"Ci sono libri che da prede si trasformano in predatori. Temete i loro morsi, bibliofili"

 

Una voce irregolare del Novecento pratese

 

Da un mercatino dell’usato di Grosseto riemerge una piccola collezione dedicata all’intellettuale pratese: quarant’anni di libri, poesia e politica, con dediche, fascette, biglietti da visita e altri fragili documenti sopravvissuti al tempo

 

A volte una piccola collezione di libri racconta una storia ancora prima di essere aperta. Questa volta il ritrovamento è avvenuto a Grosseto, nella sezione libri di un mercatino dell’usato. Dentro una scatola erano raccolti sei volumi di Dino Fiorelli, autore pratese oggi poco ricordato. Non sei copie dello stesso libro e neppure titoli recuperati separatamente nel corso degli anni, ma un piccolo nucleo coerente, evidentemente appartenuto a qualcuno che di Fiorelli era stato lettore, conoscitore o forse vero e proprio cultore.

I libri coprono un arco temporale sorprendentemente ampio: dal 1928 al 1972. Sono Il dramma dell’intelligenza, Squadrismo e sindacato, Commiato, E mai devi temere di perderti, Con gli occhi per piangere e Realtà e poesia.

Alcuni conservano inoltre ciò che normalmente si perde per primo: una fascetta editoriale, una dedica, biglietti da visita dell’autore, un foglietto biografico. Piccoli pezzi di carta che hanno viaggiato insieme ai libri e che qualcuno, prima di noi, ha avuto cura di non buttare. Più che sei libri capitati casualmente nella stessa scatola, sembrano ciò che resta di una piccola collezione privata dedicata a Dino Fiorelli. Ed è da quella scatola che vale la pena ripartire.

 

Chi era Dino Fiorelli

© Biblioteca Roncioniana di Prato

Dino Fiorelli nacque a Prato l’11 dicembre 1904 e vi morì il 20 aprile 1979. Fu giornalista, pubblicista, saggista e poeta, ma soprattutto uno di quegli intellettuali di provincia la cui attività attraversa molti campi e finisce proprio per questo per risultare difficile da riassumere in una definizione. Le sue carte sono oggi conservate presso la Biblioteca Roncioniana di Prato, alla quale pervennero per disposizione testamentaria nel 1979. Il fondo comprende 52 buste di documenti, memorie e corrispondenza relative alle diverse attività culturali svolte da Fiorelli durante la sua vita.

Anche la sua vicenda politica è complessa e sarebbe fuorviante ridurla a una semplice etichetta. Entrò giovanissimo nel Partito Nazionale Fascista, ma ne uscì nell’ottobre del 1924. Attraversò successivamente esperienze di dissenso e nel 1934 fu inviato al confino politico a Ponza, dove rimase fino al 1937. Dopo il ritorno, tuttavia, si riavvicinò ad alcuni ambienti del regime, collaborando fra l’altro a La Verità di Nicola Bombacci e interessandosi al corporativismo.

Una traiettoria, dunque, fatta di adesioni, rotture, ripensamenti e ritorni. Osservarla a quasi un secolo di distanza cercando di costringerla dentro una categoria politica prestabilita servirebbe a poco. Più interessante è leggere ciò che Fiorelli scrisse nelle diverse fasi della propria vita e lasciare al lettore il giudizio. I sei libri ritrovati a Grosseto consentono di farlo.

 

1928: Il dramma dell’intelligenza

Il viaggio comincia a Roma nel 1928. Fiorelli ha appena ventitré anni quando per le Edizioni Sigfrido appare Della natura degli italiani e il dramma dell’intelligenza, titolo completo dell’opera che troviamo nella nostra piccola raccolta. È il libro di un giovane intellettuale che cerca una posizione nel proprio tempo e si interroga sulla società e sulla cultura italiane. L’anno successivo Fiorelli pubblicherà Borghesismo. Paradosso contro il mio tempo, opera recentemente riproposta e interessante proprio per comprendere l’inquietudine politica e intellettuale di questa prima fase.

Nel Dramma dell’intelligenza, Fiorelli si occupa anche di Dino Campana, in anni nei quali la fortuna critica dell’autore dei Canti Orfici non aveva ancora raggiunto le dimensioni successive. Il libro trovato nella scatola grossetana è dunque il punto più lontano nel tempo della nostra raccolta: il Fiorelli poco più che ventenne.

 

1940: Squadrismo e sindacato

Dodici anni più tardi troviamo tutt’altro libro: Squadrismo e sindacato, Prato, Stabilimento G. Bechi, 1940. Fra i sei volumi è quello che più direttamente ci riporta alla tormentata vicenda politica dell’autore. Fiorelli è tornato dal confino da tre anni e la sua posizione nei confronti del fascismo è nuovamente mutata. Gli interessi per il sindacalismo e il corporativismo sono ormai espliciti. Abbiamo la possibilità di documentarlo senza ricorrere a interpretazioni retrospettive: nell’archivio Fiorelli della Biblioteca Roncioniana sono conservate sia una bozza manoscritta sia una dattiloscritta di Squadrismo e sindacato, entrambe datate maggio 1940.

Nel medesimo fondo sono conservati scritti dai titoli eloquenti, fra cui Avanguardia squadrista nel fascismo pratese, Giovane Europa proletaria in marcia, Guerra e rivoluzione, Stalin ha parlato e Se gli anglosassoni dovessero vincere la guerra. Il Fiorelli del 1940 è dunque molto distante da quello che incontreremo vent’anni dopo. Non occorre né assolverlo né condannarlo preventivamente. Squadrismo e sindacato è innanzitutto un documento di una fase della sua vita e di una stagione della storia italiana. Come tale può essere letto e valutato.

 

Poi arrivò la poesia

Il fascismo finisce, la guerra passa e Fiorelli continua a scrivere. Nel dopoguerra collabora all’Archivio storico pratese e alla rivista romana Pensiero nazionale, si dedica alla storia locale e torna con crescente frequenza alla poesia. Nel 1957 pubblica Elegie del tempo perduto. E proprio alla poesia appartengono tre libri consecutivi della raccolta ritrovata a Grosseto. Tutti recano un’indicazione editoriale che oggi ha quasi il sapore della piccola editoria artigianale: Quaderni di poesia Cupolin degli Ori, Prato.

 

Commiato, 1964

Il primo è Commiato, pubblicato nel 1964. Sono passati trentasei anni dal Dramma dell’intelligenza e quasi un quarto di secolo da Squadrismo e sindacato. Già il titolo appartiene a un vocabolario completamente differente. Non più l’intervento politico, ma la dimensione individuale e poetica. Sarebbe semplicistico interpretare questo passaggio come una conversione o un rinnegamento. I libri non consentono scorciatoie del genere. Dicono però qualcosa di più elementare e forse più interessante: Fiorelli continuava a cambiare, e continuava a scrivere.

 

E mai devi temere di perderti, 1966

Due anni dopo, sempre nei Quaderni di poesia Cupolin degli Ori, appare E mai devi temere di perderti. È difficile resistere alla tentazione di leggere quel titolo alla luce della biografia dell’autore. Perdersi, cambiare strada, ritrovarsi. Naturalmente non dobbiamo attribuire a un titolo poetico un significato politico che il testo potrebbe non avere. Ma osservando sul tavolo questi sei libri, pubblicati nell’arco di quarantaquattro anni, la suggestione rimane. Fiorelli ha ormai superato i sessant’anni. Alle spalle ha il fascismo, il dissenso, il confino, il riavvicinamento al regime, la guerra e il dopoguerra. E continua a pubblicare.

 

Con gli occhi per piangere, 1967

Quando un esemplare diventa un piccolo archivio. Nel 1967 esce Con gli occhi per piangere, ancora nei Quaderni di poesia Cupolin degli Ori. Ed è qui che la piccola raccolta di Grosseto diventa qualcosa di più di una serie di libri. Questo esemplare conserva una dedica autografa di Dino Fiorelli a Carlo Cordiè, una fascetta editoriale, un biglietto da visita personale dell’autore con l’indirizzo via F. Strozzi 29, Prato, e un foglietto volante biografico.

Carlo Cordiè non era un destinatario qualsiasi: italianista e francesista, critico letterario e docente universitario, fu figura di rilievo negli studi letterari italiani del Novecento. Non sappiamo ancora attraverso quali circostanze questo esemplare sia arrivato nella scatola di Grosseto, né possiamo affermare che tutti i sei volumi provengano originariamente dalla stessa biblioteca. Ma la loro presenza congiunta e la conservazione di materiali tanto minuti rendono assai plausibile che, almeno in una fase della loro storia, siano appartenuti a qualcuno particolarmente interessato a Fiorelli. La cosa più affascinante è proprio ciò che una normale scheda bibliografica non potrebbe registrare.

 

Le minimalia: ciò che normalmente finisce nel cestino

Un catalogo descrive un libro attraverso autore, titolo, editore, data, formato, pagine. Ma un libro realmente vissuto possiede una seconda bibliografia, irripetibile. Una fascetta viene tolta. Un biglietto da visita cade. Un foglio pubblicitario viene buttato. Una dedica rimane soltanto nell’esemplare sul quale è stata scritta.

Sono quelle che potremmo chiamare minimalia bibliografiche: materiali effimeri, nati senza alcuna intenzione di sopravvivere, che proprio per questo diventano interessanti quando, mezzo secolo dopo, sono ancora al loro posto. La copia di Con gli occhi per piangere è esemplare: libro, dedica, fascetta, biglietto da visita e foglietto biografico sono sopravvissuti insieme. Non abbiamo più soltanto un’edizione del 1967. Abbiamo una piccola capsula della vita letteraria pratese di quegli anni.

 

Realtà e poesia: una conferenza diventata libro

L’ultimo dei sei volumi richiede una precisazione importante. Realtà e poesia, Prato, Industria Grafica F.lli Bechi, 1972, non è semplicemente un’altra opera poetica di Fiorelli. Il sottotitolo ne chiarisce la natura: Conferenza preceduta da una Mostra di documenti tenuta alla Galleria degli Artisti di Prato la sera del 3 ottobre 1972. Siamo dunque di fronte alla testimonianza stampata di un evento culturale preciso, avvenuto a Prato in un giorno altrettanto preciso. Fiorelli ha sessantasette anni. Presenta una mostra di documenti e tiene una conferenza sul rapporto fra realtà e poesia; il testo viene quindi stampato in proprio dall’Industria Grafica F.lli Bechi. Anche questo esemplare conserva una traccia della propria origine: il timbro “OMAGGIO”. E insieme al volume è sopravvissuto un altro biglietto da visita: Dino Fiorelli
pubblicista, via G. Silvestri 13, Prato
.

Il confronto con quello conservato in Con gli occhi per piangere, dove compare invece via F. Strozzi 29, ci restituisce persino due indirizzi diversi dell’autore in momenti differenti. Ma è soprattutto quella qualifica a incuriosire: pubblicista. Non poeta, scrittore o saggista. Bensì semplicemente pubblicista. Forse Fiorelli stesso aveva trovato la parola più adatta per riunire attività che altrimenti sembrano difficili da tenere insieme.

 

Dal 1928 al 1972, dentro una scatola

Rimettiamo allora i sei libri nell’ordine in cui furono pubblicati: Della natura degli italiani e il dramma dell’intelligenza, Roma, Edizioni Sigfrido, 1928. Squadrismo e sindacato, Prato, Stab. G. Bechi, 1940. Commiato, Prato, Quaderni di poesia Cupolin degli Ori, 1964. E mai devi temere di perderti, Prato, Quaderni di poesia Cupolin degli Ori, 1966. Con gli occhi per piangere, Prato, Quaderni di poesia Cupolin degli Ori, 1967. Realtà e poesia, Prato, Industria Grafica F.lli Bechi, stampato in proprio, 1972. Quarantaquattro anni separano il primo dall’ultimo. Eppure, per una di quelle combinazioni che costituiscono il fascino della ricerca di libri, sono finiti tutti insieme dentro una scatola in un mercatino dell’usato di Grosseto. Come vi siano arrivati non lo sappiamo.

Qualcuno, però, prima di disfarsene deve averli raccolti. La presenza di tre Quaderni di poesia Cupolin degli Ori, dei due libri più lontani nel tempo e di Realtà e poesia, insieme ai materiali accessori conservati con tanta attenzione, difficilmente dà l’impressione di un accumulo completamente casuale. Dietro quella scatola sembra intravedersi un lettore. Forse un conoscente di Fiorelli. Forse un collezionista pratese trasferitosi altrove. Forse semplicemente qualcuno che aveva deciso di raccogliere le opere di un autore oggi quasi dimenticato. Non lo sappiamo, e sarebbe sbagliato inventare una provenienza che i libri non ci raccontano. Ma sappiamo che qualcuno li aveva conservati.

 

La rarità non è sempre quella che crediamo

È anche questo ritrovamento a ricordare quanto il concetto di rarità possa essere ingannevole. Un libro non deve necessariamente essere del Cinquecento o valere migliaia di euro per essere difficile da ritrovare.

Le pubblicazioni locali, i volumetti poetici, le conferenze stampate in proprio, i piccoli quaderni distribuiti dall’autore agli amici sono spesso sopravvissuti in pochissime copie proprio perché nessuno, al momento della pubblicazione, pensava che un giorno sarebbero diventati documenti. E ancora più rare possono essere le loro parti apparentemente insignificanti. Quanti esemplari di Con gli occhi per piangere conservano ancora la fascetta? Quanti il foglietto biografico? Quanti contengono un biglietto da visita di Fiorelli? E quanti esemplari di Realtà e poesia conservano il timbro OMAGGIO e il biglietto personale dell’autore? La rarità bibliografica e quella del singolo esemplare sono due cose differenti. In questo caso la seconda potrebbe essere persino più interessante della prima.

 

Un autore da ritrovare, senza decidere prima chi fosse

Rimane Dino Fiorelli. Che cosa dobbiamo farne? Forse niente di particolare. Non occorre trasformarlo in un grande scrittore dimenticato e neppure cercare di inserirlo forzatamente in una storia letteraria dalla quale è rimasto ai margini. E non è necessario emettere oggi una sentenza politica definitiva su una vita attraversata da scelte contraddittorie. Possiamo fare qualcosa di più semplice: rimettere i libri sul tavolo.

Leggere il Fiorelli ventitreenne del Dramma dell’intelligenza e confrontarlo con quello di Squadrismo e sindacato. Cercare di capire l’uomo che conobbe il confino e quello che successivamente tornò ad avvicinarsi al fascismo. Leggere il poeta di Commiato, di E mai devi temere di perderti e di Con gli occhi per piangere. Arrivare infine al pubblicista sessantasettenne che, il 3 ottobre 1972, alla Galleria degli Artisti di Prato, parlava di Realtà e poesia davanti a una mostra di documenti. Il giudizio può venire dopo. O può non venire affatto.

Perché talvolta il compito di chi ritrova un libro non è stabilire definitivamente quanto valga il suo autore, ma semplicemente rimetterlo in circolazione abbastanza a lungo perché qualcuno possa tornare a leggerlo e decidere da sé. Per più di quarant’anni Dino Fiorelli aveva scritto, pubblicato, discusso, cambiato idea, fatto poesia, studiato la propria città e distribuito i propri libri.

E molti anni dopo, sei di quei libri erano ancora lì, insieme, dentro una scatola in un mercatino dell’usato. Forse è proprio da una scatola così che un autore dimenticato può ricominciare il suo viaggio.

 

 

Disponibilità di eventuali copie (sempre aggiornato)

 

Su COMPROVENDOLIBRI (Il dramma dell’intelligenza)

Su COMPROVENDOLIBRI (Squadrismo e sindacato)

Su COMPROVENDOLIBRI (Commiato)

Su COMPROVENDOLIBRI (Con gli occhi per piangere)

Su COMPROVENDOLIBRI (E mai devi temere di perderti)

Su COMPROVENDOLIBRI (Realtà e poesia)

 

 

 

Questo sito web partecipa al Programma di affiliazione eBay e potrebbe percepire benefit fornendo collegamenti ai prodotti sui siti regionali di eBay.

Tag

Aste

sempre aggiornate

Tolkien

Harry Potter

stephen king

Dracula

R. R. Martin

Futurismo

BIBLIOFILIA

Occasioni

In Scadenza

Altri articoli sul Blog

“La Banda della Magliana” di Gianni Flamini in offerta al mercatino

ROMA MERCATINO DELLA GARBATELLA Giovedì 17 Ottobre 2019 Avvistato “La banda della Magliana – Storia di una holding politico-criminale” di Gianni Flamini (Kaos, 1994).

Tre libretti di Futurismo di non facile reperibilità sono su eBay

Tre rari libretti di Futurismo appaiono disponibili su eBay: “Lettere ruggenti” di F. T. Marinetti (1969); “Emilio Buccafusca” di Matteo D’Ambrosio (1991) e “Bologna Futurista” di Alessandro Cervellati (1973).

Fumetti: ad ottobre ‘Scheletri’, il nuovo libro di Zerocalcare

https://www.adnkronos.com/cultura/2020/07/27/ottobre-scheletri-nuovo-libro-zerocalcare_ducqaXlsw1LykfKiXj9G8M.html

Una copia della rara edizione militare di “Dracula” (circa 1943) a un prezzo interessante

In vendita nel Regno Unito una rara copia della cosiddetta “edizione militare” di Dracula (1943) a un prezzo interessante: un’occasione che potrebbe non ripetersi…

“The Handmaid’s Tale” di Margaret Atwood: in asta su Sothebys un libro che non si può bruciare (letteralmente)

In asta da Sothebys uno straordinario esemplare unico. Si tratta del libro “The Handmaid’s Tale” di Margaret Atwood realizzato non in carta ma in Cinefoil, un materiale speciale ricavato dall’alluminio. Il libro viene indicato come ignifugo e le specifiche di resistenza del materiale (perfino dell’inchiostro usato) lo starebbero a testimoniare.