"Ci sono libri che da prede si trasformano in predatori. Temete i loro morsi, bibliofili"

 

Ecco un altro libro che sarebbe da ristampare

 

Ivan Graziani, celebre cantautore abruzzese noto per hit come “Luglio” e “Firenze canzone triste“, si cimentò anche nella prosa con Arcipelago Chieti, pubblicato da Edizioni Tracce a Pescara nel 1988. Nato a Teramo nel 1945 e scomparso nel 1997, Graziani era un artista poliedrico: chitarrista, pittore e scrittore, con un background musicale che spaziava dal rock in inglese al cantautorato italiano. Questo romanzo autobiografico rappresenta una parentesi rara nella sua produzione, focalizzata sulle memorie personali.

Genesi dell’edizione

L’opera nacque dal desiderio di Graziani di rivivere e condividere le esperienze traumatiche del servizio militare svolto nel 1971 a Chieti, tra caserma e ospedale militare. Edizioni Tracce, casa editrice pescarese specializzata in letteratura regionale, pubblicò una prima edizione nel 1988 con una presentazione di Umberto Piersanti, poeta marchigiano noto per opere come Sei poesie (1977), che introdusse il testo con un tocco letterario. Seguì una seconda edizione nel 1990, ma senza ristampe successive, rendendola un prodotto di nicchia legato al territorio abruzzese.

L’autore in breve

Ivan Graziani debuttò discograficamente nel 1973 con Desperation, ma esplose negli anni ’70 con album come I lupi (1975), vendendo milioni di copie. Abruzzese doc, infuse nelle sue canzoni paesaggi e emozioni della sua terra, passando dal rock alla canzone d’autore con testi introspettivi e chitarre elettriche innovative. Oltre alla musica, dipinse e scrisse Arcipelago Chieti come atto catartico, unico romanzo della sua carriera.

Importanza e peculiarità

Arcipelago Chieti è un titolo che cita palesemente “Arcipelago Gulag” di Solženicyn, evocando l’inferno burocratico-militare come un gulag abruzzese. È peculiare per il suo stile ibrido: un memoir-romanzo di 79 pagine che mescola autobiografia, satira militare e lirismo rock, anticipando temi di alienazione già presenti nelle sue canzoni. L’importanza risiede nel ritrarre Chieti come “arcipelago” di isolamento e assurdità burocratica, offrendo uno sguardo inedito sul Graziani privato e sull’Italia degli anni ’70. Presentato da Piersanti, eleva il testo da semplice testimonianza a opera letteraria, rara per un musicista pop.

Trama in sintesi

Il protagonista, alter ego di Graziani, arriva a Chieti per il servizio militare, immergendosi in un “arcipelago” di caserme, reparti e ospedali dove regna l’assurdo: umiliazioni, gerarchie folli e traumi psicologici lo segnano profondamente. Tra memorie personali e riflessioni filosofiche, il racconto evoca un inferno kafkiano in Abruzzo, con tocchi di umorismo nero e nostalgia per la libertà perduta. Culmina in una liberazione catartica, simboleggiando il ritorno alla vita civile e artistica.

Rarità e valore collezionistico

Sul mercato dell’usato, Arcipelago Chieti prima edizione 1988 è quasi introvabile: rare offerte su piattaforme come eBay o AbeBooks, spesso esaurite o prezzate per collezionisti. La tiratura limitata di Tracce (tipica per editori indipendenti) e l’assenza di ristampe lo rendono un “fantasma” bibliografico, con copie in discrete condizioni quotate 50-150 euro tra bibliofili rock e abruzzesi. Valutazione di settore: alto potenziale per crescita, simile ad altre rarità musicali-letterarie, premiato dallo stato eccellente e dedica autografa.

 

 

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