"Ci sono libri che da prede si trasformano in predatori. Temete i loro morsi, bibliofili"

 

Da “Il guardiano” a “Il custode” di greggi: storia editoriale e valore di Pessoa in Italia

 

O Guardador de Rebanhos è il ciclo di quarantanove poesie che Fernando Pessoa attribuisce ad Alberto Caeiro, l’eteronimo che egli stesso definisce il proprio maestro. La scena di fondazione è nota e Pessoa la racconta nella lettera ad Adolfo Casais Monteiro del 13 gennaio 1935: “Fu il giorno trionfale della mia vita”, l’8 marzo 1914, quando in piedi davanti a un cassettone scrive di getto una trentina di poesie e dà a quel blocco un titolo, O Guardador de Rebanhos, e poi un autore, Caeiro.

Non esiste una trama nel senso narrativo. Esiste una progressione argomentativa travestita da diario pastorale. Caeiro si dichiara guardiano di greggi che non possiede greggi: il gregge sono i suoi pensieri, e i pensieri sono sensazioni. Da questa premessa discende un programma antimetafisico rigoroso, condotto per negazioni successive: rifiuto del simbolo, rifiuto della profondità, rifiuto del misticismo, rifiuto della stessa filosofia come attività legittima. Il poema V enuncia la tesi centrale, che nel non pensare a nulla c’è abbastanza metafisica, e che la luce del sole vale più dei pensieri di tutti i filosofi. Il poema VIII, il celebre episodio del Bambino Gesù fuggito dal cielo, costruisce una teologia rovesciata in cui il sacro coincide con l’immediatezza sensibile e non con la trascendenza. Il finale del ciclo introduce una crepa: la natura resta intera, ma lo sguardo che la registra si scopre malato di coscienza, e il paganesimo dichiarato si rivela una costruzione letteraria consapevole.

Qui sta la ragione per cui il ciclo è considerato il vertice della produzione eteronimica. Caeiro non è una maschera stilistica: è il dispositivo teorico che rende possibili Ricardo Reis e Álvaro de Campos, e Pessoa lo dichiara quando scrive che se c’è una parte della sua opera che possiede un’impronta di sincerità, quella parte è l’opera di Caeiro. La formula critica che ha fatto fortuna, “un San Francesco ateo”, coglie la contraddizione produttiva del testo: religiosità senza religione, contemplazione senza oggetto trascendente.

La storia editoriale portoghese è a sua volta rilevante per il collezionista. Pessoa pubblica in vita solo una selezione del ciclo, sulla rivista Athena nel 1925, mentre la raccolta integrale arriva postuma con Poemas de Alberto Caeiro, Lisbona, Ática, 1946, testo che sta alla base delle prime traduzioni italiane.

 

L’autore e il problema del nome

Fernando António Nogueira Pessoa, nato a Lisbona nel 1888 e morto nella stessa città nel 1935, costruisce un’opera che nella quasi totalità resta inedita fino alla morte, custodita nella celebre arca dei manoscritti. In vita pubblica in volume pochissimo: alcune plaquette in inglese e Mensagem nel 1934. La pubblicazione sistematica comincia con le Obras completas dell’editore Ática a partire dal 1943.

In Italia il nome dell’autore entra tardi e, all’inizio, in forma italianizzata. È esattamente questo il punto che rende bibliograficamente interessante la prima edizione italiana.

 

La prima edizione italiana: Milano, Tipografia Esperia, 1957

La scheda del Servizio Bibliotecario Nazionale registra: Il guardiano di greggi, di Ferdinando Pessoa, a cura di Enrico Cicogna, Milano, Tipografia Esperia, 1957, 73 pagine, identificativo IT\ICCU\CUB\0499238. Tre elementi meritano attenzione tecnica.

Il primo è la natura dell’impresa. Non siamo davanti a un editore commerciale, ma a una tipografia milanese che stampa un volumetto fuori commercio o a diffusione minima. La mancanza di una collana, di un marchio editoriale strutturato e di un apparato distributivo spiega la rarità odierna e la scarsissima presenza in SBN. È la fisionomia classica della stampa d’autore o d’amico, promossa dal curatore più che da una casa editrice.

Il secondo è la figura del curatore. Enrico Cicogna, poi celebre come traduttore dallo spagnolo e artefice della fortuna italiana di Gabriel García Márquez, compie qui un gesto di anticipazione critica notevole: porta Pessoa in Italia un decennio prima che il nome circoli fuori dagli ambienti specialistici. La cronologia lo conferma: la traduzione successiva in volume è Poesia di Fernando Pessoa a cura di Luigi Panarese, Milano, Lerici, 1967, con testo portoghese a fronte, e solo con Antonio Tabucchi e Maria José de Lancastre, e con Una sola moltitudine per Adelphi a partire dal 1979, si apre la stagione della ricezione di massa.

Il terzo è l’errore. Sul frontespizio compare Ferdinando Pessoa, non Fernando. Non si tratta di un refuso isolato ma della spia di una prassi editoriale ottocentesca sopravvissuta nel secondo dopoguerra, l’italianizzazione dei nomi propri stranieri, applicata a un autore ancora privo di riconoscibilità in Italia. Il dato è oggettivo e verificabile: la registrazione SBN riporta il nome nella forma presente sul libro, Ferdinando Pessoa, ricondotta all’intestazione corretta Pessoa, Fernando. Per il collezionista l’errore non è un difetto ma un marcatore di identità dell’esemplare, esattamente come un titolo errato in copertina in una prima tiratura. È la prova materiale che nel 1957 Pessoa in Italia era ancora un autore da presentare, non da riconoscere.

Vale la pena precisare, per onestà bibliografica, che va sempre distinta la forma del nome sul frontespizio da quella sulla copertina editoriale, che nelle stampe tipografiche di questo tipo può divergere. Chi acquista dovrebbe pretendere fotografie di entrambe.

 

Il ritorno con un titolo nuovo: Il custode di greggi, Passigli, 2007

Cinquant’anni dopo, il ciclo torna in volume autonomo con un titolo diverso: Il custode di greggi, a cura di Paolo Collo, traduzioni di Pierluigi Raule e Luigi Panarese, Passigli, 2007, collana Le occasioni, 128 pagine, ISBN 9788836810581, prezzo di copertina 8,50 euro. La scheda SBN riporta la sede legale di Bagno a Ripoli, mentre il colophon e la bibliografia corrente indicano abitualmente Firenze. Il volume include il saggio introduttivo di Collo intitolato Il Maestro.

Lo scarto lessicale tra guardiano e custode non è cosmetico. Il portoghese guardador copre entrambe le aree semantiche, ma guardiano in italiano trascina una connotazione di sorveglianza e di autorità, mentre custode sposta l’accento sulla cura e sulla responsabilità. Poiché Caeiro non sorveglia nulla e i suoi greggi sono pensieri, la resa Passigli è interpretativamente più fedele alla linea di lettura che vede in Caeiro un contemplativo e non un vigilante. È però una scelta editorialmente onerosa: rompe la continuità con la formula Sono un guardiano di greggi, ormai entrata nella memoria collettiva italiana attraverso le versioni di Panarese e le antologie Adelphi. La convivenza dei due titoli, per lo stesso testo e con Panarese presente in entrambe le tradizioni, è una piccola anomalia catalografica che il bibliotecario risolve solo risalendo al titolo uniforme portoghese.

Sul piano delle edizioni italiane di riferimento, il collezionista tiene conto di almeno quattro linee: la princeps Esperia del 1957, la Lerici del 1967 con testo a fronte, il canale Adelphi con Una sola moltitudine e con l’apparato Tabucchi e Lancastre, e infine il ciclo isolato in volume nelle edizioni Passigli, cui si affiancano le raccolte Caeiro pubblicate da Newton Compton, Einaudi, Feltrinelli e Rizzoli e i Meridiani Mondadori curati da Piero Ceccucci.

 

Interesse collezionistico e valutazioni

Il quadro è nettamente polarizzato. L’edizione Esperia del 1957 è il pezzo da cercare. Concorrono tutti i fattori che, nel mercato antiquariato novecentesco, generano valore: priorità assoluta come prima apparizione in volume dell’autore in Italia, tiratura presumibilmente minima, editore inesistente in quanto tale e quindi assenza di ristampe, curatore di rilievo storico, fragilità materiale della brossura tipografica, e infine la particolarità onomastica che fornisce un aggancio narrativo immediatamente spendibile in catalogo. La presenza in SBN è minima e le apparizioni sul mercato sono sporadiche. In assenza di comparabili pubblici continuativi, una valutazione prudente colloca un esemplare completo in brossura editoriale, integro e senza restauri, in una fascia indicativa che parte da alcune centinaia di euro e che una libreria antiquaria specializzata in Novecento e avanguardie può legittimamente spingere più in alto in presenza di dedica, provenienza documentata o intonso.

Un termine di paragone utile arriva dai cataloghi ALAI, dove un semplice estratto dal ciclo di Caeiro, ignoto a SBN e presentato come cimelio, è stato offerto a 350 euro: se un frammento vale quella cifra, il volume princeps completo si posiziona strutturalmente sopra. Chi vende dovrebbe documentare stato della brossura, integrità del dorso, presenza di fioriture e completezza delle 73 pagine. Chi compra dovrebbe diffidare degli esemplari rifilati o rilegati modernamente, che nel Novecento minore abbattono la quotazione anche del cinquanta per cento.

L’edizione Passigli si colloca all’estremo opposto. Il volume è ancora a catalogo e reperibile nuovo intorno agli 8,50 euro di copertina, con sconti abituali intorno agli 8 euro presso i principali canali. Di conseguenza il mercato secondario non ha spazio per premi di rarità: su Comprovendolibri circola una copia dell’edizione Passigli offerta a una cifra inferiore al prezzo di copertina, come è fisiologico per un tascabile di poesia in commercio. Va detto con chiarezza, perché è un errore ricorrente tra i venditori occasionali: finché un libro è in catalogo editoriale, l’usato non può che scontare il nuovo. Il valore dell’edizione Passigli è di lettura e di completamento bibliografico della sezione Pessoa, non di investimento.

Sul fronte della strategia d’acquisto, l’indicazione operativa è semplice. La Passigli si compra quando serve leggere. La Esperia si compra quando compare, perché non compare quasi mai, impostando avvisi permanenti su Maremagnum, Comprovendolibri, Libreria Antiquaria online e cataloghi ALAI, e accettando che il prezzo giusto per un pezzo introvabile sia il prezzo che consente di portarlo a casa.

 

 

Disponibilità di eventuali copie (sempre aggiornato)

 

 

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