Cambellotti e Arturo Martini.
A partire dagli anni della prima guerra mondiale L’Eroica iniziò a pubblicare opere di narrativa, poesia, biografiche e saggistiche. Nel 1943 e 1944 i bombardamenti sul capoluogo lombardo, da parte degli alleati, danneggiarono gravemente la sede e gli archivi della casa editrice e misero fine alle sue pubblicazioni. Prendiamo qui in esame una collana di volumetti che ebbe una notevole risonanza tra i secondi anni ’10 e gli anni ’30: I gioielli dell’Eroica.
Premettiamo che è stato alquanto difficile ricostruirne l’elenco, il quale è incompleto ed è quindi passibile di integrazioni (ben accette da parte dei compagni di caccia…). Si tratta di libriccini brossurati, in sedicesimo, con varie xilografie in diversi colori nel testo e a piena pagina. Ecco l’elenco (si notino come Vittorio Locchi domini la scena con ben 10 titoli e l’acuto della collana con Gabriele d’Annunzio).
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I Gioielli dell’Eroica
1. Ettore Cozzani, Orazione ai giovani, 1917
2. Vittorio Locchi, La Sagra di Santa Gorizia, 1917
3. Elizabeth Barrett Browning, I Sonetti dal Portoghese (trad. Cino Chiarini), 1918
4. Vittorio Locchi, La Sveglia e Il Testamento, 1918
5. Vittorio Locchi, I Sonetti della malinconia, 1919
6. Sem Benelli, Notte sul Golfo dei Poeti, 1919
7. Maria Konopnicka, Italia (trad. Maria Czapska), 1919
8. Sem Benelli, Il Sauro, 1919
9. Vittorio Locchi, Le Canzoni del Giacchio, 1919
10. Vittorio Locchi, Singhiozzi e risa, 1920
11-12. Gabriele D’Annunzio, La crociata degli innocenti, 1920
12. Ettore Cozzani, Poemetti notturni, 1920 (errore nella numerazione: sarebbe dovuto essere il n. 13, che non uscì)
14. Alberto Alberti-Brizio Casciola, Parole di luce, 1921
15-16. TITOLI NON INDIVIDUATI
17. Maria Caecilia, I salmi dell’anima, 1921
18. Vittorio Locchi, Elegie del sereno, 1921
19-20. Diego Valeri, Alcassino e Nicoletta, 1921
21. TITOLO NON INDIVIDUATO
22-23. Domenico Ricci, Prometeo legato di Eschilo, 1923
24. Robert Browning, Andrea del Sarto. Fra Filippo Lippi. Monologhi (trad. C. Chiarini), 1923
25-26. Calogero Bonavia, I servi, 1924
27-29. TITOLI NON INDIVIDUATI
30-31. Vittorio Locchi, L’uragano, 1934
32-33-34. Ettore Cozzani, Come visse e come morì Vittorio Locchi, 1937
35. Vittorio Locchi, Tersite, 1941
36. Bruno Fattori, Fiora Turno. La donna del soldat., 1942
Tra questi libretti, quello che ebbe il maggior successo fu La Sagra di Santa Gorizia che conobbe ben quindici edizioni fino al 2008 (motivo per il quale sono di facile ed economica reperibilità anche le edizioni originali degli anni ’10 e ’20). L’autore, Vittorio Locchi (1889 – 15 febbraio 1917), fu un convinto interventista e partecipò alla prima guerra mondiale sul fronte dell’Isonzo. Imbarcato, morì a ventotto anni nell’affondamento del piroscafo Minas da parte di un sommergibile tedesco al largo di Capo Matapan. Fu poeta, autore di raccolte di versi alla maniera dei poeti toscani del XIV e XV secolo, ma ottenne celebrità grazie al poemetto La sagra di santa Gorizia che rievoca la conquista della città , il 9 agosto 1916, da parte delle truppe italiane. Il direttore de L’Eroica Ettore Cozzani decise di pubblicare tutto quanto poté recuperare degli scritti del giovane amico e rendergli così un imperituro omaggio postumo. Così lo presenta, nell’aletta della copertina del secondo volume della collana, con una vera e propria epigrafe:
VITTORIO LOCCHI
nato a
Figline (V. D’Arno)
l’8 marzo 1889
morto
eroicamente
il
15 Febbraio 1917
al largo di
Capo Matapan
mentre
sul “Minas” silurato
sorreggeva il cuore
dei suoi fanti
Vittorio Locchi è un poeta da riscoprire e rivalutare. Non è Ungaretti, ma chissà dove sarebbe potuto arrivare se… Vi regaliamo i primi, bellissimi versi de La Sagra di Santa Gorizia:
E VOLIAMO nel sole anima mia!
Facciamoci coraggio
e, con la voce tremante
della passione, cantiamo
i fratelli di campo:
quelli che vissero,
 quelli che morirono,
quelli che fra la morte e la vita
sbiancano nei letti
lontani, e in sogno delirano,
credendosi ancora sul Carso
e sull’Isonzo,
sul Calvario e sul San Michele,
nella mota rossa
e nelle pietraie
seminate di morti
che guardano il cielo,
sotto la pioggia,
sotto la bora,
mentre sventolano i ventagli
delle mitragliatrici.
Disponibilità di eventuali copie (sempre aggiornato)






