Il libro fantasma sulla Shoah che infiamma l’inverno del 2026
Il volume “Un genocidio chiamato Olocausto. Eresie e ortodossia a confronto” di Antonino Salerno, previsto per Mimesis Edizioni di Sesto San Giovanni nel 2026, è diventato un caso editoriale controverso, bloccato prima della stampa dopo segnalazioni mediatiche. Il libro propone un’analisi critica della Shoah, mettendo in discussione la “verità ufficiale” con tesi revisioniste.
Genesi editoriale
Il progetto è nato in sinergia tra Mimesis e il Centro Insubrico “Carlo Cattaneo e Giulio Preti” dell’Università dell’Insubria a Varese, diretto da Fabio Minazzi. Era prevista una presentazione il 30 gennaio 2026, con locandina sul sito universitario, ma l’evento è stato poi cancellato. Dopo una lettera indignata pubblicata su Dagospia il 21 gennaio 2026, anche l’editore Mimesis ha confermato il blocco definitivo della pubblicazione, sostenendo che il manoscritto era in revisione e diverso dal progetto iniziale accettato.
Contenuto principale
Il testo, un corposo volume di oltre 1400 pagine, analizza il “genocidio degli ebrei d’Europa” attraverso fonti storiche, polemiche e dati controversi, come i 373.486 decessi nei lager riportati dalla Croce Rossa nel 1983 o gli 11 milioni citati da Simon Wiesenthal. Lo storico Franco Cardini ha scritto una prefazione critica, definendo la narrazione ufficiale della Shoah come “incerta e lacunosa“, propugnando ricerche libere senza “dogmi” e citando Norman Finkelstein sull'”industria dell’Olocausto“. Cardini descrive l’autore del libro, Antonino Salerno, come un “cultore amatoriale di storia” meritevole di stima per sfidare il consenso mediatico.
Aspetti controversi
Il libro è accusato di revisionismo e negazionismo per insinuare che molte morti nei campi fossero dovute a “motivi di salute” anziché sterminio sistematico, alimentando dubbi su numeri e interpretazioni consolidate. L’autore Antonino Salerno resta un enigma: assente online, potrebbe essere uno pseudonimo e alcune omonimie presenti in rete non aiutano l’identificazione. Mimesis nega contatti diretti con lui, mentre l’evento “insubriano” invitava figure come Angelo D’Orsi, noto per posizioni eterodosse.
Rassegna stampa
Dagospia ha acceso il dibattito con due articoli (21-22 gennaio 2026), pubblicando la lettera di un lettore e la risposta di Mimesis, definendo il caso un “thriller editoriale“. Nessuna traccia su altri media nazionali al 25 gennaio 2026, ma il timing vicino al Giorno della Memoria amplifica le polemiche.
Il consiglio del cacciatore di libri
Per procurarsi una copia del libro “Un genocidio chiamato Olocausto” di Antonino Salerno (qualora esistente nella forma descritta), il cacciatore di libri consiglia di monitorare i canali oscuri del mercato secondario e delle bozze editoriali. Contattare direttamente Mimesis Edizioni a Sesto San Giovanni (MI) non sembra la miglior tattica. Oltretutto l’editore lombardo sarà subissato dalle richieste in queste ore. In ogni caso siate discreti e non disturbanti. Si suggerisce senz’altro di monitorare ad ampio raggio. Per esempio i forum di bibliofili su Vialibri, AbeBooks o Facebook per eventuali prove d’autore circolanti tra collezionisti privati, e di tenere d’occhio aste online per verificare l’eventuale presenza di copie digitali o stampe di prova. Se emergesse una self-pubblicazione di Salerno, controllare piattaforme come Lulu, Academia o Amazon KDP con varianti del titolo.
Ultim’ora 26 gennaio 2026
Dagospia ha infine chiarito che l’autore del libro non è affatto uno pseudonimo, ma proprio Antonino Salerno, un compositore e direttore d’orchestra (cultore di storia), confermando così l’identità reale dietro il volume mai pubblicato. Contestualmente, è stato ribadito che il manoscritto non verrà dato alle stampe da Mimesis, chiudendo formalmente la vicenda editoriale ma lasciando intatto il caso mediatico e politico che il suo solo annuncio aveva innescato.
Disponibilità di eventuali copie (sempre aggiornato)
