"Ci sono libri che da prede si trasformano in predatori. Temete i loro morsi, bibliofili"

 

La Bibliofilia Femminile: un viaggio tra storia e riscoperta

Un nuovo volume illumina il panorama della bibliofilia: “Breve storia della bibliofilia femminile (XIV-XXI secolo)” (Perugia, Graphe.it, 2025) di Massimo Gatta, prefato da Hans Tuzzi e corredato da uno scritto di Carmen Verde, sta per approdare in libreria il 26 settembre. Con un prezzo ben bilanciato dall’editore, questo testo di 162 pagine si propone non solo di narrare una storia spesso trascurata, ma anche di riportare alla luce figure fondamentali del collezionismo librario ed editoriale internazionale.

 

 

 

Il libro affronta un tema di straordinaria rilevanza: la bibliofilia femminile. Non si tratta solo di un elenco di nomi e opere; Gatta ci guida attraverso un viaggio che attraversa secoli di storia, dall’epoca medievale fino ai giorni nostri. Le protagoniste di questa storia sono dame, rilegatrici, libraie, stampatrici e collezioniste, molte delle quali sono spesso state dimenticate, se non addirittura cancellate dalla memoria collettiva. Fra le figure riscoperta, troviamo Eleonora d’Aragona e Vittoria de Buzzaccarini, donne che hanno contribuito in modo imprescindibile alla cultura libraria.

La prefazione di Hans Tuzzi offre un’interessante riflessione su quanto la lettura possa essere percepita come una minaccia. Citando Elke Heidenreich, Tuzzi pone l’accento su un concetto provocatorio: “Le donne che leggono fanno paura”. Questo perché, attraverso la lettura, si impara a porre domande e a mettere in discussione regole consolidate di comportamento e pensiero. Il libro ci ricorda che nel Medioevo le donne erano spesso destinate a letture che promuovevano concetti di obbedienza e decoro, mentre la bibliofilia offre un nuovo strumento di libertà e piacere.

Il soggiorno nella storia della bibliofilia femminile non si limita a narrare le biografie delle donne citate, ma si allarga al contesto culturale e sociale in cui esse operavano. Gatta riesce a coniugare il rigore di uno studioso accorto con una narrazione coinvolgente, che invita il lettore a riflettere su temi universali legati alla lettura, alla libertà di pensiero e all’identità di genere.

Massimo Gatta non è solo un autore, ma anche un bibliotecario dell’Università degli Studi del Molise e un esperto di editoria del Novecento e bibliografia. La sua carriera accademica e la sua passione per i libri lo rendono una figura autorevole nel panorama della bibliografia e della bibliofilia. Con lavori precedenti come “Breve storia del segnalibro” e “L’insolenza e l’audacia. Sul disordine dei nostri libri“, Gatta ha già dimostrato come possa unire ricerca e lettura, formando un legame indissolubile tra storicità e piacere intellettuale.

“Breve storia della bibliofilia femminile” – a nostro avviso – si propone quindi come un’opera indispensabile non solo per gli appassionati di libri, ma per chiunque desideri esplorare il ruolo delle donne nella cultura e nella letteratura nel corso dei secoli. Con un linguaggio accessibile e una struttura chiara, il libro rappresenta un invito alla riscoperta della storia bibliofila attraverso il prisma femminile. E questo soprattutto in un mondo in cui la lettura è sempre più considerata un atto di libertà e autonomia. Questo volume si inserisce come un tassello prezioso in un mosaico che valorizza il contributo femminile nella storia del sapere. Non rimane che attendere con curiosità l’arrivo in libreria di questo importante lavoro di ricerca e riscoperta.

 

 

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