"Avete fatto caso che gli unici roghi della storia riguardano libri e streghe?"

 

L’isola dei morti, di Fabrizio Valenza (Amazon, 2022).

 

Lo scrittore e filosofo veronese Fabrizio Valenza esce con il nuovo romanzo, L’isola dei morti, ispirato al celebre poema sinfonico di Sergej Rachmaninov e agli ancor più noti dipinti di Arnold Böcklin.

Di cosa parla L’isola dei morti? Eccone la trama.
Anno 1885. Andrea Nascimbeni è un antropologo veronese che si reca sulla cosiddetta “isola dei morti”, al largo della costa ligure di Zoagli, per studiare le “esotiche” strutture funerarie ritratte nei dipinti omonimi dell’amico Arnold Böcklin. L’intento di innovare i suoi studi, immergendosi nella soffocante atmosfera della cittadina senza nome, lo avvolge ora dopo ora in un delirio esacerbato dai segreti dell’isola e dall’omertà dei suoi abitanti. Nascimbeni trova un momentaneo conforto solo in una donna, della quale si invaghisce. Nulla è però come sembra e l’incontro con un uomo avvolto dal mistero, che lo mette sul chi va là quando lo invita ad abbandonare l’isola, non farà altro che trascinarlo in un vortice di sublime e follia.

 

Chi era Arnold Böcklin

Arnold Böcklin (1827-1901) era un pittore svizzero-tedesco che ha creato una serie di dipinti enigmatici e misteriosi. I suoi lavori sono stati descritti come “visioni di un mondo sotterraneo”. I suoi dipinti più famosi sono “Isola dei Morti” (1880) e “Il Giardino dei Naiadi” (1886). I misteri che circondano i dipinti di Böcklin sono numerosi. Alcuni critici hanno interpretato i suoi lavori come simboli di morte, altri come rappresentazioni dell’aldilà. Altri ancora hanno visto in essi una rappresentazione della vita e della morte, della natura e della spiritualità.

 

 

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