"Ci sono libri che da prede si trasformano in predatori. Temete i loro morsi, bibliofili"

Chi era l’uomo con l’impermeabile con Aldo Moro una settimana prima del sequestro? Ed altri piccoli misteri: firmato Emilio Fede

Che figura di merda, di Emilio Fede (San Lazzaro di Savena, Giraldi Editore, 2020).

Prendetelo così. Questo libro è una miniera di informazioni. Certo, principalmente lo è per chi sa la storia, vive la cronaca, per chi c’è stato negli ultimi quarant’anni. Però anche il nativo digitale se sa leggere, se sa ricostruire –  e tanti ragazzi lo sanno fare benissimo – può trovarvi materiale di grande interesse. Nel mio Manuale del Cacciatore di libri c’è una specifica legge: L’informazione è tutto / tutto è informazione.

Sacrosanta verità. Oggi più che mai. E per chi come noi vive tra i libri ed esce di casa più che altro in caccia di quelli (periodo di emergenza sanitaria a parte), sentire dalla viva voce di un testimone dei nostri anni migliori, Emilio Fede, giornalista ed inviato, fatti e misfatti dei decenni passati, deve assolutamente piacere. Anzi, non può non piacere.

Proprio l’emergenza sanitaria da Coronavirus ha ritardato l’uscita programmata del libro, e parliamo di Che figura di merda, di Emilio Fede (San Lazzaro di Savena, Giraldi Editore, 2020). Lo avevo accennato già un mese fa: vedi qui l’articolo. Adesso diventa una lettura assolutamente da consigliare. Troppi i dati che se ne ricavano. Anche per il bibliofilo e cacciatore di libri. Troppo gli spunti da approfondire.

Certo l’Emilio Fede sbeffeggiato dai media, prosciugato della sua dignità, ridotto quasi alla macchietta di se stesso, preso di mira da umoristi e autori che vogliono andare sul sicuro (sparare sulla Croce Rossa non fa correre rischi) ve lo dovete dimenticare. Eh, sì, signori miei. Qui viene fuori lo spessore della persona che in molti cercano di affossare in tutti i modi. Per carità, io non celebro nessuno, non santifico chi santo non potrà mai esserlo. Ci mancherebbe. Ma la gogna non la merita nessuno. E, prima di sentenziare, molte persone leggano questo libro, che di cose ne dice tantissime e altrettante le fa comunque capire.

Scorrendo l’indice, l’occhio non può non andare al capitolo dal titolo L’uccisione di Aldo Moro (p. 47). Lo sapevano i complottisti, i bene informati, i “Morologi” che una settimana prima del rapimento di Aldo Moro, lo stesso a Djerba (Tunisia) se ne stette due giorni asserragliato in una tenda per l’imperversare del ghibli, il terribile vento del deserto che, si dice, faccia entrare la sabbia anche dentro gli orologi da polso bloccandoli? In quei giorni l’inviato Emilio Fede raccolse sfoghi importanti del grande statista. “Vedrà Fede, mi fermeranno prima...”. Non vi svelo qui l’argomento del discorso… leggetelo nel libro.

Libro che ha una costruzione singolare. L’autore immagina di essere al corteo del suo addio (non dice “funerale” per scaramanzia…). Una rivisitazione didascalica della sua intera esistenza, come quei famosi ultimi dieci secondi (così dicono) della vita di ciascuno di noi, nei quali l’intera esistenza torna indietro a velocità vorticosa, e il nastro si riavvolge per sempre. Nella sua lucida finzione, la gente che affluisce al corteo porta dei grandi cartelli, con scritte significative, che scandiscono i momenti più lucenti (e quelli più bui) della sua vita. Ma sono messaggi incoraggianti, positivi, di una filosofia finale e di una giustizia che non è di questa terra. Sono i suoi sogni, i sogni di un sognatore. Forse come vorrebbe essere ricordato? Forse.

In queste pagine Fede parla di tanti amici, conoscenti, persone che ha frequentato una vita intera, ed altre che ha appena sfiorato. Compagni di viaggio, sodali di avventure da film, da fotoromanzo. Le scalate (e le cadute) di Flavio Briatore, Il finto (?) flirt con Audrey Hepburn, le spese pazze a giro per Roma, tutte addebitate alla Rai, naturalmente. La firma falsa al matrimonio di Paolo Brosio, che poi gli permetterà di annullare delle incaute nozze. Insomma… ce n’è da stupirvi.

E il cacciatore di libri cosa può trovarvi? Di tutto. Ripeto, bisogna saper leggere fra le righe. “Vedere” le informazioni, che di solito non si rivelano facilmente. La “lunga assenza” di un noto presentatore tv, un mistero da scavare. Il ruolo di una enigmatica figura con l’impermeabile con Moro, dieci giorni prima del rapimento. Piccoli accenni, senza rivelazioni. Perché le rivelazioni, quelle vere, dovete guadagnarvele.

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