"la strada percorsa per trovare un libro è il vero scopo della ricerca"

Luogo del “delitto”: Topolino n. 1785 dell’11 febbraio 1990

Il Topolino “censurato”

La copertina è innocente, classica, praticamente doverosa, visto che si tratta della settimana di San Valentino. E fin qui, nulla di strano. Tutto sembra “politicamente corretto”, ante litteram. Paperino e Paperina si abbracciano con tanti cuoricini con alle spalle una gigantesca falce di Luna gialla. Gialla, certo! Perché bianca fa poco risalto e nei fumetti la luna è sempre gialla, anche se nella realtà è bianca. E che ci volete fare…

Andiamo al punto. Come si sa, ogni albo di Topolino ha una storia principale, che fa da pilota dell’intero albo e una serie di storie secondarie, di cui più o meno la metà ambientate a Paperopoli e l’altra metà a Topolinia. Ebbene, la storia principale si ambienta a Topolinia ed è “Ho sposato una strega“, scritta da Massimo Marconi e disegnata da Giorgio Cavazzano.

La storia – come succede nella stragrande maggioranza dei casi – ha riferimenti diretti alla nostra storia e al vissuto letterario e cinematografico e vi possiamo senza scandalo ravvisare citazioni abbondanti, e chiaramente non tenute nascoste, al film Ho sposato una Strega, (regia di Renè Clair, 1942).

Grazie anche a una serie tv anni ’60 e seguitissima pure in Italia (dove è stata trasmessa più recentemente), la situation comedy è ben viva nel ricordo del potenziale lettore. Insomma, tutto è in regola per essere capito, compreso e goduto. Il tema è semplice, quasi banale: un uomo sposa una strega e deve convivere con i suoi trucchetti (fatti a fin di bene).

Senonché all’autore viene in mente l’impensabile. Mettere in opera un tradimento amoroso di Topolino alla sua fidanzata storica Minni! Ma sì, proprio a San Valentino! Anni dopo, quando tutto fu spiegato nei dettagli dagli stessi protagonisti, si apprese anche che sarebbe dovuta esserci una tavola in cui si vedevano a letto i due bricconcelli, cioè Topolino e la fatale Samantha. Minni era lontana, in crociera! Ma il disegnatore non se la sentì. Quella cosa era troppo sconvolgente per il pubblico affezionato. Si rischiava davvero di scatenare una tempesta di cui poi si sarebbe potuto perdere il controllo.

Ed aveva perfettamente ragione l’illustratore! Infatti, nonostante si evitasse di disegnare una tavola siffatta, lo scandalo ci fu lo stesso. E la storia in oggetto diventerà per tutti la “storia maledetta di Topolino“. Sarà ricercata e letta avidamente anche se – come tutti – si rimane delusi vedendo che alla fine non c’è nulla né di scandaloso né di sconvolgente. Solo chiacchiere e allusioni.

Ma la puritana America è sensibile alle chiacchiere, si sa. E chiacchiere ve ne furono. Infatti una radio genovese in quei giorni ne parlò, esternando stupore e testimoniando lo sgomento di alcuni radioascoltatori per la discutibile scelta nella sceneggiatura. Il quotidiano di Genova, Il Secolo XIX ne fece un ampio servizio. Ma il coltello sulla piaga lo mise – e come poteva non essere così! – un giornale satirico, nella fattispecie Cuore, che titolò senza pietà per nessuno: “Bambini, è ora che sappiate la verità: Topolino tromba“, il tutto condito da una mitica intervista a Pippo, il quale mestamente dichiara che la scelta dell’amico Topolino di sposarsi “è una perdita incolmabile per il movimento gay”. La Disney americana, con le polemiche che montavano, non poteva fare altro che farsi spedire la storia, decidendo in un battibaleno di ritirare tutte le copie (che all’epoca erano centinaia di migliaia) fino ad ordinare di distruggere le tavole originali non solo di quella storia ma di tutte quelle presenti nel numero incriminato (e non si capisce perché…).
La vicenda appare paradossale e irrealistica anche per gli standard moralistici di inizio anni ’90. Figurarsi oggi! Ad ogni modo, nel tempo il giornalino in questione si è fatto più raro di altri, fino ad avere valutazioni, anche se non proibitive, immensamente più alte di altri albi usciti nello stesso periodo.

[Si ringrazia Astolfo di Fuscaldo per aver segnalato e spiegato l’episodio]

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