"Ci sono libri che da prede si trasformano in predatori. Temete i loro morsi, bibliofili"

 

Szasz ritorna in libreria, ma il suo libro su Virginia Woolf è sparito

 

Un libro controverso su Virginia Woolf, voluto personalmente dalla sua traduttrice, discusso anche in ambito universitario e ancora promosso dall’editore undici anni dopo la pubblicazione. Poi, lentamente, scompare. Non diventa un costoso libro di culto, non scatena aste o quotazioni vertiginose. Semplicemente, le copie smettono di comparire.

 

Oggi «La mia follia mi ha salvato». La follia e il matrimonio di Virginia Woolf, pubblicato da Spirali nel 2009, sembra essersi quasi dissolto dal mercato librario italiano. E la circostanza diventa ancora più curiosa proprio nel 2026, quando lo stesso editore decide di riportare in libreria Thomas S. Szasz, riproponendo il suo libro più celebre, Il mito della malattia mentale, in una nuova edizione di 393 pagine, prezzo di copertina 30 euro e nuovo ISBN 9788885806672. Che fine ha fatto, però, il libro su Virginia Woolf?

 

Una richiesta arrivata a Cacciatore di libri

La domanda non nasce per caso. Nell’agosto 2025 un lettore di Cacciatore di libri inserisce proprio questo titolo fra i libri che sta cercando. L’edizione è facilmente identificabile: Thomas Szasz, «La mia follia mi ha salvato». La follia e il matrimonio di Virginia Woolf, Milano, Spirali, 2009, 313 pagine, collana L’alingua, n. 323, ISBN 9788877708724. La traduzione, l’introduzione e la curatela sono di Susan Petrilli. Il catalogo della Biblioteca Braidense conferma questi dati bibliografici.

Il libro non è del tutto assente dalle biblioteche italiane: nell’OPAC SBN risultano 21 biblioteche che ne possiedono una copia. Una presenza non enorme, ma neppure quella di un libro fantasma. Il problema comincia quando si prova a comprarlo.

 

Otto mercati e nessuna copia

La ricerca effettuata nell’ottobre 2026 su ViaLibri, eBay, Comprovendolibri, Amazon, Euro-book, Libraccio, Delcampe e Vinted non ha restituito copie effettivamente disponibili. Anche lo storico delle vendite su eBay consultabile per gli ultimi tre anni non ha fornito occorrenze. Naturalmente questo non significa che nessuna copia sia stata venduta altrove o attraverso transazioni non rintracciabili, ma conferma una circolazione commerciale estremamente ridotta.

Nel database storico di Maremagnum è stata individuata una sola offerta: nel 2021 il libraio Fiodor srl proponeva un esemplare in buone condizioni a 40 euro. Si tratta di un prezzo richiesto, non della prova di una vendita. Ed è forse questo l’aspetto più singolare. Non siamo davanti a un libro che compare a 100, 200 o 500 euro. Non compare affatto.

Una scheda commerciale ancora reperibile in rete – della Libreria teologica – lo indica intorno ai 20 euro, con formule relative alla possibilità di procurarlo, ma non è stato possibile individuare una copia fisicamente disponibile. Venti euro, peraltro, corrispondono sostanzialmente al prezzo editoriale originario.

 

Non è colpa del vecchio catalogo Spirali

Si potrebbe pensare che il fenomeno riguardi semplicemente i libri Spirali di quegli anni. L’editore ha oggi una presenza in rete piuttosto anomala e il suo sito ufficiale, al momento delle nostre verifiche, non risulta normalmente raggiungibile (ottobre 2026). Ma il confronto con altri titoli pubblicati tra il 2008 e il 2010 porta in un’altra direzione.

Su ViaLibri compaiono ancora numerosi libri della Spirali dello stesso periodo: Günther Roth, La scrittura del volo; Fabiola Giancotti, Per ragioni di salute; Nicola Saponaro, Opera; Manuel Vázquez Portal, Scritto senza permesso; Enzo Nasso, Arte e invenzione. La scrittura; Shen Dali e Dong Chun, Roberto Panichi; Ebrahim Nabavi, Iran. Gnomi e giganti, paradossi e malintesi. In alcuni casi sono disponibili più esemplari, proposti da librai differenti e su piattaforme diverse.

Il catalogo Spirali di quel periodo, dunque, non è scomparso in blocco dal mercato dell’usato. La rarefazione di «La mia follia mi ha salvato» sembra riguardare in modo particolare questo titolo.

 

Thomas Szasz contro il mito della follia

Il contenuto del libro aiuta a capire perché l’opera fosse destinata a suscitare discussioni. Thomas S. Szasz (1920-2012), psichiatra di origine ungherese trasferitosi negli Stati Uniti, divenne celebre soprattutto per The Myth of Mental Illness, pubblicato nel 1961. La sua critica investiva l’uso stesso del concetto di malattia mentale: per Szasz molti comportamenti e conflitti classificati come patologie appartengono invece alla sfera personale, sociale e morale dell’individuo. La nuova edizione Spirali di Il mito della malattia mentale, annunciata per la fine del 2026, presenta ancora il libro come un classico controverso del dibattito su medicina, libertà individuale e psichiatria.

Con Virginia Woolf, Szasz applica questa prospettiva a una delle biografie letterarie più analizzate del Novecento. La sua interpretazione mette in discussione soprattutto la rappresentazione della scrittrice come vittima passiva della malattia mentale e del marito Leonard Woolf. Secondo la lettura proposta da Szasz, Virginia e Leonard avrebbero costruito nel matrimonio una particolare relazione con la follia e con l’autorità psichiatrica, utilizzandole anche nella gestione della propria esistenza coniugale. La presentazione editoriale insiste precisamente su questo controverso “compromesso” fra i due.

Ridurre la tesi di Szasz all’affermazione che Virginia Woolf fingesse di essere pazza sarebbe però fuorviante. Il discorso è più complesso e si inserisce nella critica generale dell’autore alla trasformazione di esperienze, comportamenti e conflitti umani in categorie mediche.

 

Un’edizione italiana fortemente voluta da Susan Petrilli

Anche l’edizione Spirali possiede caratteristiche proprie. Susan Petrilli non figura semplicemente come traduttrice. È responsabile della traduzione, della cura e dell’introduzione. Quest’ultima, intitolata Follia e psichiatria. La critica di Thomas Szasz al mito della malattia mentale, occupa le pagine 7-59: più di cinquanta pagine che fanno dell’edizione italiana qualcosa di più di una semplice trasposizione del testo americano.

Petrilli ha successivamente ricordato il particolare interesse suscitato in lei dal libro e dalla provocazione intellettuale contenuta già nel titolo. L’incontro con il pensiero di Szasz la portò a confrontarsi direttamente con la sua affermazione più famosa: la contestazione della “malattia mentale” intesa come entità medica equiparabile alla malattia del corpo. L’edizione italiana nasce dunque anche da un preciso interesse intellettuale della traduttrice, non soltanto da una scelta commerciale dell’editore.

 

Un libro che continuava a essere discusso

Neppure l’accoglienza sembra quella di un volume pubblicato e immediatamente dimenticato. Nel 2020, undici anni dopo l’edizione italiana, circolava ancora una presentazione di Spirali dedicata specificamente a «La mia follia mi ha salvato». Il testo tornava diffusamente sulla relazione fra Virginia e Leonard Woolf e sull’interpretazione di Szasz.

Il volume ha avuto inoltre una sua vita accademica. Nel programma di un insegnamento dell’Università di Padova compare fra i libri che gli studenti potevano scegliere, insieme a opere di Erving Goffman e allo stesso Il mito della malattia mentale di Szasz. Il saggio viene inoltre citato nella letteratura specialistica dedicata alla storia della follia e della psichiatria. Insomma, non sembra essere stato un libro completamente ignorato.

 

 

Pochi lettori, giudizi contrastanti

Anche la ricezione dei lettori offre qualche indicazione, pur con numeri troppo piccoli per ricavarne conclusioni statistiche. Su Goodreads il libro raccoglie poche decine di valutazioni. I giudizi oscillano fra l’interesse per la radicalità dell’interpretazione di Szasz e le perplessità verso un’impostazione considerata da alcuni lettori troppo rigida o polemica.

È significativo soprattutto ciò che non emerge dalle ricerche effettuate su Goodreads, Amazon, Anobii e Reddit: non appare una comunità consistente di collezionisti, non emerge un fenomeno virale e non si trova traccia di quella improvvisa riscoperta che talvolta trasforma un libro fuori catalogo in un oggetto molto richiesto. «La mia follia mi ha salvato» non sembra essere diventato un cult.

Questo rende ancora più difficile spiegare la sua scomparsa attraverso una semplice impennata della domanda.

 

Ventuno copie nelle biblioteche, nessuna sul mercato

Rimane così una situazione abbastanza insolita. Le copie esistono. Ventuno biblioteche SBN ne conservano almeno una. Il libro è stato recensito, discusso, utilizzato anche come testo universitario e ancora ricordato dall’editore nel 2020. Eppure, diciassette anni dopo la pubblicazione, non è stato possibile individuarne una copia effettivamente in vendita nei principali circuiti controllati.

La spiegazione più prudente è quella di una progressiva rarefazione. Un titolo specialistico, probabilmente acquistato da lettori interessati a Virginia Woolf, alla psichiatria e al pensiero di Thomas Szasz, le cui copie possono essere rimaste nelle biblioteche e nelle raccolte private anziché rientrare con frequenza nel mercato dell’usato. E non da ultimo valuterei l’aspetto che il libro fu anche testo universitario.

Non conosciamo la tiratura dell’edizione Spirali del 2009 e quindi sarebbe arbitrario definirla “rara” sulla base della sola reperibilità attuale. Quello che possiamo osservare è semplicemente che oggi le copie non circolano.

 

Nel 2026 Szasz ritorna. Ma non questo libro

È qui che la storia assume un’ultima piega. Nel 2026 Spirali torna a Thomas Szasz. La nuova edizione di Il mito della malattia mentale ha un nuovo ISBN, 9788885806672, 393 pagine e prezzo di copertina di 30 euro. Feltrinelli ne indica la disponibilità dal 7 dicembre 2026, mentre Libreria Universitaria riporta il 7 settembre e la segnala ancora “in pubblicazione”: una discrepanza nelle date commerciali che consiglia prudenza, ma non lascia dubbi sull’esistenza della nuova edizione.

Anche il catalogo commerciale di Spirali presenta nel 2026 altre nuove pubblicazioni, segno che la produzione dell’editore, per quanto apparentemente ridotta rispetto ad altre stagioni, prosegue.

Per «La mia follia mi ha salvato», invece, le ricerche non hanno restituito un nuovo ISBN, un annuncio di ristampa o una scheda relativa a una nuova edizione. Per ora rimane quella del 2009. E chi la cerca deve aspettare che una delle copie esistenti torni, prima o poi, sul mercato.

 

 

Disponibilità di eventuali copie (sempre aggiornato)

 

 

 

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