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Il primo libro di Niccolò Ammaniti!
La prima edizione di Branchie! (Ediesse, 1994) è uno di quei primi romanzi che oggi, sul mercato, contano molto più della “qualità assoluta” del testo: contano la genesi, le vicissitudini editoriali e la rarità materiale.
Branchie!, di Niccolò Ammaniti; presentazione di Alberto Piccinini (Roma, Ediesse, 1994).
Branchie! esce nel 1994 per Ediesse, piccola casa editrice legata all’area sindacale, come vero romanzo d’esordio di un Ammaniti poco più che ventenne. Secondo ricostruzioni circolate in ambito collezionistico, la scrittura nasce sull’onda emotiva per la morte del fratello nella guerra in ex Jugoslavia, con un impasto di lutto, rabbia e immaginario pop che diventerà il marchio dell’autore.
Lo stile è già quello “cannibale”: linguaggio visivo, gusto per l’eccesso, derive pulp, una Roma periferica deformata quasi in fumetto. Molti elementi poi sviluppati in Fango, Ti prendo e ti porto via, Io non ho paura sono già abbozzati: il protagonista borderline, il corpo malato, la famiglia disfunzionale, l’uso del grottesco.
La prima uscita porta il titolo Branchie! (con punto esclamativo) e la sigla Ediesse in copertina, tiratura non alta e distribuzione modesta. Il libro gira in un circuito quasi “militante”, lontano dalla grande distribuzione, e costruisce la sua reputazione più nel passaparola che nelle classifiche.
Nel 1997 Einaudi recupera il romanzo, lo sottopone a una revisione profonda (tagli, riscritture, struttura più compatta) e lo ripubblica come Branchie, senza punto esclamativo, in “Stile Libero”. È la versione che, di fatto, impone Ammaniti al grande pubblico e lo colloca nel gruppo dei cosiddetti “Cannibali” (accanto a Nove, Scarpa, ecc.), grazie anche alla visibilità derivata da Gioventù cannibale e dalle successive opere.
Questa duplice vita fa sì che la Ediesse 1994 diventi, col senno di poi, un oggetto “fantasma”: la gran parte dei lettori conosce solo l’Einaudi, mentre la prima versione – più grezza, più lunga, diversamente montata – resta confinata a chi l’ha comprata all’epoca o l’ha scovata nell’usato prima che esplodesse l’interesse collezionistico.
Più fonti collezionistiche concordano su un punto: la prima Ediesse 1994 è di «difficilissimo reperimento», soprattutto in condizioni davvero ottime. Il fatto che provinisse da un editore piccolo, con distribuzione limitata, e che per anni sia stata percepita come un romanzo “minore” di un autore non ancora canonizzato, ha reso probabile la dispersione di molte copie (buttate, maltrattate, finite in mercatini).
Nei cataloghi generici di usato si trovano quasi esclusivamente le edizioni Einaudi (prima 1997, poi ristampe successive), con quotazioni normali da tascabile contemporaneo: 5–15 euro a seconda dello stato. Quando appare una Ediesse 1994, di solito è in canali più specialistici (qualche raro passaggio su eBay, occasionalmente su AbeBooks o analoghi) e tende a sparire rapidamente.
Sulla base degli avvistamenti documentati e dell’analogia con altre prime di esordio anni ’90 poi passate ai grandi editori, una forchetta oggi plausibile, in Italia, può essere: copia Ediesse 1994, buona ma non perfetta (normali segni d’uso, nessuna rottura strutturale): 35-60 € in vendita tra privati o piccolo antiquario; copia molto ben conservata (spigoli vivi, dorso non piegato, nessuna scritta): 60-100 € in canale collezionistico attento; copia “top” con dedica interessante (all’epoca, non ex post) o provenienza particolare: 100 € e oltre, soprattutto se ben presentata e se agganciata al discorso sui “Cannibali” e sulla narrativa italiana anni Novanta. Sono cifre necessariamente elastiche, perché mancano serie di aggiudicazioni d’asta sistematiche; ma il rapporto rispetto alle Einaudi (che restano su valori da lettura corrente) rende evidente il salto collezionistico.
Per intercettare un Branchie! Ediesse 1994 oggi, non basta guardare le solite vetrine. Monitorare mercatini e banchi generalisti: molti venditori non distinguono Ediesse da Einaudi, o non colgono il valore dell’esordio: conviene controllare fisicamente i banchi “anni ’90”, soprattutto quelli con fondi ex biblioteche sindacali, centri sociali, circoli culturali.
Attenzione agli annunci “sbagliati” online: su eBay/Subito, a volte il titolo è inserito senza anno o senza editore; filtra per “Branchie Ammaniti 1994” ma anche per inserzioni senza foto chiare e chiedi esplicitamente foto di copertina e colophon. Un occhio attento alle librerie dell’usato non specializzate: l’Ediesse può essere finito a scaffale “Narrativa varia” a prezzi bassi perché scambiato per un’ennesima ristampa; controlla fisicamente i dorsi (Ediesse/Futura Editrice invece di Einaudi).
Applicare un monitoraggio costante dei siti di nicchia: su questo sito già fu segnalato un caso di Branchie! Ediesse passato su eBay; ripetere la ricerca periodicamente, salvare alert, incrociare con AbeBooks e maremagnum aumenta le probabilità di intercettare nuove comparse. Sul lato vendita: se capita in mano una copia Ediesse in buono stato, non ha senso buttarla subito su un canale generalista a prezzo da tascabile.
Per chi vende, conviene: a) documentare bene (foto copertina, colophon, eventuale bandella, stato del dorso); b) agganciarla narrativamente: primo romanzo, versione diversa da Einaudi, appartenenza al “cannibalismo italiano”; c) proporla in spazi dove il pubblico è già “caldo” su questi temi (fiere, gruppi tematici, contatti diretti con collezionisti di narrativa italiana recente).
In prospettiva, l’accoppiata “esordio + testo diverso rispetto all’edizione canonica + piccola tiratura anni ’90” rende la Ediesse 1994 un candidato naturale a una lenta ma costante rivalutazione collezionistica, soprattutto se Ammaniti resterà un autore-chiave nei manuali di narrativa italiana di fine Novecento.
Il libro è molto raro e difficilmente una copia di quest’edizione capita a disposizione sui canali di vendita ad un prezzo da mercatino dell’usato. Ecco alcune immagini:
Disponibilità del libro (sempre aggiornato)
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