"Sull'inutilità di certi libri sarebbe utile scrivere un libro"
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17 Dicembre 2019

“Caneserpente” di Gian Ruggero Manzoni: lo strano caso di due libri diversi con lo stesso titolo!

Quando il cacciatore avvista la sua preda: Caneserpente!

Mi trovavo alla Fiera di Cesena di Novembre 2019, al cospetto della rarissima prima edizione di Caneserpente, di Gian Ruggero Manzoni (Lugo di Romagna, Walberti, 1985). Da notare che in copertina il nome di battesimo dell’autore è scritto Gianruggero.

Sì, proprio così! Lo avevo trovato. Miracolosamente – ne era spuntata fuori una copia. Una copia di quella tiratura di appena 200 copie dell’editore Walberti. La prendo, dopo un’estenuante trattativa, per 50 euro. Si era partiti da 90. Cerco subito di saperne un po’ di più, vado in rete. Ad un primo esame parrebbe che il libro sia stato ristampato da Il Saggiatore di Milano, nel 1993 e da Quondam (marchio editoriale on demand americano) proprio nel 2019.

Dalla scheda editoriale:

“Perché egli era un meccanismo in costante movimento, sempre oppresso da un bisogno impellente di lotta e di impegno, che rispondeva ai nemici con disprezzo, se non reagivano, e con la spada e l’offesa, se gli resistevano, e che mai mostrò considerazione per le visioni altrui, e che sempre si presentò agli avversari con durezza o con sufficienza. Egli, pieno di sé, non faceva dell’umanità una pratica, ma esclusivamente una teoria o un’ipotesi di potere, e io – mio Presidente – con la scusa di redigere i rapporti per l’archivio della polizia, mi trovai a testimoniarne la grandezza e a diventarne l’epilogo e il prosieguo. Saint-Just e solo Saint-Just era quel cardine filosofico che ricorreva in ogni sua predica. Egli, e solo egli, odiava il mondo. e forse, il cosmo intero.”

Una Parigi tenebrosa e affogata nel degrado, spazzata dal vento della rivoluzione, è teatro alle visioni deliranti e alle truci imprese di una sinistra coppia: la spia doppiogiochista Rouge-Gorge e l’Arcangelo Saint-Just, il braccio e la mente. Una storia di violenza e di esaltazione che si consuma tra salotti e strade malfamate, agguati e pedinamenti, ermafroditi e generose vivandiere, gabinetti scientifici e gioco d’azzardo. E, su tutto, il sibilo della ghigliottina.

Eppure c’è qualcosa che non mi torna. Questa scheda editoriale della Quondam sembra quasi riferirsi ad un altro libro, non a quello di Walberti. Insomma, i commenti sulle varie edizioni differiscono. Perché? Decido quindi di fare due chiacchiere con l’autore, Gian Ruggero Manzoni.

Buongiorno Gian Ruggero Manzoni, mi saprebbe dire perché Caneserpente viene talvolta classificato come poesia, talvolta come narrativa. Io lo sto leggendo (in prima edizione) e lo trovo meravigliosamente “senza genere”. Cosa mi può dire in proposito?

“Che l’edizione che sta leggendo è quella – definiamola – in poesia; a seguire, con lo stesso titolo, è uscita quella in narrativa, prima pubblicata da Il Saggiatore poi, adesso, riedita da Quondam, perciò sono due libri diversi, aventi solo lo stesso titolo. Quello che lei cita venne tirato in 200 copie da Walberti di Lugo di Romagna nel 1985. Libro rarissimo, ora introvabile in commercio. Tema di quel libro, cioè di Caneserpente 1, gli anni della contestazione giovanile targati 1970, riportati in forma imitante la tragedia greca. Temi di Caneserpente 2 e 3 (edizione Il Saggiatore, 1993; Quondam 2019): le memorie di un vinto, ossia la storia di un galeotto francese che scrive le sue memorie da una prigione di massima pena; periodo: Rivoluzione Francese.

Se si tratta di due libri diversi, come mai si è deciso di dare lo stesso titolo?

“Perché entrambi i libri portano lo stesso titolo? Perché a Luca Formenton, allora presidente e direttore editoriale de Il Saggiatore, piaceva detto accostamento animale, cioè, metaforicamente, la fedeltà tipica del cane e la malizia-inganno tipica del serpente. Visto che il primo libro in poesia, quello che lei ha trovato e da cui siamo partiti per questa digressione, era introvabile, non era stato ripubblicato e l’editore Walberti aveva cessato l’attività, si decise di titolare il romanzo nella stessa maniera, e così ecco risolto il mistero. Due libri, due generi diversi, due argomenti trattati diversi, uno stesso titolo molto ad effetto, uno stesso autore.”

Caneserpente è forse stato il suo primo libro (come scrittura)?

Pesta duro e vai trànquilo: Dizionario del linguaggio giovanile, di Gian Ruggero Manzoni e Emilio Dalmonte (Milano, Feltrinelli, 1980)

“No, il Caneserpente del 1985, cioè Caneserpente 1 in edizione Walberti, è stato il secondo mio libro, il primo libro è Pesta duro e vai trànquilo: Dizionario del linguaggio giovanile, scritto assieme ad Emilio Dalmonte e pubblicato da Feltrinelli nel 1980 – anche questo pressoché introvabile. In esso raccogliemmo oltre 750 parole formanti lo slang giovanile degli anni ’70. Il libro creò un’infinità di polemiche e contro polemiche. Tutti i quotidiani e i settimanali italiani durarono a parlarne per l’intera estate e l’autunno del 1980 (il libro era uscito a luglio). Il linguista Tullio De Mauro ci sostenne, dicendo che sapeva dell’esistenza di uno slang giovanile poi fermato anche nei romanzi Boccalone, di Enrico Palandri (prima edizione Erba Voglio 1979) e Altri libertini di Pier Vittorio Tondelli (prima edizione Feltrinelli 1980). Ma i restanti critici e addetti ai lavori ci diedero addosso dicendo che la nostra era una mistificazione totale, una totale invenzione. Questi ultimi vennero smentiti dall’Accademia della Crusca che adottò il libro ufficialmente, e così, a seguire, le biblioteche di quasi tutte le università italiane e di alcune università straniere, nella sezione Linguistica. Un’ottantina delle parole che noi allora censimmo, con tanto di esempi e di spiegazioni d’uso, ora sono presenti nel Devoto-Oli e nello Zingarelli.”

Ebbe un buon successo l’edizione di Caneserpente 2 , quella de Il Saggiatore?

“No, visto che il lancio fu totalmente sbagliato. Ci furono errori sia di marketing che di comunicazione. Luca Formenton, allora, era vicepresidente della Mondadori (dopo che la stessa era stata acquistata da Berlusconi – infatti la famiglia Formenton possedeva ancora quote della Mondadori, poi, in seguito, vendute, anche quelle, a Berlusconi) e presidente de Il Saggiatore (divenuto totalmente suo, avendolo scorporato dalla casa di Segrate), ma nonostante queste difficoltà la mia collaborazione con Il Saggiatore continuò fino al 1998. Agli ultimi conteggi Il Saggiatore risultava che avesse venduto poco meno di mille copie del libro. Saltò, anche, la possibile realizzazione di un film o di una fiction televisiva tratta dallo stesso. Da notare che quel Caneserpente, su oltre duecento manoscritti giunti alla giuria, era entrato nella cinquina del prestigioso Premio Montblanc per la narrativa inedita. Il flop di un libro di narrativa non solo avviene quando il testo non vale, ma succede, anche, quando capita in mano a un editore che non promuove il libro nella maniera adeguata.”

Quondam è un editore on demand americano?

“Sì, Quondam è un editore on demand (e-book e cartaceo) che ha sede negli USA e legato a Google e ad Amazon. Con Quondam ho firmato un contratto della durata di cinque anni che comprende i miei romanzi Caneserpente, Il morbo, La Banda della Croce e il libro di prose poetiche Il dolore. Tale contratto scadrà nel 2024. Quondam, a richiesta, oltre che nelle versioni in italiano, fornisce i miei libri anche nelle traduzioni in lingua inglese e spagnola. Il referente di Quondam in Italia è un editor di una grossa casa editrice. Se un libro interessa e con l’editore del medesimo il rapporto è decaduto, è la stessa Quondam a farsi avanti. Gli addetti della casa on demand avevano seguito, fin dall’inizio, il mio iter narrativo, e, avendolo apprezzato, accertatisi che i titoli che ho elencato poc’anzi fossero tornati a me, li hanno acquistati in blocco, appunto per cinque anni.”

Mi può raccontare un breve aneddoto su questo libro?

“L’aver dato alle stampe due libri, differentissimi fra loro, con lo stesso titolo, è un caso unico nella storia della letteratura mondiale. Sono il solo autore che, da sempre, lo abbia fatto, e ciò rientra nell’essere innegabilmente un’anomalia nel sistema culturale italiano e non solo. Tutto ciò che risulta irregolare e anticonformista è divenuto una mia prerogativa in ambito artistico, e, per me, non può che essere un vanto.”

È consapevole del fatto che la prima edizione di Caneserpente, quella del 1985, è praticamente un libro di culto? Molto ricercato e quotato.

“Come le ho detto, del primo Caneserpente, edizioni Walberti, un piccolissimo editore locale, ne furono stampate 200 copie. Ho saputo, tramite web, che tre anni fa una copia apparsa in eBay fu venduta a 75 euro, oggi non so quanto possa valere.”

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