Un libro curioso: ma è stato scritto… nel 2026?
O planeta cáos, di António Cunha Corrêa Júnior (Horta, Faial, 1936 o 1942). Edizione dell’autore.
“O planeta cáos” di António Cunha Corrêa Júnior è un altro tassello chiave della poesia insulare di Horta (dopo aver descritto Perfis… di Andrade Gomes): un volume poetico concepito nel 1936 e veicolato in forma di plaquette d’autore, con forte impronta açoriana e un titolo programmaticamente “cosmologico”.
Dati bibliografici essenziali
Ecco un’altra perla delle Azzorre. Titolo: O planeta cáos (nelle schede spesso con l’accento: “cáos”). Autore: António Cunha Corrêa Júnior, poeta açoriano. Luogo di edizione: Horta, Faial, Açores. Cronologia: una scheda antiquaria indica un volume 19 × 13 cm, viii, 138 pp, con particolarità curiosa: data 1942 in copertina, ma 1936 a frontespizio. Genere: poesia (la descrizione parla esplicitamente di “Poetry. Azorean author”). Questo incrocio di date lega bene la teoria di un concepimento/chiusura del testo nel 1936, con pubblicazione o rilancio nel 1942 a Horta, probabilmente in edizione d’autore presso le Oficinas do Correio da Horta, sul modello di altre auto‑edizioni locali.
L’autore: profilo e opera
La biografia più articolata viene da una scheda della Fundação António Quadros: António da Cunha Correia Júnior (nato a Matriz da Horta nel 1912, morto a Rio de Janeiro nel 1992) è presentato come poeta, prosatore, cronista, critico letterario e diplomatico (segretario burocratico del Ministero degli Esteri), con incarichi in varie sedi internazionali.
Tra i suoi libri si citano: Musa incipiente (1934), Rústicos (1935), Pó (1936), Planeta Caos (1936), Ilhas Maravilhosas (1940), Via Láctea (1941), Trovas do meu Bailado (1957), Bazar de Miniaturas (1959), oltre a sonetti, cronache, prose narrative e una operetta (Manta de Retalhos) rappresentata proprio a Horta.
Quindi, rispetto a Andrade Gomes (vedi precedente segnalazione), siamo davanti a un autore molto più strutturato, con una produzione ampia e riconosciuta, che parte dalle Azzorre e si collega al sistema culturale portoghese e luso‑brasiliano.
Significato di “O planeta cáos” nel percorso dell’autore
Nella lista della Fundação, O planeta caos è datato 1936 e collocato tra Pó (1936) e Ilhas Maravilhosas (1940) e Via Láctea (1941): un trittico di titoli che richiamano polvere, isole meravigliose, via lattea, cioè un immaginario cosmico e spaziale già nel lessico. “O pianeta caos” sembra dunque un polo esplicito di questa cosmologia poetica: un pianeta‑metafora in cui si concentrano disordine, frammentazione, forse riflessione metafisica sul mondo tra le due guerre. Considerando che la copertina può recare la data 1942, l’opera “viaggia” anche nel pieno della Seconda guerra mondiale, accentuando l’impressione di libro che riflette un momento di crisi globale visto da una periferia atlantica.
La premessa “Ao leitor” è una sorta di antifona ironica in cui l’autore finge di svalutare il proprio libro per poi, in realtà, affermarne l’importanza. Cunha Correia Júnior ripete che O planeta Caos è “un libro senza valore”, nato per sé stesso, che sarebbe dovuto restare nel cassetto o finire nel fuoco sotto la teiera, pieno di banalità, gergo, perfino un po’ irriverente. Ma, mentre insiste su questa falsa modestia, enuncia la sua vera idea: per lui un libro è come una vita, con “anima e cuore”, capace di ridere e piangere come una persona, e distruggerlo – “ben scritto o mal scritto che sia” – è quasi un delitto. Invece di bruciarlo, decide allora di affidarlo al lettore: non come opera “perfetta”, ma come testo da sottoporre al giudizio altrui, che potrà correggerlo e migliorarlo “dove sarà necessario”, trasformando il presunto “libro da gaveta” in un oggetto vivo di relazione tra autore e pubblico.
Progetto editoriale e grafica (per quanto ricostruibile)
Le informazioni materiali sulla copia descritta in antiquariato sono sobrie. Possiamo però ipotizzare alcuni elementi: edizione di provincia (Horta, officina di un giornale) ma di respiro concettuale più ampio del semplice libretto locale, dato il percorso dell’autore; presenza di una prefazione/premessa di otto pagine (le viii pagine preliminari), che indica una certa ambizione programmatica: non è raro nelle plaquettes di poeti‑critici che spiegano il proprio progetto ai lettori; sobrietà grafica (brossura con titoli, piccoli elementi tipografici ma non un apparato illustrativo marcato come nel caso di Sérgio per Perfis…), coerente con un autore orientato più al testo che all’oggetto, almeno in questa fase.
Rarità e reperibilità
O planeta cáos non è un libro comune: esce in provincia insulare, con data “doppia” e su un circuito che allora era strettamente locale; oggi lo si rintraccia quasi solo tramite poche schede antiquarie e repertori biografici. A differenza di Perfis, tuttavia, l’autore ha una carriera riconosciuta e più titoli in catalogo, il che fa sì che il libro venga citato nelle liste delle opere e non scompaia del tutto dal radar bibliografico. Non abbiamo trovato indicazioni di tiratura numerata o limitata (tipo “250 exemplares”), quindi la rarità è soprattutto di circolazione (luogo, minimo pubblico iniziale, quasi nessuna ristampa), non necessariamente di tiratura bassissima come per Andrade Gomes. Sul valore di mercato non emergono prezzi recenti per copie in vendita attuale; l’unica scheda dettagliata è più descrittiva che commerciale. Vista l’importanza relativa dell’autore nel suo ambito, è plausibile un valore di fascia media per un collezionista di Azzorre/poesia portoghese (potenzialmente superiore a Perfis, proprio per il nome più solido), ma qui saremmo nel terreno delle stime e non di dati osservati.
Disponibilità di eventuali copie (sempre aggiornato)




