Destinazione universo: magari…
di Livio Codato
È indubitabile la crisi della fantascienza letteraria negli ultimi decenni, soppiantata prima dai fumetti e poi dai film, la quale è diventata un genere sempre meno frequentato e senza autori di rilievo. Per i baby boomers, invece, i libri che raccontavano scenari futuri, prevalentemente catastrofici perché più divertenti, erano desideratissimo pane quotidiano. Infatti, gli anni ’50 e i primi ’60 videro l’esplosione dell’editoria dedicata ai viaggi galattici, alle guerre interstellari, all’esplorazione spaziale.
- Sovraccoperta
- Copertina telata
Poi arrivarono Odissea nello spazio (peraltro tratto da un libro di Arthur C. Clarke) di Stanley Kubrick nel 1968 e lo sbarco sulla luna di Apollo 11 nel 1969. Fine delle trasmissioni.
I poveri scrittori di fantascienza non riuscirono a reggere il confronto con la potenza visionaria degli effetti speciali cinematografici, e neppure con l’evidenza della realtà. Nei mitici anni ’50, dicevamo, e precisamente nel 1957, uscì per i tipi della Vallecchi un’imponente antologia di racconti di fantascienza: Destinazione universo. Racconti di fantascienza, a cura di Piero Pieroni, illustrazioni di Leo Mattioli (pp. XIV-591; primo volume della collana I gabbiani). L’opera è divisa in tre parti: 1. Viaggi sulla luna e mostri crudelissimi (da Luciano di Samosata a Mary Shelley); 2. Oltre lo spazio e il tempo (da E. Allan Poe a H. G. Wells); 3. Alla conquista delle galassie (autori contemporanei, da A. Van Vogt a R. Sheckley).
- 1° ed.
- 2° ed.
- 3° ed.
- 4° ed.
Questo tomo poderoso, quasi in-quarto, con una bella copertina telata blu e istoriata con astri lontani e sonda spaziale a rilievo, ebbe altre tre edizioni con un ritmo di uscita ogni due anni. 1959, 1961, 1963: il volume era sempre lo stesso, cambiavano solo le illustrazioni delle sovraccoperte plasticate e il prezzo che dalle 3.800 lire del 1957 arrivò alle 4.000 lire del 1963 (se si considera che lo stipendio di un operaio era intorno alle 40.000 lire alla fine degli anni ’50 e salì fino a circa 60.000 lire agli inizi degli anni ’60, bisogna dire che questo librone era davvero carissimo). Ma torniamo al curatore, Piero Pieroni, noto giornalista e autore di libri d’avventura per ragazzi, il quale, nella prefazione, definisce l’antologia destinata perlopiù ai giovani e si preoccupa dell’influenza negativa che potrebbero esercitare sulle menti in via di formazione certi racconti; spera, invece, nell’intento educativo insito in alcuni di questi, se letti nella giusta prospettiva:
“Alcuni dei racconti che abbiamo incluso contengono, più o meno modestamente espressa, una lezione, o, se si preferisce un messaggio, che è in definitiva quella che vorremmo fosse suggerita dal nostro libro nel suo insieme. Ai giovani di oggi – che domani forse occuperanno posti di responsabilità, e saranno arbitri dei destini di uomini come loro – vorremmo che la nostra opera fosse riuscita a ricordare che i mezzi di distruzione di cui dispongono e disporranno gli eserciti sono tremendi e che una guerra futura potrebbe scatenare forze tali che difficile e forse impossibile sarebbe per l’uomo mantenerne il controllo. Posizioni rigide, malintesi nazionalismi, egoistica difesa dei propri privilegi, potrebbero davvero ridurre il nostro pianeta in uno sconfinato deserto senza vita. Ma facciamo qui professione di ottimismo: siamo certi che le generazioni future sapranno imboccare la via giusta, la via della pace, l’unica che potrà assicurare all’umanità la sopravvivenza e la prosperità e con esse, forse, il dominio dei segreti della Natura e la conquista dello Spazio”.
Nel 1957 Trump aveva 11 anni, Netanyahu 8, Putin 5: altro che destinazione universo, l’orto di casa propria, e forse neppure quello…
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