Quando un incidente di diritti crea un classico raro della fantascienza italiana
segnalazione di Emanuele Varone
“La mente di Schar” di Iain M. Banks, dell’Editrice Nord “Cosmo Oro – Classici della Fantascienza” del 1991, è uno di quei titoli che, in una collezione SF italiana, separano la semplice completezza dall’autentica bibliografia di culto. Primo romanzo del ciclo della Cultura, classico della space opera intelligente, e al tempo stesso oggetto editoriale dalla storia accidentata, oggi è un libro raro, a causa di un incidente di diritti.
Un romanzo cardine del ciclo della Cultura
“La mente di Schar” è la prima apparizione italiana di “Consider Phlebas”, romanzo del 1987 che inaugura il celebre universo della Cultura, civiltà post‑scarsità governata da super‑intelligenze artificiali, le Menti. Il protagonista, Horza Gobuchul, è un mutaforma al servizio dell’Impero Idirano, lanciato in una caccia disperata a una Mente fuggitiva rifugiatasi su un “Pianeta della Morte”, in uno scenario di guerra galattica dove si scontrano fanatismo religioso e razionalismo utopico. La forza del romanzo sta nel rovesciare i codici della space opera classica: l’eroe è un anti‑eroe ambiguo, il conflitto non ha facili manicheismi, e l’azione spettacolare convive con una riflessione amara sul potere, la tecnologia e il costo umano delle ideologie.
L’edizione Nord “Cosmo Oro” 1991
L’edizione Nord 1991 in “Cosmo Oro – Classici della Fantascienza” rappresenta la prima edizione italiana in volume di pregio, dopo l’esordio del romanzo nella galassia Nord legata alla collana “Cosmo”. Si tratta di un’uscita che posa Banks accanto ai grandi nomi del catalogo Nord – Asimov, Heinlein, Clarke – sancendo l’ingresso della New Space Opera nel canone fantascientifico che il lettore italiano trovava in libreria a cavallo fra anni Ottanta e Novanta. Il volume, in tipica veste Cosmo Oro con sovraccoperta e carta di buona qualità, mira a presentare “La mente di Schar” non come semplice romanzo d’avventura ma come classico moderno della SF speculativa, dove morale, estetica e costruzione di mondi procedono di pari passo.
Prezzi e stato di conservazione
Per la prima edizione italiana Nord 1991 si possono indicare oggi queste fasce orientative di mercato: 25–35 euro: copia in buone condizioni, con sovraccoperta integra ma con normali segni d’uso o lieve ingiallimento ai bordi. 35–50 euro: esemplare in ottimo stato, dorso integro, colori ancora vivi, interni puliti. 50–70+ euro: copie near‑mint o da collezione, carta fresca e brillantezza piena della sovraccoperta, praticamente senza difetti, ricercatissime nelle aste online e nelle fiere specializzate.
Una rarità nata da un “incidente” editoriale
La storia editoriale italiana di questo titolo è particolarmente interessante per il collezionista: “La mente di Schar” doveva infatti essere il n. 192 della collana, ma un ritardo in stampa fece scadere i diritti proprio mentre il libro stava per arrivare in distribuzione. Il risultato è una presenza in libreria brevissima – si parla di una settimana e, in pratica, concentrata su poche librerie milanesi – che ridusse di fatto la circolazione delle copie, alimentando la futura rarità del volume. In più, un curioso cortocircuito bibliografico: il codice ISBN originariamente associato al romanzo risulta oggi legato a “Ospedale da combattimento” di James White, tanto che, cercando il numero, in alcune banche dati appare quest’ultimo titolo invece di Banks.
Le altre edizioni italiane di “Consider Phlebas”
Nel corso degli anni il romanzo è tornato in Italia con altre sigle e titoli: la stessa opera è nota anche come “Pensa a Fleba”, con successive traduzioni e collocazioni editoriali (ad esempio le edizioni Fanucci nella “Collezione Immaginario Solaria”). Le diverse versioni non si limitano a cambiare titolo: variano anche nella resa dei nomi e dei termini tecnici – i mutaforma diventano “Mutex” o “Metamorfi”, le navi cambiano denominazione italiana – creando di fatto due tradizioni parallele di lettura nel nostro mercato. Dal punto di vista collezionistico, però, nessuna di queste proposte successive insidia lo status della Nord 1991: esse garantiscono reperibilità al testo, ma proprio questa “normalizzazione” editoriale rende ancora più affascinante, per il bibliofilo, l’oggetto problematico e semi‑fantasma della prima tiratura Cosmo Oro.
Perché interessa al Cacciatore di Libri
“La mente di Schar” Nord 1991 concentra in un solo volume tre elementi cari al cacciatore di fantascienza: a) un autore cruciale e un romanzo fondativo di un ciclo amatissimo; b) una collana storica dell’editoria SF italiana, oggi di per sé collezionata come “serie‑feticcio”; c) un’anomalia nei diritti e nella distribuzione che ha compresso la tiratura effettivamente circolata, trasformando un classico moderno in una presenza intermittente sul mercato dell’usato. Per chi costruisce una biblioteca ragionata di fantascienza, l’edizione Cosmo Oro 1991 non è solo “un” Banks da avere: è il tassello che racconta, da solo, un pezzo di storia della SF italiana, tra errori di timing, metamorfosi di titolo e lenta presa di coscienza, da parte degli editori, che quei libri in cui perfino le Menti hanno un’anima sarebbero diventati, a loro volta, oggetti di culto.
Colpo di scena: ne esisterebbero solo 5 copie!
Ultim’ora 30 Novembre 2025. Il grande collezionista di genere fantastico Bruno Baronchelli di Roma ci mette a conoscenza di una lettera che in data 21 ottobre 2001 ricevette dal direttore editoriale della Editrice Nord, Gianfranco Viviani, dove si dice testualmente:
Caro Baronchelli, questo libro che le mando in omaggio, è un pezzo raro: ne esistono solo 5 copie perché l’edizione è stata annullata e la tiratura è andata al macero. Per lei che è un collezionista ha senz’altro valore (…).
Quindi, a questo punto dobbiamo chiederci: se ufficialmente ne esistono solo 5 copie come può essere che in giro ci sono svariati collezionisti di fantascienza che ne hanno tutti la loro bella copia in raccolta? Inoltre, come può essere che ogni tanto si trovi un esemplare sul mercato? Qualcosa non torna. O Viviani non la diceva giusta (però lui era il direttore della casa editrice, come dargli torto?) oppure c’era un “giro” strano che perfino lui ignorava. Lascio a ciascuno di voi la propria conclusione in merito.
Disponibilità di eventuali copie (sempre aggiornato)

