Quando la pubblicità sorrideva al futuro
di Livio Codato
Ho letto con piacere il libro di Chiara Pianalto Io sono Nando. Una storia (s)conosciuta d’arte e pubblicità, numero 13 della collana Techne – serie minor di Graphe.it edizioni 2026, con l’interessante prefazione di Paola Biribanti, 117 pagine gustose e con un cospicuo apparato iconografico.
La giovane Pianalto, esperta nell’ambito dei rapporti tra arte, comunicazione, memoria visiva e cultura materiale, fa il suo esordio di scrittrice ricostruendo la biografia e la parabola artistica di un immeritatamente sconosciuto grafico pubblicitario del secondo Novecento: Ferdinando Rossi. Attraverso una meticolosa e puntuale ricerca, Pianalto ci racconta non solo la vita e l’opera di un artista dimenticato, ma anche la storia dell’Italia del secondo dopoguerra, il paese della ricostruzione sulle macerie economiche, sociali e morali causate dal secondo conflitto mondiale, il periodo del boom e del desiderio di lasciarsi alle spalle il peso degli anni bui del ventennio fascista.
Leggere dell’entusiasmo con cui molte ditte e aziende italiane cavalcarono l’incredibile ripresa economica, affidando a una nuova generazione di grafici il compito di rappresentare la riconquistata fiducia nella vita, in manifesti, cartelloni, riviste, giornali, depliant, calendari eccetera, fa provare nostalgia a chi in quegli anni c’era e li ricorda bene, ma anche a coloro che i mitici anni ’50 e ’60 se li sono fatti raccontare da nonni o genitori e forse avrebbero voluto esserci.
Si guardi a quei volti di Nando Rossi di donne sorridenti con una tazzina, un bicchiere, o un gelato in mano: ci sono serenità, gioia di vivere, sguardi rivolti al futuro, assenza di malizia, classe ed eleganza. Quelli furono i vent’anni più belli della storia d’Italia e Nando Rossi li interpretò nel migliore dei modi.
Brava Chiara Pianalto nel restituirci lo spirito di un’epoca attraverso il ritratto di un esponente di un’arte cosiddetta minore che ha invece un impatto, sulla quotidianità di milioni di persone, maggiore rispetto all’opera del grande artista, la quale rimane magari circoscritta alla ristretta cerchia degli addetti ai lavori.
Aspettiamo con curiosità e interesse la prossima pubblicazione di Chiara Pianalto.
Disponibilità del libro (sempre aggiornato)
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