"Ci sono libri che da prede si trasformano in predatori. Temete i loro morsi, bibliofili"

L.A. Conflictual

 

di Alessandro Brunetti

 

Forse ce ne siamo accorti in pochi, ma vale la pena raccontare questa storia, durata decenni e appena conclusasi, almeno su questa terra. A distanza di pochi giorni una dall’altra, (tutto si consuma tra il 17 e il 23 dicembre 2021) sono morte due scrittrici, entrambe americane, californiane, testimoni dirette di diversi decenni di costume, cultura, guerre, moda e arte degli States e non solo. Stiamo parlando di Joan Didion e Eve Babitz.

 

Qui chiama pianeta Didion

E già i nomi sembrano da soli chiarire posizioni, modelli sociali, basi culturali delle due donne, mai amiche anzi sicuramente nemiche, almeno intellettualmente. Nomi che parrebbero inventati se non fosse la realtà molto più intrigante della fantasia.

Ma prima vediamo un po’ di dati anagrafici. La prima, Joan Didion, è ovviamente la più grande, almeno di età, essendo nata nel 1934 a Sacramento. Raffinata, algida, stilosissima e distante, così ce la mostrano le foto, alcune bellissime, che la immortalano in bianco e nero e a colori. Suo marito era John Gregory Dunne, anch’egli scrittore.

La Didion inizia la carriera in Vogue a NY, per poi tornare in California, a Los Angeles. Il suo esordio nella rivista di moda più famosa e potente del mondo le darà un imprinting formidabile: la sua sarà una vita da jet set, degna delle riviste patinate, delle cose giuste dette nel modo giusto. Di contro, la vita sarà molto dura con lei, facendola sopravvivere al marito e anche alla figlia.
È stata anche sceneggiatrice e siamo certi che almeno un film con la sua firma lo avrete visto. Ma veniamo ai libri. Se avete 2k dollari e più in avanzo, vi consiglieremmo di compare la prima edizione del primo libro, ovviamente edito negli Usa nel 1963, autografato. Se invece siete schizzinosi e amate investire in criptovalute, spenderete assai meno facendo vostri i due romanzi Bompiani anni ’70 che portano la firma della rigida Didion. Ma la colta Didon ha scritto anche saggi. E perché allora non mettere sullo scaffale il bel Democracy di Frassinelli del 1984, con un bel Richard Lindner in copertina? Sai che figurone al prossimo Martini con gli amici intellettualoidi.

 

Qui pianeta Babitz risponde

E ora veniamo a quella peste dalla Babitz. Donna, scrittrice, abitante a Los Angeles. E qui le somiglianze finiscono. Perché la piccola Eve ha bruciato la vita, senza mai bruciare essa stessa, divertendosi in lungo e in largo per L. A.

Se Joan scriveva in modo ricercato e trasformava il suo racconto in una visione soggettiva ma ricercata, Eve inventava tutto, trasformando ogni cosa in una mirabolante attrazione da luna park. Di sicuro questo è dovuto anche al mix culturale che la contraddistingue: un quarto ebraica, un quarto russa, un quarto francese e un quarto canadese e scusate se è poco.

E al fatto di aver vissuto in quella città dove, come prima apparizione pubblica, compare nuda mentre gioca a scacchi con Duchamp. Roba che la Didion si sognava a colazione, o forse era un incubo. E poi il sesso vissuto come gioia di vivere, gli amori famosi, gli artisti conosciuti, gli stilisti amati. Insomma la Babitz è davvero la nostra preferita, poco scoperta in Italia (poco scoperta per lei è quasi un affronto), ma con alcune perle da bibliofilo, capaci di umiliare quella impettita della sua avversaria.

Cominciamo dall’editoria di casa nostra. L’unico libro pubblicato quasi in contemporanea con gli Stati Uniti è Cigni Neri, edito da La Tartaruga, nel 1995. Difficile da trovare, la caccia è aperta.

E ora passiamo agli originali. Splendida copertina per il suo esordio editoriale, Eve’s Hollywood. Tanto che una copia con la sovra coperta strappata, ma dove il suo fisico è ancora godibile appieno, viene venduta a oltre 400 dollari. Ma le quotazioni schizzano in alto per copie perfette, fino a 2700.

E poi il bellissimo e ricercatissimo Fiorucci. Un libro dedicato proprio allo stilista italiano, che si attesta su quotazioni a volte meno impegnative. Io credo ancora per poco.

Viva Eve e viva Joan: è dai conflitti che nasce la scintilla, la creatività, la personalità.

 

 

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