"Ci sono libri che da prede si trasformano in predatori. Temete i loro morsi, bibliofili"

 

 

Alcune serie per ragazzi spariscono senza lasciare traccia. Altre, sia pur a distanza di pochi anni, cominciano a comportarsi come vere prede da caccia. I romanzi di Code Lyoko pubblicati da Piemme – Il Battello a Vapore rientrano in questa seconda categoria: libri nati sull’onda di una serie animata di culto, tradotti in più lingue, oggi fuori catalogo, con gli ultimi titoli che stanno diventando oggetti difficili, quando addirittura non controversi nei prezzi. Il caso dei collezionisti che da anni cercano “Code Lyoko 3: Il ritorno della fenice” e “Code Lyoko 4: L’esercito del nulla”, racconta bene la situazione attuale: poche copie, occasioni sfumate, inserzioni sparite nel giro di ore, talvolta con richieste economicamente fuori da ogni logica.

 

Alla base di tutto il nostro ragionamento c’è Code Lyoko, serie animata francese andata in onda tra 2003 e 2007, firmata da Thomas Romain e Tania Palumbo, quattro stagioni di avventure tra il collegio Kadic e il mondo virtuale di Lyoko, con i protagonisti Jeremy, Ulrich, Odd, Yumi e Aelita impegnati a fermare l’intelligenza artificiale X.A.N.A. che minaccia il mondo reale. La serie genera uno spin‑off live action, Code Lyoko – Evolution, e soprattutto una fanbase internazionale stabile, che ancora oggi continua a parlarne e a rivederla in streaming. Su questo universo nasce un progetto di romanzi, che non si limita a riscrivere gli episodi ma li espande, li riorganizza e spesso li supera in termini di trama. La wiki italiana di Code Lyoko ricorda che i romanzi sono frutto di un progetto coordinato da Pierdomenico Baccalario, nome ben noto della narrativa per ragazzi, e che costituiscono una sorta di continuazione parallela della serie, narrata in prima persona da Jeremy.

 

Il ciclo delle opere

In Italia il ciclo appare per Piemme junior nella collana “Il Battello a Vapore – Code Lyoko”, con autore indicato a copertina come Jeremy Belpois, il nome del protagonista, secondo una pratica tipica dei franchise che preferiscono la coerenza interna al marchio rispetto alla visibilità del singolo scrittore. I cataloghi bibliotecari specificano però che si tratta di uno pseudonimo e riportano la forma “Code Lyoko / Jeremy Belpois [ossia Pierdomenico Baccalario]”, mentre fonti biografiche su Davide Morosinotto confermano il suo coinvolgimento in almeno uno dei titoli. In sostanza, siamo davanti a una scrittura di squadra, orchestrata da Baccalario, che traduce e amplia il mondo della serie in forma di romanzo.

La saga italiana comprende quattro romanzi principali. Il primo, “Il castello sotterraneo” (Jeremy Belpois, Piemme, 2009, 254 pagine), introduce i Guerrieri Lyoko, il supercomputer, Aelita, Lyoko e X.A.N.A.; è il volume più facile da reperire, spesso in buono stato, con prezzi ancora relativamente sobri. Il secondo, “La città senza nome” (Davide Morosinotto, Piemme, 2009, 288 pagine), è un’avventura originale che porta il gruppo in una situazione inedita rispetto al cartone, confermando l’intenzione di non limitarsi alle trame televisive. Il terzo, “Il ritorno della fenice” (Piemme, 2010), è già molto meno visibile sul mercato; la numerazione ufficiale lo identifica come Code Lyoko 3 e la storia alza l’asticella della minaccia, avvicinando la saga a un tono quasi da finale lungo. Il quarto, “L’esercito del nulla” (Piemme, 2010, 304 pagine), chiude il ciclo: Jeremy è prigioniero nel mondo virtuale insieme a Ulrich ed Eva, Aelita è intrappolata nel Mirror, X.A.N.A. ha stretto un’alleanza con l’organizzazione terroristica Green Phoenix e ha riattivato un’arma devastante; nel mondo reale restano solo Yumi e Odd, che devono trovare un modo per liberare gli amici e sconfiggere definitivamente il nemico digitale.

 

E il collezionista brancola nel buio…

Tutta la serie è ormai fuori catalogo, ma la difficoltà non è uguale per tutti i volumi. Il primo e il secondo, nati in un momento di forte spinta promozionale, hanno goduto di tirature più ampie e si incontrano ancora con una certa regolarità nei cataloghi dell’usato, con oscillazioni di prezzo ma senza veri picchi folli. La situazione cambia con Il ritorno della fenice: le offerte compaiono a intervalli lunghi, spesso con richieste già piuttosto tese, che possono salire fino a 80-100 euro per copie ben tenute, soprattutto se accompagnate da altri titoli della saga. Con L’esercito del nulla la storia si fa ancora più impegnativa: molte ricerche non restituiscono alcun risultato, le poche inserzioni che si ricordano sono state chiuse in fretta e, in alcuni casi, si è visto il volume sdoppiato tra lotti di collezionisti e piattaforme internazionali con richieste di qualche centinaio di euro.

Su questo sfondo spuntano le richieste “pazze”. Aggregatori internazionali come ViaLibri segnalano almeno un caso di offerta intorno ai 2000 euro per uno dei volumi della saga, cifra che non trova riscontro nei valori storici della piazza italiana. Le testimonianze dei lettori e le vecchie inserzioni salvate in cache parlano di un mercato che, quando era ancora vivo, si attestava su un range molto diverso: 35-120 euro a volume per il terzo e il quarto libro, a seconda di stato, urgenza dell’acquirente, eventuale presenza di tutta la serie o di qualche firma dell’autore o curatore. In assenza di vendite pubbliche verificate a quattro cifre, quelle richieste vanno trattate per quello che sono: tentativi speculativi che sfruttano la scarsa disponibilità e l’effetto nostalgia, più che veri punti di riferimento per il collezionista.

Questo non significa che la saga sia facile: al contrario, il quadro che emerge è quello classico di tante serie per ragazzi di fine tiratura. I primi volumi, stampati in più copie, restano sul mercato più a lungo; gli ultimi due, usciti quando l’onda promozionale si era già abbassata e mai ristampati, scompaiono in fretta e tornano a galla solo in pochi esemplari. Dal punto di vista bibliografico, inoltre, si tratta di un prodotto non banale: non semplici novellizzazioni dell’episodio televisivo, ma testi originali, costruiti in collaborazione con autori affermati della narrativa per ragazzi, firmati da uno pseudonimo coerente con l’universo narrativo e legati a un marchio come Il Battello a Vapore, che molti collezionisti di contemporanea hanno iniziato a guardare con occhi diversi.

 

Qualche dritta!

Per chi decide di mettersi in caccia, qualche criterio di buon senso può aiutare. Il primo è non farsi guidare dalla paura di “perderlo per sempre” quando si vedono cifre sproporzionate: l’assenza di ristampe e la scarsità di copie spiegano i prezzi alti, ma non giustificano automaticamente ogni richiesta fuori scala. In mancanza di uno storico consolidato di vendite a tre cifre abbondanti, ha senso ragionare su un range più realistico, verificando le poche transazioni note piuttosto che le sparate isolate. Il secondo è allargare il campo: monitorare non solo i grandi marketplace, ma anche librerie dell’usato medio‑piccole, portali italiani di scambio e vendita, gruppi e forum specializzati in narrativa per ragazzi, animazione, collezionismo TV. È spesso lì che i volumi ricompaiono per un attimo, prima di sparire verso la libreria di qualcuno. Il terzo è tenere d’occhio i lotti: un venditore che propone i quattro titoli insieme può chiedere una cifra apparentemente alta a prima vista, ma la media per singolo volume potrebbe restare entro limiti ragionevoli, soprattutto se si considera la possibilità di rivendere i primi due. Infine, chi è interessato soprattutto alla lettura e non al possesso può sfruttare la rete bibliotecaria: gli OPAC mostrano la presenza di esemplari in vari sistemi provinciali, e un prestito interbibliotecario può soddisfare la curiosità, mentre il mercato dell’usato decanta.

Nel medio periodo, la combinazione di fattori che pesano su questa serie è chiara. C’è il franchise forte della serie animata, che continua a generare interesse. Ci sono romanzi che non sono semplici prodotti di consumo, ma testi che sviluppano ulteriormente la storia, inserendo elementi come la Green Phoenix e un finale più cupo, e che quindi hanno un valore aggiunto per i fan rispetto alla sola visione televisiva. C’è il marchio Battello a Vapore e la presenza, seppure dietro pseudonimo, di autori italiani di primo piano, che rendono la saga interessante anche per chi colleziona contemporanea per ragazzi al di là di Code Lyoko. E c’è infine la dinamica tipica del “moderno introvabile”: libri di appena quindici‑diciassette anni che, senza passare per il limbo dei remainder, sono semplicemente finiti e non rientrati in catalogo.

In quest’ottica si può affermare che Code Lyoko in versione Piemme sta entrando nella sua seconda vita, quella in cui le copie non si misurano più a scatoloni ma a singoli esemplari sparsi. Per chi ha pazienza, capacità di attesa e sangue freddo davanti alle cifre, questa è la fase in cui si può ancora costruire una serie completa a prezzi sensati. Per chi arriva più tardi, potrebbe rimanere solo la scelta se accettare i prezzi “pazzi” o accontentarsi delle ristampe in altre lingue.

 

 

Disponibilità di eventuali copie (sempre aggiornato)

 

 

 

[Si ringrazia Giovanni Di Giuseppe per lo spunto all’articolo]

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