"Ci sono libri che da prede si trasformano in predatori. Temete i loro morsi, bibliofili"

 

Bibliofilia come educazione dello sguardo: Duranville tradotto da Corrado Vatrella

 

Sulla bibliofilia” di Léon de Duranville, edito da Luni editrice di Milano nel 2026, è la prima traduzione italiana nota del saggio originale francese “De la bibliophilie“, pubblicato nel 1873 come estratto dai lavori dell’Académie des Sciences, Belles-Lettres et Arts di Rouen. Non emergono altre traduzioni principali in lingue diverse dal francese fino ad oggi, con il testo rimasto un riferimento minore nella bibliografia ottocentesca francese sulla passione per i libri rari.

 

L’opera originale “De la bibliophilie” uscì nel 1873, firmata da Léon de Duranville (Rouen, 1803-1882) stampata in soli 60 esemplari (come scrive il traduttore Corrado Vatrella nella sua nota). Duranville,  studioso normanno esperto di libri antichi, archeologia e storia locale, unì in questo saggio una breve analisi psicologica del bibliofilo aggiustandola con criteri pratici per valutare edizioni, tirature, carte e legature. Duranville scrisse in un contesto di nascita della bibliografia moderna, distinguendo il vero appassionato dall’accumulatore e enfatizzando il valore storico oltre al prezzo.

 

Traduzioni note

Finora, nessuna traduzione documentata oltre quella italiana del 2026 per opera di Corrado Vatrella per conto della Luni Editrice; ricerche su cataloghi come BNF e Google Books confermano solo ristampe o citazioni in francese, senza versioni in inglese, tedesco o spagnolo. L’assenza di edizioni straniere suggerisce che il testo sia rimasto confinato nel circuito erudito francese dell’Ottocento, senza appeal internazionale ampio.

Pubblicato nel 2026 nella collana “Il sogno di Gutenberg“, il volume include la traduzione fluida di Corrado Vatrella – poeta e artista con esperienza in testi letterari – e un’introduzione contestualizzante di Antonio Castronuovo, saggista e traduttore esperto di bibliofilia e patafisica, che lega Duranville alla ricca produzione francese sul libro nel secondo Ottocento. L’impaginazione cura l’aspetto materiale, fedele allo spirito del testo.

 

Uno sguardo critico

In un’epoca di ebook e aste digitali, “Sulla bibliofilia” (Luni Editrice, 2026) rammenta che il libro è oggetto vivo: carta, inchiostro, margini che narrano storie di mani passate. Léon de Duranville (1803-1882), non scrive un manuale da mercante ma un trattato sulla distinzione tra possesso e conoscenza – il bibliofilo vero decifra varianti tipografiche, provenienze nobili e integrità strutturale, riducendo il “valore” a mera quotazione di mercato solo per i profani.

La traduzione di Corrado Vatrella cattura il tono ironico e preciso dell’originale 1873, evitando pedanterie filologiche inutili; Vatrella, poeta, rende fluido il francese ottocentesco senza appiattirlo, ma anzi mantenendo inalterata la sua innata componente aulica. Splendida l’introduzione di Antonio Castronuovo, che incastra Duranville nel coro francese di bibliografi come Vaucaire o Galantaris, evidenziando come l’Ottocento trasformasse la “mania” in disciplina scientifica.

 

 

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