"Ci sono libri che da prede si trasformano in predatori. Temete i loro morsi, bibliofili"

 

La serie “I vizi capitali dei maremmani” (Editrice effequ, Orbetello) è uno di quei piccoli progetti editoriali territoriali che, a distanza di vent’anni, stanno scivolando rapidamente nella sfera del raro e dell’irreperibile: sei sottili volumetti usciti tra il 2001 e il 2002, oggi difficili da rintracciare singolarmente, quasi impossibile da vedere riuniti in serie completa.​ Sempre che non ce ne fosse un settimo…

 

Una “Garzetta” maremma: struttura della serie

I libretti escono nel 2001, salvo La gola che riporta il 2002, tutti dalla mitica Tipografia Vieri di Roccastrada (attiva da oltre un secolo) e tutti nel medesimo formato maneggevole di 11,7 x 17 cm (circa 60‑70 pagine ognuno), in brossura nera con illustrazione a colori in copertina, sotto l’ombrello di effequ, la piccola casa editrice orbetellana fondata e animata da Fernando Quatraro, editore, giornalista e scrittore.​
La serie rientra nella collana “Le garzette”, il che accentua l’idea di un tascabile agile, pensato per circolare nella Maremma più che nel resto d’Italia, e ciò spiega in parte la scarsissima presenza odierna nei grandi database commerciali, praticamente nulla a distanza di oltre vent’anni.​ I titoli noti (salvo omissioni) sarebbero sei: L’orgoglio, L’invidia, La lussuria, L’avarizia, L’ira e La gola; non risulta, allo stato delle verifiche, compreso il Sistema Bibliotecario Nazionale, un volumetto dedicato al settimo vizio (accidia/pigrizia), circostanza che rende la collana anomala e ancora più interessante per il collezionista di “serie incompiute”.​

 

Alfio Cavoli e L’orgoglio

Alfio Cavoli, di Manciano, è uno dei nomi forti della storiografia maremma: ha dedicato numerosi studi al brigantaggio nell’Italia post‑unitaria, fino a diventare punto di riferimento per la storia sociale della zona.​
Nel volumetto L’orgoglio (Le garzette 6, effequ, 2001) Cavoli ribalta in parte il gioco dei “vizi”, sostenendo che la superbia non è tratto costitutivo del maremmano, e ne approfitta per ricostruire – con nomi, episodi e istituzioni – chi ha contribuito alla crescita della Maremma moderna.​ Per un cacciatore di libri il valore di questo titolo è duplice: da un lato la sua appartenenza a una serie quasi fantasma, dall’altro il fatto che integra e anticipa temi sviluppati nei lavori maggiori di Cavoli sul territorio, rendendolo appetibile anche ai collezionisti di storia locale.​

 

Marcello Morante e L’invidia

Marcello Morante, romano, è figura di notevole rilievo: già sostituto procuratore a Vicenza e Venezia, dopo l’8 settembre 1943 si rifugia in Maremma, dove nel dopoguerra opera come avvocato penalista a Grosseto fino agli anni Ottanta, mantenendo un forte impegno civile e politico.​ Nella sua bibliografia spiccano scritti narrativi e di testimonianza, fra cui il romanzo Nudo e sporco, pubblicato proprio da effequ nel 2000 con il patrocinio del Comune di Grosseto, segno di un legame stretto con l’editore e con il territorio.​

L’invidia, inserito nella collana dei Vizi capitali (garzetta n. 7), è dunque un tassello “minore” ma prezioso di una vicenda intellettuale che incrocia diritto, politica e letteratura; l’oggetto-libro, per contro, è anch’essa quasi assente dai cataloghi online, il che ne suggerisce una tiratura ridotta e una dispersione prevalentemente locale.​

 

Fernando Quatraro e La lussuria

Fernando Quatraro, orbetellano, è l’anima della collana: editore (fondatore di effequ), giornalista e scrittore, ha lavorato a lungo sulla valorizzazione culturale della Maremma attraverso saggi, narrativa e progetti collettivi a tema.​ La lussuria lo vede passare dal ruolo di “regista” a quello di autore in prima persona (garzetta n. 10), con un racconto che gioca sull’eros filtrato dalla provincia tirrenica, mentre la scelta di affidare gli altri vizi ad amici e collaboratori restituisce l’idea di una piccola “impresa corale” maremma.​ In prospettiva collezionistica, Quatraro è destinato a diventare nome “da nota a piè di pagina” nelle storie dell’editoria toscana del tardo Novecento, e possedere le sue prove narrative interne al catalogo effequ – specie se di progetto così connotato – significa mettere da parte un tassello che fra vent’anni potrebbe risultare esemplare.​

 

Armando Schiaffino e L’avarizia

Armando Schiaffino, medico dell’Isola del Giglio, è noto sul versante locale per l’attività sanitaria e per l’impegno culturale, in particolare alla guida del circolo dell’isola, oltre che per scritti dedicati al Giglio stesso.​
La scheda del catalogo toscano segnala L’avarizia come volume della serie “Le garzette” (n. 11), Orbetello, Effequ, 2001, confermando la collocazione bibliografica interna alla collana dei Vizi capitali.​ Per chi raccoglie letteratura di mare o libri “insulari”, questo libretto si colloca all’incrocio fra Maremma e Giglio, e la combo “medico di isola + piccolo editore territoriale” è uno di quei segnali che spesso, nel tempo, fanno lievitare l’interesse dei bibliofili più specialisti.​

 

Giuseppe Celata e L’ira

Giuseppe Celata, maremmano, ha alle spalle un’attività di saggista storico e giornalista, con numerosi contributi sulla storia e la cronaca grossetana, spesso apparsi su riviste e in volumi dedicati alla memoria locale.​
Nel contesto dei Vizi capitali firma L’ira, (garzetta n. 12) portando nel registro narrativo la sensibilità di chi ha a lungo frequentato storie di conflitto, tensione sociale e politica, tramutando il vizio in chiave di lettura delle dinamiche collettive maremmani.​ Anche di questo titolo le tracce commerciali sono labili; è più facile rinvenirne menzioni in curriculum o in articoli che non copie fisiche in vendita, il che lascia supporre una tiratura contenuta e un’importante quota di esemplari “assorbita” dall’ambiente d’origine.​

 

Bastogi, Bonazza e La gola

La gola è il volume anomalo: non un racconto ma un lavoro fotografico (garzetta n.18), realizzato da Andrea Bastogi (fotografo di Orbetello) e da Carlo Bonazza, fotografo grossetano attivo sin dagli anni Settanta, autore di reportage di cronaca e costume e titolare di un riconosciuto archivio cittadino.​ Bonazza è oggi regolarmente censito nell’Archivio Artisti del Comune di Grosseto, a riprova di una carriera lunga e radicata sul territorio, mentre Bastogi è nome che ricorre in diverse iniziative visive orbetellane; la loro partecipazione alla collana aggancia il progetto dei Vizi al meglio della fotografia locale.​ Questo è anche l’unico titolo datato 2002, dettaglio che lo rende immediatamente identificabile per chi dovesse imbattersi in un mazzo misto di effequ in bancarella; la componente fotografica e l’anno diverso potrebbero farne, in prospettiva, il pezzo più conteso del set.​

 

Rarità, irreperibilità e valore per il collezionista

Il quadro che emerge dai cataloghi pubblici toscani è chiaro: la serie risulta censita bibliograficamente, ma a oltre vent’anni dalla stampa ha scarsissima o nulla presenza sulle principali piattaforme di vendita, sia generaliste che specializzate; ciò significa che le copie circolanti sono poche e restano perlopiù confinate in Maremma.​
La tiratura, non dichiarata ma presumibilmente modesta, e l’assenza di ristampe contribuiscono a quella che si può definire una “rarità silenziosa”: libri non mitizzati dal mercato, ma semplicemente scomparsi dal radar, perfetti per chi ama la caccia alle edizioni di nicchia. Per un collezionista il vero salto qualitativo non è possedere un singolo vizio, bensì ricostruire l’intera sequenza dei sei: impresa già ora non banale, destinata a diventare ardua man mano che le biblioteche di lettori maremmani si disperderanno e le copie superstiti finiranno in archivi privati.​
Dal punto di vista economico è difficile parlare di quotazioni stabili – mancano passaggi in asta significativi – ma, in un contesto di maggiore attenzione alla micro‑editoria regionale, una serie completa in ottime condizioni ha tutte le carte per diventare un “lotto culto” da segnalare, prima che qualcuno cominci a cercarla in massa. “I libri si cercano quando nessuno li sta cercando“.

 

 

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