"Ci sono libri che da prede si trasformano in predatori. Temete i loro morsi, bibliofili"

 

Hitler, di Theodor Heuss; traduzione autorizzata dal tedesco e introduzione di Renzo Segala (Milano, Bompiani, 1932).

 

Il primo libro che aveva fatto conoscere la figura di Hitler agli italiani dei primi anni ’30 era stato Hitler di Theodor Heuss (Milano, Bompiani, aprile 1932. Leggendolo si avverte bene come l’Europa e il mondo si trovassero a un bivio, oltre al quale, però, era difficile vedere con chiarezza. Assai significativa la frase con la quale si chiude il libro:

“Oggi è assolutamente impossibile prevedere come il partito di Adolfo Hitler si cimenterà con gli avvenimenti futuri e col destino. Può darsi che, in un domani di cui nessuno può misurare la distanza, esso giunga al potere e si assuma la grande responsabilità di risolvere i supremi problemi del Germanesimo. La speranza di tutti è che, allora, non manchi al suo compito”.

Questo libro presenta una grande svastica nera su cerchio bianco e sfondo rosso. Con ogni probabilità è il primo libro uscito in Italia interamente dedicato alla figura nascente di Adolf Hitler. Per decenni è stato avversato dai cosiddetti benpensanti e il solo fatto di possederne una copia rendeva l’ignaro proprietario simpatizzante o addirittura complice delle teorie naziste!

 

 

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