"Ci sono libri che da prede si trasformano in predatori. Temete i loro morsi, bibliofili"

 

Attenzione: ci sono due edizioni diverse!

 

Gianni Pesce, funzionario di polizia di alto livello, ha operato in molte questure italiane in un periodo storico critico: un’Italia attraversata da scontri violenti tra gruppi mafiosi, forze politiche corrotte e movimenti eversivi di ogni latitudine. Nel suo percorso, Pesce si è inimicato potenti soggetti politici e criminali, trovandosi spesso al centro di una rete di intrighi che riflette le contraddizioni e le fragilità dello Stato stesso.

La sua opera principale nel panorama editoriale indipendente è Radici e sangue (prima edizione Papaprint, 2010), un testo che si configura come una vera e propria requisitoria contro le infiltrazioni mafiose negli apparati di sicurezza e contro le corruzioni annidate nelle pieghe dello Stato. È un libro duro, senza ambiguità, che rifiuta qualunque mediazione e voluta di convenienza editoriale. La difficoltà di pubblicazione, rinnegata da molte case editrici che percepivano la figura scomoda dell’autore e il peso delle sue rivelazioni, ha portato Pesce ad autopubblicarsi. Questa scelta ha contribuito a elevare il volume a un oggetto di culto e di nicchia, destinato a un pubblico attento e consapevole. Dopo Papaprint (2010 e ristampa nel 2012) è conosciuta anche una stampa Youcanprint, ancora del 2012.

L’edizione di Radici e sangue, nella sua dimensione di autoproduzione e diffusione limitata, rappresenta oggi in sé un pezzo raro e interessante per collezionisti specializzati in testi di denuncia e in libri che raccontano pezzi oscuri della storia italiana contemporanea. Simile al destino di altre opere fuori dai circuiti editoriali tradizionali — come certi titoli introvabili o pubblicazioni scomode segnalate su Cacciatore di LibriRadici e sangue testimonia come il mondo dei libri ai margini sia spesso custode di storie e verità che il grande pubblico fatica a raggiungere.

Da un punto di vista collezionistico, il fatto che il libro sia autoprodotto, con tirature presumibilmente limitate e non distribuito nelle librerie tradizionali, ne fa un’opera di interesse e valore per chi cerca testi rari e significativi, in grado di raccontare l’Italia degli anni di piombo, della criminalità organizzata e della politica corrotta da una voce interna, autentica e non mediata.

Accanto a Radici e sangue, Pesce ha dato alle stampe anche Radici e potere, un altro sguardo crudo e diretto sulle reti opache del potere politico italiano. Entrambi i volumi testimoniano, con il loro stile asciutto e diretto, l’urgenza di raccontare storie però sistematicamente rimosse o censurate dal circuito editoriale ufficiale.

Per chi si occupa di libri rari, di storia politica e sociale italiana, e per i collezionisti attenti alle “storielle” dietro le pubblicazioni difficili da reperire, questi testi sono imprescindibili. Inoltre, rappresentano un’esemplificazione chiara di quanto la carta stampata possa ancora essere veicolo di verità scomode e di memoria critica, soprattutto fuori dai grandi circuiti. Chi ama le storie vere di chi ha affrontato forze oscure dallo Stato stesso infiltrato, magari già conosce o apprezza autori da “barricata”, testi che raccontano trame nascoste, fatti dimenticati o volutamente ignorati. Pesce, con Radici e sangue, si inserisce in questo solco, e la sua opera assume anche un valore da collezione per l’intreccio tra contenuto scopertamente politico e valore editoriale da rara autoproduzione.

 

 

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