"Sull'inutilità di certi libri sarebbe utile scrivere un libro"
riflessioni  /  
22 Marzo 2020

Cento anni fa moriva Federigo Tozzi, uno dei più grandi narratori del Novecento: i libri

Da una città con gli occhi chiusi

Federigo Tozzi (1883-1920)

Vissuto quasi nell’ombra, “affogato” in una città natale che si rispecchiava nella sua bellezza, al di sopra di ogni altra cosa, senza badare a quello che succedeva al di sotto delle sue grondaie. Sconosciuto ai suoi stessi concittadini. Ricco eppure povero, povero eppure ricco. Il 21 Marzo scorso sono stati cento anni esatti dalla scomparsa, a Roma, del grande scrittore Federigo Tozzi (1883-1920). Scoperto postumo  dalla critica, che oggi  sempre più lo accosta a Pirandello (con cui peraltro lavorò per breve tempo al Messaggero), come importanza per quanto riguarda la letteratura italiana nella prima parte del XX Secolo. Morì giovane, a soli 37 anni – e molto avrebbe potuto dare “alla causa della scrittura”, per dirla con le parole di uno dei suoi famosi immortali personaggi.

La morte lo colse – sembra che fu un “colpo di coda della pandemia “Spagnola”, come ricorda Maria Pia Corbelli – quando non aveva cominciato a pubblicare da molto. Infatti una buona parte dei suoi libri sono usciti postumi. E dobbiamo al figlio Glauco la grande opera di raccolta di tutti gli scritti del padre, per lo più dispersi in riviste e giornali. Federigo aveva scritto molto, durante il periodo bellico, per la maggior parte si trattava di racconti e brevi saggi, perché la gente non amava leggere romanzi o scritti impegnativi o volumi ponderosi in un periodo dove l’attenzione era rivolta soprattutto allo “sbarcare il lunario” e a tenersi fuori dai cosiddetti “punti caldi”. Glauco Tozzi cominciò, già dal 1924, con Gli egoisti, a curare la pubblicazione delle opere paterne.

Per chi volesse trovare qualche prima edizione?

Abbastanza dura reperirle a prezzi da mercatino; tuttavia ci possono essere delle ottime occasioni in giro.

L’amore (Milano, Vitagliano, 1919) è uno degli ultimi romanzi pubblicati in vita. Se volete solo leggere il libro vi consiglio una copia della ristampa Vallecchi del 1943 in vendita su eBay a 5 €. Se invece siete interessati a possedere la prima edizione Vitagliano del 1919, c’è una copia in vendita su eBay a 126 €.

La zampogna verde è l’opera prima di Federigo Tozzi (Ancona, Giovanni Puccini e Figli, 1911); si tratta di poesia e raggiunge quotazioni assai elevate, anche oltre i 500 € per esemplari in perfette condizioni. Una copia su Maremagnum  in vendita a 160 €.

L’opera più conosciuta di Tozzi è però Il podere (Milano, Treves, 1921), pubblicato postumo; Mi colpisce una copia in vendita su eBay a 10 €. Si tratta di un secondo migliaio, in condizioni assai precarie; può essere un’ottima occasione a prezzo irrisorio; un attento restauro può fare miracoli.

Più semplice imbattersi in una prima edizione de Gli egoisti (Milano, Mondadori, 1923), poiché ne furono stampate un certo numero di copie. Una copia particolarmente conveniente in vendita su eBay a 10 €.

Per bibliofili attenti la situazione del romanzo Ricordi di un impiegato. La vera prima edizione non è quella Mondadori del 1927 – che si trova infatti a prezzi accettabili – bensì quella de La Rivista Letteraria di Roma nel 1920. Vedo su eBay una copia in condizioni perfette in vendita a 58 €. Il numero monografico di questa rivista in forma di libro uscì a maggio del 1920 – si tratta pertanto del primo libro postumo di Federigo Tozzi. Molto importante.

Difficilissimo trovare una brossura originale (e non rilegata) del romanzo Con gli occhi chiusi (Milano, Treves, 1919). Ce n’è una copia in vendita su Maremagnum a 80 €.

Chiudiamo questa rassegna di occasioni da non perdere per le prime edizioni di Federigo Tozzi, segnalando il romanzo Tre croci (Milano, Treves, 1920). Due opzioni. Per il collezionista in cerca di offerte ghiotte, c’è una copia della prima edizione (quarto migliaio) in vendita su eBay a 29 €. Per il perfezionista, c’è una prima edizione (senza migliaio, quindi primo) in vendita su eBay a 150 €.

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