Il demone del moto: la magia nera delle ferrovie, rinascita di un genio e… una rarità per cacciatori di libri
segnalazione di Emanuele Varone
C’è chi definisce Stefan Grabiński l’Edgar Allan Poe dell’Est Europa, altri lo considerano il Lovecraft dei treni a vapore. Ma nessuna di queste definizioni rende davvero giustizia alla singolarità visionaria dell’autore polacco che, con la raccolta Il demone del moto. Racconti fantaferroviari, ha ridefinito i confini della letteratura fantastica, fondendo tecnologia, occulto e inquietudine fra binari, scambi e vapori spettrali.
Un autore maledetto tra fumo e binari
Nato nel 1887 in una Polonia lacerata tra modernità e superstizione, Grabiński fu uno spettro inquieto della letteratura: le sue opere furono accolte tiepidamente ai tempi, ma proprio Il demone del moto – pubblicato la prima volta nel 1919 – seppe conquistare pubblico e critica. Oggi viene riconosciuto come antesignano fondamentale del “weird” europeo, celebrato tardivamente dopo anni di oblio.
Il treno come portale per l’Altrove
La raccolta – pubblicata in Italia per la prima volta in maniera integrale da Stampa Alternativa (2015) nella splendida traduzione e cura di Mariagrazia Pelaia – restituisce il nucleo visionario del ciclo ferroviario di Grabiński. Qui la ferrovia non è solo mezzo di trasporto: è portale, metafora del destino umano, collisione fra scienza e magia, fra realtà e allucinazione. Sui binari si rincorrono treni-fantasma, forze oscure e ferrovie stregate; i macchinisti, prede prescelte, sono sospesi tra il razionale e la superstizione, incapaci di distinguere l’incubo dalla veglia.
Davvero magistrale la capacità dello scrittore di trasmutare una tecnologia simbolo del progresso in un veicolo di angoscia metafisica, dove ogni corsa notturna può essere un’iniziazione nell’ignoto o una fuga verso la pazzia.
Una scrittura che fischia nella notte
La curatela di Mariagrazia Pelaia – slavista e raffinata traduttrice – riporta in vita la voce ipnotica dello scrittore polacco, rispettando la complessità linguistica e l’atmosfera delirante dei racconti originali. Il volume arricchisce la narrazione con prefazione, note critiche e un ampio apparato bio-bibliografico, elementi che lo rendono imprescindibile nel panorama delle letterature weird d’Europa.
Una rarità editoriale: tiratura, quotazioni e reperibilità
La prima edizione italiana integrale di Il demone del moto pubblicata da Stampa Alternativa di Marcello Baraghini rappresenta di per sé già un piccolo “demone” dell’editoria contemporanea: tirata in poche centinaia di copie e rapidamente esaurita, è diventata negli anni una vera rarità tra i collezionisti di letteratura fantastica. Il volume si distingue non solo per il valore letterario ma anche per la sua difficoltà di reperimento e per l’apprezzamento che riscuote presso chi si occupa di strange fiction e proto-fantascienza dell’Europa dell’Est.
Quotazioni e dinamiche di mercato:
Il libro, fuori commercio da anni, è oggi reperibile solo su cataloghi antiquari o mercatini online specializzati. Le quotazioni variano sensibilmente in rapporto alle condizioni: si va dai 50-65 euro per copie in buono stato, passando per i 70-85 euro in condizioni “mint”, fino ai 90-100 euro (o più) per volumi perfetti e da collezione, firmati o annotati dal curatore.
Sono numerosi i “cacciatori di libri” che inseguono questa pubblicazione, rendendola un piccolo mito tra i fan del weird e i bibliofili italiani. Occasionalmente compare su portali come Libraccio, AbeBooks, eBay o nei circuiti delle fiere specialistiche, dove la tiratura ridotta e la qualità editoriale la pongono subito tra i pezzi “caldi” e ambiti del settore.
Perché leggerlo (e inseguirlo) oggi
In un’epoca di riscoperta delle letterature weird e gotiche, Il demone del moto rappresenta la collisione surreale tra Poe e Verne in una rimessa infestata. Un volume affascinante, oscuro e introvabile, destinato non solo a inquietare ma anche a premiare il collezionista e il lettore instancabile, pronto a salire su quel treno spettrale che fischia nella notte.
Cediamo la parola a Domenico Cammarota
Una bibliografia italiana completa di Stefan Grabiński, oltre al raro “Il demone del moto“, deve comprendere anche: “Il villaggio nero“, in Aa.Vv. (Grabiński, Paul Feval, Laird Barron), “Cerimonie nere“, Milano, “Urania Horror” n. 13, Mondadori, luglio 2017; “Racconto veneziano. Passione“, Bussoleno, “Cronache dell’Insolito“, Ester, 2020; “Il museo delle anime del Purgatorio“, Bussoleno, “Cronache dell’Insolito“, Ester, 2023; “Il mago pirotecnico: una favola astrale“, in “Prometeo“, A. 41, n. 164, dicembre 2023, pp. 104-169; “Racconti spettrali“, Milano, Hypnos, 2025; “Il villaggio nero“, Milano, Hypnos, 2025 (ristampa). Particolarmente interessante è il racconto lungo “Passione“, per il suo taglio autobiografico; nel giugno 1927 Grabiński compie un viaggio in Italia, passando per Roma, Napoli, Capri, la Sicilia, e Venezia; nella città lagunare, incontrerà la sua connazionale polacca Stefania Kalinowska, di cui si innamora, conducendola poi in un percorso esplorativo della Roma del tempo, e prendendola a modello per il personaggio misterioso di Gina Vamparone.
Disponibilità di eventuali copie (sempre aggiornato)
