"la strada percorsa per trovare un libro è il vero scopo della ricerca"

 

Il saggio antimafia di Strade Blu che il mercato ha dimenticato

 

“Le fondamenta della città” di Giuseppe Gennari, Strade Blu Mondadori, sta assumendo sempre più i tratti del libro‑segnale: irreperibile nel canale normale, raro nel circuito collezionistico, con una copia in vendita su eBay a 150 euro, ben oltre il prezzo di copertina originario e dell’ebook ancora disponibile. È il tipico caso di saggio “scomodo” che il mercato editoriale ha rapidamente digerito e dimenticato, mentre il mercato secondario lo sta lentamente rivalutando.

 

Il libro e l’autore

Giuseppe Gennari (1971), giudice del Tribunale di Milano, è considerato uno dei magistrati più esperti di criminalità organizzata al Nord. È stato tra i protagonisti dell’Operazione “Infinito” del 2010 e di altri maxiprocessi alla ’ndrangheta lombarda, esperienza che costituisce l’ossatura narrativa del libro.

“Le fondamenta della città. Come il Nord Italia ha aperto le porte alla ’ndrangheta” esce per Mondadori, collana Strade Blu – Non Fiction, nel 2013 (Milano, Mondadori, 2013, ca. 230 pp., ISBN 9788804627067). Non è un manuale giuridico per addetti ai lavori, ma un saggio‑inchiesta scritto da un giudice “di frontiera” che racconta, con linguaggio accessibile, come la mafia calabrese si sia radicata in Lombardia e nel Nord attraverso imprese, appalti, movimento terra, recupero crediti, controllo di segmenti apparentemente marginali come i venditori ambulanti di panini.

Gennari prende spunto da casi che ha seguito personalmente – tra cui le operazioni “Parco Sud”, “Tenacia”, “Caposaldo” e la vicenda di Lea Garofalo, figlia di boss diventata collaboratrice di giustizia e assassinata nel 2009 – per mostrare la capillarità dell’infiltrazione mafiosa e i meccanismi giudiziari che spesso portano a assoluzioni “incomprensibili”. La scrittura alterna atti, interrogatori, pedinamenti e ricostruzioni di contesti sociali, con molti esempi concreti e spiegazioni tecniche ridotte al minimo indispensabile.

 

Collana Strade Blu

La collocazione nella collana Strade Blu – Non Fiction è significativa: Strade Blu nasce in Mondadori come spazio per narrazioni laterali, reportage e saggistica d’inchiesta, e il libro di Gennari vi si inserisce come racconto documentario con forte taglio narrativo, più vicino al reportage che al trattato giuridico. Questo posizionamento ne aumenta la leggibilità per il pubblico generalista, ma al tempo stesso lo allontana dai circuiti accademici che spesso garantiscono longevità commerciale ai testi tecnici.​

Alla prova dei cataloghi pubblici il quadro è netto: l’edizione Mondadori Strade Blu del 2013 risulta l’unica edizione cartacea individuabile, senza ristampe in altre collane o tascabili con nuovo ISBN. A fianco del cartaceo sopravvive un’edizione digitale Mondadori (ebook, 9,99 euro), oggi facilmente acquistabile sui principali store, che assicura la reperibilità del contenuto ma non risponde alle esigenze del collezionista di carta. In sintesi: per chi caccia il libro fisico, l’oggetto di desiderio è la prima (e finora unica) edizione Strade Blu 2013.

Le biblioteche italiane, in particolare tramite OPAC regionali come quello della Sardegna, segnalano una presenza non marginale del volume, spesso classificato tra i testi di riferimento sulla ’ndrangheta al Nord. Nel V Rapporto Agromafie l’opera è citata in bibliografia accanto a classici come Gratteri–Nicaso, segno che l’ambiente della ricerca l’ha assorbita come tassello stabile del discorso su mafie e agromafie, pur senza che questo si sia tradotto in nuove edizioni commerciali.

 

Soggetto, trattazione e posto nell’immaginario

L’asse del libro è una serie di domande brutali: perché la ’ndrangheta è arrivata in Lombardia, come si è organizzata, quali settori controlla, se sia solo “contagio” dal Sud o se siano stati i lombardi ad aprirle le porte. L’analisi tocca il monopolio del movimento terra, i meccanismi del recupero crediti, la gestione di segmenti economici specifici, l’omertà degli imprenditori e delle vittime dell’usura, i rapporti con politici locali e amministratori, fino al ruolo di professionisti come commercialisti, bancari, medici, avvocati, carabinieri e poliziotti in quel capitale sociale che moltiplica la capacità di guadagno dell’organizzazione senza necessariamente commettere reati in prima persona.

Nell’immaginario dei lettori il libro funziona da monito a guardare la criminalità organizzata “sotto una nuova luce”, smontando il mito della mafia confinata al Sud e mostrando una ’ndrangheta perfettamente integrata nel tessuto produttivo del Nord, tra capannoni, cave, cooperative e logistica. Le schede editoriali e le recensioni online insistono su due elementi: da un lato la forza emotiva delle storie narrate, dall’altro la chiarezza con cui un magistrato accompagna “per mano” il lettore dentro gli oscuri meccanismi giudiziari, con parole semplici e sempre con esempi concreti.

Nel circuito editoriale il libro ha anche generato attriti: la Camera Penale di Milano, come riportato dalla stampa, ha accusato l’iniziativa editoriale di Gennari di avere metodo e contenuti tali da minare l’imparzialità e la terzietà del giudice, contestando l’uso narrativo di vicende processuali in corso. D’altra parte, il Corriere della Sera e altri media hanno sottolineato la capacità dell’opera di trasformare processi complessi in un racconto coerente della penetrazione mafiosa in Lombardia, dal fronte criminale al riciclaggio nell’edilizia e nei lavori pubblici, ai contatti con la politica e le istituzioni. L’intervista a Gennari pubblicata da The Submarine nel 2016 conferma che il libro continua a essere un punto di riferimento nel dibattito sulla ’ndrangheta al Nord, al punto da essere assunto come base per chiedere “che cosa è cambiato” negli anni successivi.

 

Perché è (quasi) introvabile

Sul piano della reperibilità, la situazione è paradossale: un libro ancora citato in rapporti e iniziative pubbliche, ma sostanzialmente scomparso dal canale librario ordinario. Alcuni fattori sono ragionevolmente individuabili: a) La tiratura iniziale appare plausibilmente contenuta: si tratta di un saggio di non fiction giudiziaria firmato da un magistrato, non da un nome mediatico, tipologia che difficilmente gode di grandi tirature e ristampe ripetute. b) Sul piano commerciale il titolo è stato percepito come legato a una stagione di processi e operazioni specifiche; dopo alcuni anni, la grande distribuzione tende a considerare “vecchi” questi instant book d’inchiesta, lasciando spazio a nuovi titoli su scandali più recenti. c) Sul piano dei contenuti, però, le dinamiche descritte (penetrazione nel tessuto economico, uso del capitale sociale, agromafie, edilizia) restano attuali e vengono ancora citate in studi successivi, come dimostra la bibliografia del V Rapporto Agromafie.​

Il libro ha trovato una seconda vita soprattutto nel circuito delle biblioteche e delle presentazioni pubbliche (incontri, dibattiti nelle province lombarde e marchigiane), piuttosto che in ristampe: chi lo cerca per studio lo trova a prestito, mentre chi lo vuole possedere materialmente deve rivolgersi al mercato dell’usato. Questo scollamento tra utilità scientifica e appetibilità commerciale è tipico di una fascia di saggistica: titoli che, qualche anno dopo l’uscita, diventano oggetto di una caccia mirata da parte di studiosi, cronisti giudiziari, collezionisti di letteratura antimafia e completisti delle collane di narrativa e non fiction “di culto”.

 

Il mercato secondario e la copia a 150 euro

Passando al mercato dell’usato, i segnali sono coerenti fra loro: a) I portali generalisti (IBS, Feltrinelli ecc.) mostrano il titolo come non disponibile in cartaceo, con unica alternativa l’ebook Mondadori a 9,99 euro. b) Su siti internazionali come AbeBooks le ricerche per Giuseppe Gennari mostrano un certo numero di titoli, ma nel quadro attuale non emergono con facilità copie attive di “Le fondamenta della città“, segno che la disponibilità è bassa e intermittente.​

I principali canali di usato e collezionismo (Maremagnum, Amazon.it usato, eBay, vari portali italiani) non offrono un flusso continuo di copie: più che di un mercato fluido si parla di apparizioni episodiche, con prezzi non più paragonabili a quelli di un comune saggio Mondadori di ieri.​

In questo contesto una copia in vendita su eBay a 150 euro è perfettamente plausibile e, anzi, aiuta a cogliere dove si stia assestando la percezione del valore. L’inserzione, dal punto di vista bibliografico e collezionistico è coerente con: a) esaurimento completo del nuovo; b) assenza di ristampe cartacee; c) presenza solo dell’ebook; d) citazioni in rapporti e studi che ne mantengono vivo l’interesse.

Il rapporto 1:15 fra prezzo dell’ebook (circa 10 euro) e richiesta per il cartaceo (150 euro) non è eccessivo per un titolo di saggistica contemporanea divenuto raro, soprattutto se si incrociano più nicchie: saggistica antimafia, collana Strade Blu, bibliografia giudiziaria lombarda. Va però tenuto presente che un prezzo di questo tipo, specie se fissato da un singolo venditore, ha anche una funzione di “test del mercato”: se la copia resta invenduta a lungo, quel livello diventa un tetto psicologico; se viene assorbita, si consolida come nuova soglia di riferimento.

Alla luce dell’insieme dei dati (scarsità di copie osservabili, persistenza dell’ebook, segnalazione della copia a 150 euro), è ragionevole ipotizzare che una fascia “realistica” per una copia in ottimo stato della prima edizione Strade Blu si collochi oggi, in Italia, nell’ordine degli 80–150 euro, con punte maggiori possibili in presenza di elementi aggiuntivi (firma dell’autore, provenienza giornalistica o giudiziaria di rilievo, ex‑libris significativi). Questa non è una quotazione ufficiale, ma una stima ragionata basata su: assenza di disponibilità nel nuovo, fisionomia del titolo, comportamento tipico del collezionismo di saggistica recente e dato puntuale della richiesta eBay.

Le informazioni sui prezzi del secondario restano comunque intrinsecamente parziali e volatili. Ogni valutazione dell’ordine di grandezza ha un margine di incertezza non trascurabile. In pratica: chi compra oggi a 150 euro assume il rischio di pagare il massimo del ciclo attuale (se domani comparissero improvvisamente più copie a 70–80), ma al tempo stesso scommette su una futura ulteriore riduzione dell’offerta o su una “riscoperta” pubblica del libro (anniversari, film, docuserie, nuove polemiche sulla ’ndrangheta al Nord). Chi vende troppo basso (fascia 30–40 euro) rischia invece, allo stato attuale, di sottostimare un saggio che sta entrando in un’area di “alto interesse” per il collezionismo di non fiction contemporanea.

 

Importanza collezionistica

Dal punto di vista del cacciatore di libri, “Le fondamenta della città“, oltre alle caratteristiche chiave già citate, non è solo un completamento di collana, ma un libro in cui peso documentario e scarsità materiale si sovrappongono in modo quasi esemplare. Già oggi rappresenta un titolo da segnalare come indicatore: quando l’editoria di grande gruppo lascia scoperto un presidio fondamentale – la memoria dei processi che hanno raccontato la ’ndrangheta “lombarda” – è il mercato collezionistico a occuparsene, e il prezzo della copia su eBay è il termometro, forse brutale ma molto chiaro, di questo spostamento.

 

 

Disponibilità di eventuali copie (sempre aggiornato)

 

 

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