Simmenthal, Monza e “Cose Nostre”: una rivista aziendale degli anni ’50
di Alessandro Brunetti
Non lo so se vi piace la Simmenthal, a me la grafica del barattolo è sempre piaciuta, forse perché l’ha disegnato Armando Testa se non ricordo male o forse perché mi stanno simpatiche le mucche. E mi ha sempre divertito il fatto che mentre vendevano Manzo sponsorizzavano il Monza, con un cambio di consonante degno della Settimana Enigmistica (vediamo, fino a qui ho citato 4 brand, come influencer dovrei farmi pagare, non come venditore di libri. Ma perché parlo di Simmenthal? Eh, Cose Nostre.
No, non sto citando una delle mafie nazionali, ma la rivista aziendale, il bollettino interno, l’house organ, chiamatelo come vi pare, che la ILCA Simmenthal pubblicava negli anni ’50. E sì, aveva proprio quel titolo, che organizzazioni criminali a parte è proprio brutto, respingente e non inclusivo, come piace dire oggi. Però anche per questo è un reperto interessante di letteratura aziendale, e non solo per la testata. All’interno del numero che ho trovato ci sono articoli interessanti sulla psicologia del consumatore, o meglio responsabile dell’acquisto, ovviamente donna di casa, sull’importanza del frigorifero nei punti vendita e sui risultati della A.C. Monza, che ai tempi militava in B. A proposito, due informazioni non facili da ricordare. La prima è che la Simmenthal prima si chiamava Sadital, dal nome dell’inventore del metodo per la conservazione della carne in gelatina: Pietro Sada. La seconda è che il nome del brand, nato pochi anni dopo, viene da una razza bovina svizzera, la Simmenthal. Non ho notizie invece su chi ha scelto Cose Nostre come nome editoriale, pazienza.
Il punto di vista del Cacciatore di libri
Per il cacciatore di libri, pubblicazioni come questa sono spesso più intriganti di tanti volumi nati per le librerie. Gli house organ aziendali erano prodotti per una circolazione interna o comunque molto circoscritta, avevano una funzione contingente e difficilmente qualcuno pensava di conservarli per decenni. Proprio per questo, a distanza di settant’anni, possono diventare piccoli documenti della cultura materiale e della società italiana: raccontano il linguaggio della pubblicità, i consumi, il lavoro, il ruolo attribuito alla donna, la diffusione degli elettrodomestici e perfino il calcio meglio di molte ricostruzioni posteriori.
Cose Nostre aggiunge poi il fascino di un titolo che oggi produce inevitabilmente tutt’altre associazioni. Non è detto che una pubblicazione del genere abbia un particolare valore economico – rarità e valore, come sappiamo, non coincidono necessariamente – ma trovarne una copia significa recuperare un oggetto effimero che non era stato pensato per arrivare fino a noi. Ed è precisamente questo genere di sopravvivenza imprevista che rende interessante la caccia.
Disponibilità di eventuali copie (sempre aggiornato)
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Cose Nostre Simmenthal - Giornale aziendale - 1953
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