"Sull'inutilità di certi libri sarebbe utile scrivere un libro"
Piccoli segreti & consigli  /  
05 Settembre 2020

Come riconoscere una truffa nella compra-vendita dei libri in 5 mosse

L’isola felice (che non c’è)

Bellissimo comprare e vendere libri. Anche scambiarli. E sentire quel brivido alla schiena, o quelle “farfalle che si agitano nello stomaco”, tutte sensazioni che ci provano al di là di ogni ragionevole dubbio che noi siamo fatti per questo tipo di emozioni e non per altre. Il mondo ci appare di carta sfogliabile, mica di utopie!

Ed è vero, quanto il fatto che sono assai di più i libri degli esserei umani, che tutti noi ci sentiamo dei veri e propri assi della finanza, “navigando” le onde impetuose dei siti più arditi. Non solo gli “istituzionali” IBS, Libraccio, Abebooks, Maremagnum, eBay, Catawiki e Comprovendolibri. Ma anche tutti gli altri minori o alternativi. E poi i siti delle librerie, e poi i venditori diretti, italiani e stranieri. Insomma, manca solo che compriamo dai porta a porta o da quelli che passano a trovarci sotto gli ombrelloni in spiaggia.

Ma, come dice il proverbio, tutto è bene ciò che finisce bene. Se finisce bene, aggiungerei io. Sì, perché la compra-vendita dei libri non è un’isola felice (anche se ci piacerebbe tanto!). I truffatori ci sono anche nella nostra isoletta sperduta in mezzo all’oceano. Occhi aperti, quindi!

Perdonatemi, non penso di essere più esperto o smaliziato di voi. Mi permetto solo di suggerire qualche consiglio, qualche accortezza, qualche “dritta”. Giusto per darvi un parere in più. Fa sempre comodo, no?

Prima ancora di cominciare

Ecco, ci siamo. Avete scovato il libro che fa per voi. È lì, davanti ai vostri occhi. Potete toccarlo nello schermo del pc o dello smartphone, accarezzarlo per un attimo di gioia. Ora rimane solo da contattare il venditore, pagarlo e aspettare con il binocolo l’arrivo del postino o del corriere. E non scordatevi di mettere a cuccia il cane.

 

 

1. Da chi state comprando / a chi state vendendo?

La domanda non è banale. Il quesito non è ridondante. La regola regina, prima di un acquisto, è quella di avere chiaro da chi state comprando il libro che state comprando. Oppure a chi state vendendo il libro che state vendendo. Tralasciando i casi ovvi, cioè l’acquisto da siti di comprovata fiducia o la vendita a persone di vostra conoscenza, tutto il resto merita attenta valutazione. Nell’ipotesi che stiate acquistando, fate molta attenzione se per caso vi trovate su un sito (blog, sito personale, pagina o gruppo Facebook), soprattutto se straniero. Controllate immediatamente alcuni requisiti. Innanzitutto se è un sito che è ritenuto “sicuro”. L’URL (cioè l’indirizzo del sito) deve cominciare con

https://

Poi controllate se il blog o sito è segnalato come truffaldino da qualche parte in rete. A volte è sufficiente digitare “nome-sito truffa” o “nome-sito problemi” su Google. E se trovate qualcuno che si lamenta di essere stato truffato, io lascerei perdere. Oppure approfondite.

Un altro controllo da fare è se il sito/blog/pagina personale è riconosciuto da Google come affidabile per la pubblicità. Non è una prova schiacciante e decisiva di affidabilità, ma se Google lo prende in considerazione per gli annunci pubblicitari è comunque un’indicazione positiva: Google fa dei controlli laboriosi prima di accettare affiliazioni. Per la verifica, dovete aggiungere all’URL della homepage del sito il seguente testo:

/ads.txt

Se, così facendo, ottenete il codice di inserzionista (che inizia con pub-) significa che Google fa affari con lui e quindi il sito ha determinati standard di sicurezza, affidabilità e possiede “contenuti interessanti”. Google cerca soprattutto contenuti, non siti che vendono e basta – e che sono anche potenzialmente quelli meno affidabili.

Alla fine, non è detto che otteniate un nome-cognome del venditore ma se il sito appare affidabile dopo i controlli suddetti, si può almeno rischiare qualche centinaio di euro. Per libri che prevedono una spesa più alta io opterei per garanzie maggiori.

 

2. C’è una buona comunicazione? Qualcuno risponde ai vostri quesiti?

Altro punto decisivo è la comunicazione tra voi e il venditore o acquirente. Se le vostre domande sulle condizioni del libro ottengono risposte vaghe, non vi vengono inviate foto supplementari o proprio non ricevete alcuna risposta, l’attenzione deve essere massima. Specialmente se l’unica cosa che sembra funzionare è il campo con l’inserimento del numero di carta di credito per il pagamento.

Viceversa, se c’è una persona (fisica) che si firma, almeno con il nome, e che risponde in maniera efficiente, si è più tranquilli. Anche se non bisogna mai abbassare la guardia. Tenete conto che ci possono essere risponditrici automatiche che usano algoritmi che si basano sulle parole chiave presenti nella vostra stessa domanda.

Per esempio, alla domanda: “posso avere altre immagini del libro in vendita?” rispondono con l’indicazione di un link dove effettivamente trovate la foto che state cercando. Ma che non è detto sia quella dell’esemplare realmente in vendita. Tutto a prima vista sembra molto efficiente e “pulito”, ma spesso dietro c’è un “robot” che simula un contatto reale. Unico scopo: darvi la sensazione che tutto è a posto, tutto è sotto controllo, potete fidarvi. Le risposte sintetiche, a volte non del tutto attinenti al quesito proposto, se non addirittura “fuori luogo”, possono essere rivelatrici di questo tipo di comunicazione.

Il caso più comune, è il venditore infastidito, brusco, che vi mette alle strette con frasi come “non ho tempo di fare foto”, “se lo vuole, lo deve prendere così”. In quel caso il mio consiglio è di desistere. C’è sufficiente puzza di bruciato.

 

3. Problemi con il pagamento?

Il pagamento – o la riscossione – è naturalmente sempre il momento cruciale di ogni trattativa. Di norma, chi acquista deve prima pagare e poi ricevere la merce. Quindi non è di per sé scandaloso che il venditore vi chieda i soldi prima di aver spedito il libro. Anzi, è normale.

Tuttavia, nel caso di acquisti fuori dai siti commerciali canonici, bisogna essere molto cauti. Il mio consiglio è di usare sempre Paypal. Non voglio qui fare una pubblicità a questo servizio, a discapito di altri. Però è evidente che Paypal – prevedendo il rimborso in caso di mancato ricevimento della merce (o altri disguidi) – si fa spesso preferire. Ovviamente usare Paypal non mette di per sé al riparo dalle truffe se non si adottano determinati accorgimenti. Una cosa essenziale: inviare denaro solo per “pagamento merce o servizi” e non “a parenti e amici” (quest’ultima opzione non prevede rimborso).

Chi ha in mente di truffarvi, invece, farà di tutto per convincervi di usare l’opzione “parenti e amici” adducendo a scusante il non dover pagare una “salata” commissione a Paypal. Se il libro è molto importante per voi, proponete al venditore di pagarla voi quella commissione (di solito è circa il 3%), aggiungendo il relativo importo al costo del libro stesso. Per voi farà poca differenza pagare 103 € un libro che avreste comunque pagato 100. Ma per il venditore-truffatore farà una enorme differenza perché quando voi non riceverete il pacchetto con il libro, lui non sarà tenuto a rimborsarvi e Paypal non potrà aiutarvi in alcun modo se lo avete indicato come “amico o parente”.

Ricordatevi che il pagamento attraverso bonifici bancari, ricariche Postepay, Western Union, MoneyGram e simili, sia pur tutti quanti efficienti e rapidi e assolutamente consigliabili per i piccoli importi (sotto i 50 €), hanno il problema della non rimborsabilità. Un bonifico, quando è stato inviato, non può essere richiesto indietro. E neppure un invio di denaro contante all’estero.

 

4. Non vi fidate? Proponete il ricorso a un canale di vendita a voi abituale

Se il libro in vendita continua ad attrarvi irresistibilmente, ma voi continuate a non fidarvi del venditore e delle sue rassicurazioni, potete proporgli di metterlo in vendita su un canale a voi congeniale (eBay, Maremagnum, Abebooks…) e di acquistarlo lì. Nel caso specifico – essendo voi a proporre il canale di vendita – è opportuno che rimborsiate la commissione che il sito richiederà al venditore per l’operazione.

Se ottenete un rifiuto netto, almeno sarete sicuri che non sarà per colpa delle spese supplementari. Ovviamente non saltate alla conclusione che un “no” del venditore implichi una sua covata intenzione di truffarvi in qualche modo. Iscriversi a eBay, per esempio, se non si vuole usare questo canale, può essere una seccatura a cui non si vuole sottostare se è in gioco un “affare” di 20 o 30 €. Infatti, il mio consiglio e di chiedere il ricorso a un canale di vendita di cui vi fidate solo per affari che prevedono un esborso di almeno 400 o 500 euro. Tale, insomma, da renderlo pienamente giustificabile.

 

5. L’affare appare clamoroso? Non fidatevi!

Spesso già soltanto il fatto che un acquisto appaia un clamoroso affare per voi, deve mettervi in guardia. Se su un sito secondario o su una pagina poco rassicurante appare in vendita a un prezzo basso un’edizione comunemente molto costosa la truffa è in agguato. Raddoppiate i controlli, triplicate le precauzioni. Se riuscite a comunicare con il venditore e appurate che il libro si trova in una città a voi vicina, proponete un incontro. Non inviate soldi, anche se pochi, per un libro che costa solitamente migliaia di euro. Quasi sicuramente li perdereste.

A volte basta essere schietti. E magari avere il coraggio di dire al venditore che 50 euro è un prezzo troppo basso per quell’edizione e voi sareste disposti a pagarla di più (però meno del solito!). Controllate la sua reazione. Nel 90% dei casi non si farà più sentire. Nessun rimpianto. Ve lo assicuro: non avrete perso un affare, solo una piccola truffa.

 

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