"Se un libro scompare, magari vuole solo essere lasciato in pace"

 

Luther Blissett, l’unicità di essere uno, nessuno e centomila!

di Silvano Zingoni

 

La bibliografia dei libri di e su Luther Blissett è ormai ben definita e conosciuta, almeno per quanto riguarda le opere in lingua italiana. Esistono però alcuni testi, facenti parte sempre dell’eterogenea galassia “blissettiana”, che spesso sfuggono agli elenchi e vengono raramente citati nei saggi che riguardano il nome collettivo. Di seguito, una piccola selezione di questi titoli meno conosciuti, un contributo ad ampliare la bibliografia classica ma soprattutto alcuni suggerimenti per chi volesse collezionare e leggere con uno spettro più ampio l’opera della “creatura una e multipla”.

“Trasparenti per i lettori e opachi per i media”. Questa frase, coniata da Blissett stesso, rappresenta meglio di tanti testi e articoli uno dei principali metodi operativi del collettivo, cioè quello di compiere performance di destabilizzazione e sabotaggio del sistema mediatico. Queste performance, in forma di informazioni false seminate in giro, azioni di plagiarismo e depistaggi sociali, messe in opera negli anni ’90, sono abbastanza note ai più e ben documentate nelle varie pubblicazioni, sia letterarie, sia di cronaca. Non meno importanti, ma forse meno note, sono le beffe di tipo libresco.

Fra le principali, spiccano tre opere, tutte uscite per i tipi dell’editore romano (e complice) Castelvecchi. Le prime due sono in realtà due tomi della stessa opera, entrambe dello stesso autore che si firma Reverend William Cooper: Sesso estremo. Pratiche senza limiti nell’epoca cyber (Roma, Castelvecchi, 1995) e Sesso estremo II. Nuove pratiche di liberazione (Roma, Castelvecchi, 1996).

Entrambi i testi parlano di pratiche sessuali, ovviamente estreme, che esplorano i limiti del corpo e della mente, atte a liberarci da preconcetti e valori estetici impostici dalla società. William Cooper, pseudonimo di un giornalista di Birmingham, esperto di tecniche di piacere estreme, non è altri che Luther Blissett, il quale viene anche citato all’interno del testo, insieme a Harry Kipper, altro personaggio blissettiano. Il quotidiano Liberazione e il settimanale Panorama riuscirono anche a fare due interviste a William Cooper. In realtà a non si sa bene chi, visto che le fecero a due persone differenti.

L’altro libro falso confezionato da LB è A ruota libera. Miseria del lettore di T. A. Z.: autocritica dell’ideologia underground, firmato da Akim Bey, ma che nulla a che fare col filosofo anarchista americano. Per farsi beffa dell’underground intellettuale conformista italiano, che adoravano Bey per le sue doti di santone piuttosto che per il suo pensiero, il collettivo crea questo libro mettendo insieme dei falsi articoli e brevi saggi di Bey inediti in Italia, con tanto di prefazione scritta da un certo inesistente Belletati e riferimenti ai diritti di traduzione. Anche in questo caso, la beffa ebbe successo, e recensioni entusiaste uscirono sui quotidiani.

Terminati i libri beffa, si segnala un testo ad opera di un collettivo di ufologi, i Men In Red (MIR) facente parte della branca romana di Luther Blissett: Ufologia radicale (Roma, Castelvecchi, 1999). Gli autori teorizzano un’ufologia socialista, contrapposta a quella borghese, sostenendo la tesi che solo il progresso dell’uguaglianza sociale e economica di una società comunista possa permettere a degli esseri alieni di raggiungere altri pianeti.

In questa selezione di testi non potevano essere menzionati un paio di titoli della casa editrice AAA Edizioni, fondata da Vittore Baroni e Piermario Ciani, probabilmente la realtà editoriale più importante della scena controculturale italiana degli anni ’90.

La casa editrice, oltre a essere stata co-creata da Ciani, uno dei fondatori e animatore del Luther Blissett, e aver pubblicato la raccolta di testi e manifesto culturale Totò, Peppino e la Guerra psichica (1996), dà alle stampe anche due libri d’arte molto vicini al “multividuo“: La morte del libro (1996), di Erica Moira Pini (anagramma di Piermario Ciani) e La cultura del caos (1997), di Mino Cancelli (“traduzione” di Bill Gates). Se nel primo è presente, a destra del viso di Gutenberg, la lettera Q che sarà usata con lo stesso font per la copertina dell’omonimo libro, nel secondo è chiaramente visibile il faccione di Blissett all’interno della composizione grafica della copertina.

Un saggio strettamente legato a Luther Blisset è Transmaniacalità e situazionauti (Bologna, Edizioni Synergon, 1994) di Roberto Bui. L’autore (ora Wu Ming 1), tra i fondatori e colonna portante del LBP, con questo testo getta parzialmente le basi teoriche per il Luther Blissett Project, che avrà il suo picco attivista proprio nel lustro 1994-1999. Attraverso un’interpretazione sociale e politica dello stato culturale della popolazione occidentale di fine secolo, e del suo schema interrelazionale visto come sistema neurologico all’interno di una società in pieno sviluppo digitale, già vengono teorizzati in questo saggio alcuni strumenti alle basi della forma operativa del LBP, come la multi-individualità e l’organo psichico.

Per concludere la selezione, un libricino Millelire uscito come supplemento alla rivista DeriveApprodi N° 5/6 (Crash Edizioni) nel 1994, dal titolo Basic Income, dove, in una discussione a firma anche Luther Blissett, 20 anni prima del M5S, già si parlava di reddito di cittadinanza.

Transmaniacalità e situazionauti, di Roberto Bui (Bologna, Edizioni Synergon, 1994).

Basic Income. Quaderno operativo N° 1, di Autori Vari, Supplemento a DeriveApprodi N° 5/6 (Feltre, Crash Edizioni, 1994).

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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