Il libro proibito di Scalarini che riemerge a caro prezzo
Il primo indizio, già di per sé significativo (ma non sufficiente), è che il libro compare in sole tre biblioteche italiane. Le avventure di Miglio, pubblicato da Vallardi nel 1933, appartiene a quella rara categoria di libri per ragazzi che sono anche documenti storici: dietro il nome di copertina “Virginia Scalarini Chiabov” si nasconde infatti Giuseppe Scalarini (1873-1948), mantovano, autore, caricaturista e illustratore inviso al regime fascista, più volte censurato e di fatto impossibilitato a pubblicare liberamente.
Il volume non è soltanto raro: è emblematico. Scalarini fu una figura scomoda per il fascismo, noto per la satira, la caricatura e l’anticonformismo, qualità che lo resero incompatibile con l’ortodossia del tempo. In questo senso, Le avventure di Miglio non va letto come un semplice titolo per l’infanzia, ma come una piccola testimonianza della strategia di sopravvivenza editoriale adottata da un autore che, per arrivare ai lettori, dovette schermarsi dietro un’identità nominale diversa. Ed è proprio questo scarto tra firma apparente e paternità reale a renderlo ancora più interessante per il collezionista.
Alla prima edizione del 1933 si aggiunge la ristampa Bompiani del 1980, utile per la lettura ma nettamente distinta dalla Vallardi, che resta il vero oggetto del desiderio per chi cerca il libro nella sua configurazione originaria. Il mercato conferma questa distanza: su eBay è apparsa una copia a 320 euro (maggio 2026), mentre negli ultimi venticinque anni Maremagnum ha registrato cinque passaggi, con quotazioni molto variabili, da 5 euro fino a 1200 euro. Una forbice enorme, che dice molto sia sulla scarsità del titolo sia sull’incertezza del mercato, dove la condizione dell’esemplare, la completezza e il grado di consapevolezza del venditore possono spostare parecchio l’asticella.
Per il cacciatore di libri, Le avventure di Miglio è un caso perfetto: un libro raro, censurato, bibliograficamente ambiguo e con una storia di mercato tutt’altro che lineare. Non basta cercarlo: bisogna riconoscerlo, perché il suo valore non sta solo nella prima edizione Vallardi, ma nel significato storico che porta con sé. È il tipo di volume che racconta insieme un autore, un regime e un modo di aggirare il divieto, lasciando una traccia materiale che oggi si è fatta difficilissima da intercettare.
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