"Ci sono libri che da prede si trasformano in predatori. Temete i loro morsi, bibliofili"

 

Intervista ai padroni di casa di Aguaplano, il cottage di Faial

 

Sull’isola di Faial, nel piccolo insediamento di Capelo, Casa Aguaplano è un cottage in legno affacciato su una foresta lussureggiante e sull’oceano, a pochi minuti dal vulcano Capelinhos e dalle piscine naturali di Varadouro. Non è solo un alloggio per vacanze: è il luogo dove Valeria Negro e Sigfrido Maina hanno scelto di intrecciare ospitalità, paesaggio e conversazioni lente, in un arcipelago che invita più a fermarsi che a “scrollare” verso la tappa successiva.

Chi approda qui trova due cottage indipendenti, pensati per chi vuole ascoltare il ritmo dell’oceano e delle nuvole più che quello delle notifiche, ma trova soprattutto una casa di amici che conoscono bene l’Italia e le Azzorre e che hanno trasformato la propria scelta di vita in un punto d’incontro tra viaggiatori, curiosi e persone in cerca di un’altra idea di tempo. In questo contesto, la dimensione culturale non è un sovrappiù: è il modo naturale con cui ci si orienta tra libri, storie e isole.

Per chi guarda le Azzorre anche attraverso le carte e le bibliografie, Casa Aguaplano è un tassello ideale di un itinerario più ampio. Negli ultimi anni, proprio a Faial sono riemersi volumi come Perfis di Andrade Gomes (Horta, 1934) e O planeta cáos di António Cunha Corrêa Júnior (Horta, 1936), piccole pietre miliari della poesia insulare, che testimoniano quanto l’arcipelago sia anche un territorio di scritture rare e poco esplorate. Le ricerche che il cacciatore di libri ha raccontato in Avventure di un cacciatore di libri (Luni Editrice, 2025) continuano qui in mezzo all’Atlantico: tra librerie, archivi e mercatini si scopre che le Azzorre non sono soltanto un paesaggio, ma una trama di testi che dialogano con chi ha la pazienza di cercarli.

Su questo sfondo si collocano due libri che, in modo diverso, aiutano a leggere Casa Aguaplano e il suo orizzonte: da un lato il facsimile di lusso di Saudades da Terra di Gaspar Frutuoso, grande opera cinquecentesca che resta ancora oggi il testo di riferimento per la conoscenza storica della Macaronesia, dagli arcipelaghi delle Azzorre, Madeira, Canarie e Capo Verde, fino alle coste atlantiche. Dall’altro Sotto il cielo di Atacama di Ilaria Bonfante, racconto di viaggio contemporaneo tra Cile e Bolivia che interroga il senso del muoversi in solitaria e che, attraverso il legame personale dell’autrice con le Azzorre e la sua attività di guida e travel designer, offre una chiave per capire come un viaggiatore possa entrare in risonanza profonda con un’isola.

È a partire da questo incrocio di paesaggi, vite e libri che abbiamo chiesto a Valeria e Sigfrido di raccontare Casa Aguaplano: non solo come luogo dove dormire, ma come spazio di relazioni, letture e memorie condivise, in una porzione di Atlantico che Gaspar Frutuoso ha fissato sulla carta secoli fa e che oggi continua a generare nuove storie di viaggio e di ospitalità.

 

Casa Aguaplano nasce come cottage per vacanze, ma con il tempo sembra aver assunto anche un valore più simbolico. Che cosa volevate costruire davvero quando avete scelto di aprirla agli ospiti?

Casa Aguaplano nasce prima che per gli ospiti, per noi. Aguaplano è stato, ed è, il nostro diario di viaggio che raccoglie le esperienze intorno al mondo di oltre venti anni che ancora restano non solo nella nostra memoria ma anche sul nostro blog di viaggio www.aguaplano.org, oggi affiancato dai nostri altri due progetti www.italianialleazzorre.com e www.guidetotheazores.pt. Esperienze che ci hanno formato oltre che arricchito. Quando abbiamo trovato e scelto la nostra base di approdo qui alle Azzorre non abbiamo avuto dubbio alcuno che dovesse chiamarsi Casa Aguaplano. La casa dei viaggi di Aguaplano. Viaggi materici e reali e viaggi dell’anima.

 

Molte case accolgono, poche però riescono a creare atmosfera. Qual è l’idea di ospitalità che guida il vostro lavoro quotidiano a Casa Aguaplano?

Per noi Casa Aguaplano, come ho detto prima, è innanzitutto casa nostra quindi l’abbiamo costruita e la stiamo costruendo ancora ogni giorno di modo che possa far sentire a casa anche gli ospiti. Siamo la generazione che ha sperimentato i primi B&B in Irlanda negli anni ’90, nati con lo spirito di ospitare persone in viaggio nella propria casa. Pochi oggi si ricordano che i primi B&B nascevano come una stanza da letto e un bagno in una casa vera, di una famiglia vera, per cui si faceva colazione e si cenava insieme se desiderato. Mille miglia distanti dagli alloggi di oggi con i codici per entrare e nessun rapporto umano con il “gestore”. Naturalmente amiamo anche la privacy – degli ospiti come nostra – per cui cerchiamo di offrire la presenza e la condivisione, se desiderata, accompagnata da opportuna riservatezza.

 

Vivere a Faial, e in particolare a Capelo, significa avere il paesaggio sempre presente. Quanto contano per voi l’oceano, il vulcano Capelinhos e questa parte dell’isola nel definire la vostra esperienza di vita?

Contano moltissimo, nel bene e nel male Partiamo dal bene. Quando abbiamo iniziato la nostra esplorazione dell’isola di Faial – isola che tra le 9 abbiamo scelto per cercare l’approdo – siamo sempre stati guidati dalla ricerca del bosco, del verde, oltre che dell’oceano. Siamo originari di Torino, non riusciamo a vivere solo di fronte ad un orizzonte piatto. La ricerca è stata lunga ma alla fine la nostra casa, Casa Aguaplano, ha ciò che noi cercavamo con l’aggiunta della vista sull’oceano. Verde: per noi la parola chiave era verde. Ma non il verde di un prato tagliato all’inglese, il verde rigoglioso ed anche disordinato di un pezzo di natura e foresta locale. E questo verde l’abbiamo trovato a pochi chilometri dal vulcano di Capelinhos che è un luogo magico unico al mondo. Un lembo di terra che ancora sembra la luna, nato da poco tempo rispetto alla storia della terra. C’è anche il rovescio della medaglia: questa parte dell’isola è più esposta a nubi e nebbia di inverno ma per noi va bene, anzi ci fa innamorare di più delle giornate di sole pieno!

 

Prima di arrivare alle Azzorre, quali percorsi personali e professionali vi hanno portato fin qui? E quali elementi della vostra storia sono indispensabili per capire la vostra scelta?

La prima parte della tua domanda è una montagna da scalare che richiederebbe almeno 20 pagine di risposta! Proviamo a fare una sintesi: come coppia ci siamo conosciuto già “adulti” ognuno di noi con una gran parte di vita alle spalle molto intensa. Da quando siamo diventati coppia oltre a mille altri interessi comuni come la musica, la lettura, la natura, abbiamo cominciato la nostra avventura di viaggi zaino in spalla. Solo noi due, guida cartacea in mano, niente di prenotato. Così abbiamo girato il mondo: oltre 65 paesi visitati dall’Africa al Sud America, dal Centro America all’Asia. E molta Europa. Professionalmente, escludendo i 1000 lavori che entrambi abbiamo fatto fin da ragazzi, la parte adulta del nostro lavoro ci vede come imprenditore informatico – e ora anche turistico – per Sigfrido e produttore esecutivo RAI per Valeria.

 

Sigfrido, Valeria: che cosa vi ha fatto sentire davvero “a casa” alle Azzorre? È stata una decisione immediata o un adattamento progressivo, costruito nel tempo?

Partiamo col rispondere alla seconda parte della domanda: no, non ci siamo sentiti subito a casa. Subito ci siamo innamorati del luogo, della natura, della luce, degli orizzonti, delle piogge come delle giornate assolate, dei venti e e dell’oceano impetuoso, delle rocce nere di lava e dei silenzi di un luogo remoto, delle notti di cieli stellati senza inquinamento luminoso così come degli strani versi del Cagarro. Potremmo andare avanti ancora e ancora ma passiamo alla seconda parte della domanda: per noi, per sentirsi a casa davvero, qualsiasi posto bisogna viverlo davvero dedicandogli del tempo. Bisogna affrontare il primo momento di spaesamento e timore. Bisogna cominciare a conoscere le persone del luogo, sbagliare a parlare la lingua locale, ricostruire una mappa personale di luoghi fino a ieri sconosciuti. Oggi, dopo sei anni, possiamo dire che anche lo spazio fuori da Casa Aguaplano è diventato casa.

Nelle vostre giornate entrano spesso persone diverse, provenienze diverse, sensibilità diverse. Che cosa avete imparato degli ospiti e del viaggiare vivendo a contatto con questo passaggio continuo?

Dagli ospiti che passano da qui, a volte anche solo per un breve tempo, impariamo sempre qualcosa. Qualcosa di quelle specifiche persone innanzitutto, ma anche del portato culturale che li accompagna. Paesi diversi, culture diverse, modo di intendere il loro passaggio qui diverso, il loro intendere il viaggio diverso. Alcuni lasciano una impronta importante, altri meno Così come noi per loro, crediamo. Tutti comunque hanno lasciato un sassolino che va a costruire Casa Aguaplano.

 

Il vostro rapporto con i libri non è decorativo, ma parte di un contesto culturale più ampio. Quanto vi interessa che un luogo di ospitalità diventi anche un luogo di lettura, di memoria e di racconto?

Ci interessa come principio fondante della nostra ospitalità qui. Casa Aguaplano è stata la casa che abbiamo costruito anche grazie alle nostre esperienze di lettura, memoria e racconto. Pur essendo oggi anche divoratori di film, serie tv e assidui frequentatori del web, nasciamo in epoca dove i libri e la lettura hanno rappresentato la prima porta per i viaggi “senza corpo appresso”. Penso che se mettessimo in fila tutti i libri letti da noi due, in parallelo, potremmo fare due volte il giro del mondo! Ci auguriamo che chiunque passi da qui porti a casa l’urgenza del raccontare il vissuto.

 

Tra i riferimenti che aiutano a leggere l’anima delle Azzorre c’è Saudades da Terra di Gaspar Frutuoso, grande testo storico sulla Macaronesia. Che cosa significa, per voi che vivete qui, abitare un territorio che ha una stratificazione storica così forte?

Sinceramente in questi luoghi non percepiamo una grande stratificazione storica. L’area che include il testo citato è ampia, la Macaronesia, che abbraccia non solo le Azzorre ma anche Madeira, Canarie e Capo Verde. Territori diversissimi tra loro sia naturalisticamente che per storia culturale. Qui alle Azzorre la storia c’è ma è relativamente recente, culturalmente parlando. Probabilmente la nostra origine mediterranea, con i suoi millenni di alternanza e intrecci di culture, ci fa percepire così. Se poi per stratificazione storica parliamo anche di storia della natura e dei casi che intreccia con avventure umane allora il sentire è forte!

 

Un altro libro utile per capire il rapporto tra viaggio e isole è Sotto il cielo di Atacama di Ilaria Bonfante, che conoscete personalmente. In che modo, secondo voi, un viaggio può trasformarsi in legame umano autentico con un arcipelago come le Azzorre?

Il viaggio, i viaggi, per noi sono sempre stati ricerca di legame umano oltre che di orizzonti sconosciuti. In viaggio abbiamo sempre cercato – e trovato – incontri, confronti, scambi, quindi legami umani autentici. Senza dimenticare che il viaggio ha anche rappresentato l’esperienza fondante del nostro legame umano come coppia.

 

 

“questa terra ha bisogno di libri“

 

Da parte mia, come cacciatore di libri, il lavoro di ricerca si è intrecciato negli anni anche con ritrovamenti nell’arcipelago, da Perfis di Andrade Gomes a O planeta cáos di António Cunha Corrêa Júnior, fino al mio libro Avventure di un cacciatore di libri (Luni, 2025). Che cosa vi dice il fatto che le Azzorre possano essere lette anche come un territorio di libri, oltre che di paesaggi?

Ci dice che questa terra ha bisogno di libri. Ha bisogno di un racconto che resti nel tempo. I tuoi ritrovamenti testimoniano una presenza, seppur minima. Una presenza da coltivare. C’è molto da raccontare, crediamo. Cercando nel passato, indagando il presente, ipotizzando un futuro per questi nove scogli aspri al centro dell’oceano Atlantico nella prospettiva di un mondo in affanno.

 

 

Disponibilità di libri sulle Azzorre (sempre aggiornato)

 

 

Questo sito web partecipa al Programma di affiliazione eBay e potrebbe percepire benefit fornendo collegamenti ai prodotti sui siti regionali di eBay.

Tag

Aste

sempre aggiornate

Tolkien

Harry Potter

stephen king

Dracula

R. R. Martin

Futurismo

BIBLIOFILIA

Occasioni

In Scadenza

Altri articoli sul Blog

“La sensualità del libro” di Angelo Floramo in libreria

ROMA LIBRERIA FELTRINELLI, Largo di Torre Argentina Lunedì 7 Ottobre 2019 Avvistato “La sensualità del libro” di Angelo Floramo (Ediciclo editore, 2019) con un sottotitolo esplicativo: “Piccole erranze sensoriali tra manoscritti e libri antichi”.

Prime edizioni, buone occasioni su eBay: Bukowski uno due e tre!

Facendo “zapping” su eBay spuntano a prezzi da occasione “tre” libri di Charles Bukowsy, rigorosamente prime edizioni italiane, due sono suoi classici cavalli di battaglia e un terzo è… tutto da scoprire.

In asta Disegno originale di un telescopio e libretto d’uso (fine del Settecento) della ditta Nairne & Blunt di Londra

Rarissimo disegno originale di un telescopio di piccole dimensioni che è corredato del suo “libretto d’uso” interamente manoscritto, non datato ma databile tra il 1770 e il 1790. Della Ditta Nairne & Blunt di Londra.

“Latte, Solfato e Alby Starvation” di Martin Millar: una prima edizione sconosciuta di un autore cult

Una copia della prima edizione di “Latte, Solfato e Alby Starvation” di Martin Millar è spuntata fuori oggi al Mercatino. È vero che in Italia l’autore non è molto noto, ma qui ci troviamo di fronte alla prima edizione italiana del suo primo romanzo, anno 1987.

Quando alla Simon Tanner presi “I versi satanici” di Salman Rushdie

ROMA LIBRERIA SIMON TANNER Via Lidia Giovedì 29 Ottobre 2020 L’occasione è buona per imbattersi in un libro, “I versi satanici” di Salman Rushdie (Mondadori, 1988) che all’epoca causò grossi guai all’autore (e non solo). Articolo di Enrico Pofi.