"Ci sono libri che da prede si trasformano in predatori. Temete i loro morsi, bibliofili"

 

Un libro autopromozionale può diventare oggetto di culto?

 

Protocollo Bussa” è un manuale di self-help business scritto da Marco Bussa, consulente specializzato nella crescita dei saloni di parrucchieri, proposto come suo primo libro e presentato in formato cartaceo di circa 250 pagine. Si rivolge esplicitamente ai titolari di saloni che vogliono aumentare i profitti, “vincere la concorrenza” e smettere di essere “schiavi” del proprio lavoro e dei clienti.

Non emergono tracce del volume su WorldCat o OPAC SBN, il che suggerisce che non sia entrato nei circuiti bibliotecari istituzionali né italiani né esteri e conferma la natura di prodotto autopubblicato e distribuito direttamente dall’autore, senza un ISBN facilmente rintracciabile e senza passaggio dalla filiera editoriale tradizionale. Questo dato è importante in ottica collezionistica, perché lo colloca più nel mondo degli infoprodotti di marketing che in quello del libro “di catalogo”, destinato a lunga circolazione e conservazione. Il libro sembra essere stampato nel 2020, ma anche su questo dato non c’è certezza.

Marco Bussa si presenta come consulente e formatore per parrucchieri, con un brand personale costruito attorno al progetto “Parrucchiere del Futuro”. Sul suo sito e nei materiali promozionali si definisce il consulente “più pagato in Europa” per i saloni, dichiara migliaia di parrucchieri seguiti e insiste sul tema della “crescita” del salone tramite strategie di comunicazione, gestione del team e aumento del fatturato. Qui va segnalata una premessa: queste affermazioni sono auto-referenziali e non supportate da fonti indipendenti, quindi vanno lette come parte del posizionamento di marketing, non come dati oggettivi. Un punto di vista alternativo, emerso da almeno una recensione di settore, è che al di là del tono provvisorio e provocatorio del personaggio, i contenuti possano risultare effettivamente utili per parrucchieri privi di formazione economico-manageriale.

Al centro del libro c’è il cosiddetto “Protocollo delle 7 Forze”, una griglia di strategie per trasformare il salone: mentalità imprenditoriale, eliminazione della concorrenza percepita, bilancio “perfetto”, costruzione del team ideale, comunicazione “magnetica”, aumento dello scontrino medio (con l’obiettivo dichiarato di +60%) e moltiplicazione del flusso-clienti. I materiali promozionali parlano anche di “9 nemici del parrucchiere del passato” e collegano il libro a bonus digitali come l’“Arsenale del Parrucchiere” (un portale riservato con strategie aggiornate) e il “Protocollo Riattivazione Clienti”, pensato per recuperare almeno il 40% dei clienti persi “a costo zero”. Una reviewer YouTube nota che i primi capitoli sono soprattutto autobiografici e introduttivi, mentre i contenuti operativi iniziano più avanti, e valuta complessivamente il pacchetto come utile soprattutto per chi parte da zero in tema di gestione, ma meno rivoluzionario per chi ha già letto altro materiale di business e crescita personale.

​Sul fronte del marketing, “Protocollo Bussa” è un caso da manuale di prodotto costruito come fulcro di un funnel: prezzo di copertina fissato a 99 euro (più IVA), presentato accanto a un “valore” barrato di 497 euro riferito al webinar incluso, uso sistematico di urgenza (“le iscrizioni apriranno a breve”, “non è più acquistabile fino a data da destinarsi”) e forte leva di bonus esclusivi. Il libro non è venduto da librerie fisiche o online tradizionali, ma soltanto dal sito ufficiale “Parrucchiere del Futuro”, con call-to-action ripetute e rassicurazioni sul pagamento sicuro. Ci sono tutti gli elementi tipici del lead magnet premium: prezzo relativamente alto per un libro, posizionamento come “chiave” d’accesso al metodo e uso di testimonianze e promesse di risultati importanti (più clienti, più fatturato, salone “a prova di lockdown”), con una semplificazione marcata delle complessità reali del management di un’attività.

Per quanto riguarda disponibilità e reperibilità, la situazione è peculiare: il sito ufficiale segnala che “Protocollo Bussa non è più acquistabile fino a data da destinarsi”, pur continuando a mostrarne il prezzo e le caratteristiche. Parallelamente, ricerche su principali marketplace italiani e internazionali per il libro usato o da collezione (Maremagnum, AbeBooks, eBay, Comprovendolibri, Amazon Marketplace, Libraccio, Vinted ecc.) non restituiscono copie in vendita al momento. Questo incrocio – vendita sospesa in canale diretto e assenza quasi totale sul secondario – fa pensare a una tiratura limitata e fortemente canalizzata, probabilmente qualche centinaio di copie destinate soprattutto a clienti e partecipanti dei percorsi formativi di Bussa. È ragionevole parlare di relativa rarità fisica, ma occorre distinguere: non è una “rarità” nel senso bibliofilo classico, bensì un oggetto poco diffuso perché nato e rimasto dentro un circuito chiuso.

L’interesse collezionistico, in questo quadro, è estremamente circoscritto. Per il collezionista generalista o per il bibliofilo che segue la narrativa, la saggistica o il design editoriale, “Protocollo Bussa” non ha caratteristiche tali da renderlo un pezzo ricercato: non c’è un editore storico, non ci sono tirature numerate note, non è legato a un momento culturale di ampio respiro o a un movimento letterario. Per una nicchia di appassionati di “infoprodotti italiani”, di storia del marketing digitale o di memorabilia legati al mondo del coaching, potrebbe invece rappresentare un curioso tassello di archeologia del business online contemporaneo, soprattutto se la figura di Bussa dovesse consolidarsi come caso di studio nel settore beauty. Al momento, però, non ci sono evidenze di aste, aggiudicazioni o sovrapprezzi che confermino una domanda collezionistica strutturata.

Quanto al valore, il prezzo di copertina di 99 euro è chiaramente ancorato non solo al costo del libro fisico (250 pagine), ma all’intero pacchetto percepito: metodo, bonus digitali, accesso al webinar e alla community. Dal punto di vista del mercato collezionistico, però, la situazione è rovesciata: in assenza di una domanda autonoma di bibliofili, il volume, una volta separato dal contesto formativo e dai servizi associati, difficilmente reggerebbe il listino, e verosimilmente – se mai comparisse sul mercato usato – si assesterebbe su cifre inferiori, salvo casi particolari legati a copie con dedica o a tirature simboliche. Una recensione video esplicita un punto interessante: la lettrice riconosce che, per il contenuto, i 99 euro possono avere senso per il parrucchiere che parte da zero sulle tematiche di gestione e educazione finanziaria, ma dichiara anche che personalmente non li avrebbe spesi di tasca propria, se non fosse stato per un terzo che le ha passato il libro, pur riconoscendo risultati concreti nel salone di chi ha seguito corso e metodo. Questo conferma la distanza tra valore percepito dall’utenza target e valore percepito da un lettore esterno o da un collezionista.

 

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