"Se un libro scompare, magari vuole solo essere lasciato in pace"

Un libro veramente difficile da trovare in prima edizione

In tema di libri proibiti, libri che non devono e non possono (non potrebbero) circolare, uno dei primi posti è occupato da La gioia armata, di Alfredo Maria Bonanno (Catania, Edizioni di Anarchismo, 1977). Ci sono almeno due ristampe a cura di Anarchismo (Trieste, 2007 e 2013); poi c’è un’edizione inglese dal titolo Armed joy (London, Elephant Editions, 1998). Almeno due edizioni spagnole. Una è La Gioia Armata (El Placer Armado) del 2014. L’altra è molto curiosa, poiché si tratta di un’edizione (in volume unico) che comprende sia il libro di Bonanno, che il romanzo El banquero anarquista di Fernando Pessoa (per conto dell’editore Col-lectiu BAUMA). Si mettono così in equivoca relazione due libri e soprattutto due autori che il buonsenso suggerirebbe di tenere separati.

Due parole sull’autore

Alfredo Maria Bonanno è un anarchico italiano (nato a Catania nel 1937) noto soprattutto per aver scritto questo libro ed essere l’animatore della casa editrice Edizioni di Anarchismo di Catania. Per il contenuto de La gioia armata ha subito varie condanne e scontato il carcere.

Bonanno fu anche l’artefice di un vero e proprio falso ed edizione pirata allo stesso tempo, con Il mio testamento politico, [attribuito a] Jean Paul Sartre (Catania, Edizioni di Anarchismo, 1978). Anche per questa pubblicazione, subì delle gravi conseguenze penali. L’autore siciliano tentava, attraverso questo breve scritto, di mettere in risalto il lato insurrezionalista del grande filosofo francese. La divulgazione di questo libro, apocrifo, falso e incendiario, spinse Sartre (che morirà due anni più tardi) a minacciare querela nei riguardi della presa di posizione dell’italiano. Il fatto, però, ha aumentato a dismisura la fama e il credito di Bonanno presso le fasce ideologiche alle quali lui si rivolgeva. Ne consegue, che l’ideologo di Catania è un vero e proprio autore cult per gli anarchici, una sorta di leggenda vivente. I suoi libri, soprattutto le prime edizioni, vengono contese e fagocitate; scompaiono nel nulla. Se prima si incolpava per questo la Questura, oggi la responsabilità va ascritta al suo notevole seguito. Molto difficile, pertanto, imbattersi in edizioni originali, in quanto esistono, come è logico, innumerevoli copie clandestine, ciclostilate, fotocopiate. Frutto di anni di censura e repressione.

Cos’è questo libro?

La Gioia Armata è un manifesto insurrezionale scritto da Alfredo Maria Bonanno nel 1977. Ha assunto in Italia negli anni ’70 la valenza di testo per antonomasia “contro la democrazia”. Quindi è stato rastrellato, proibito, censurato e fatto sparire in ogni modo. Per anni possedere una copia del libro di Bonanno equivaleva – agli occhi di Questura e forze di polizia – ad essere ritenuto un anarchico, un potenziale terrorista, un elemento da “attenzionare”. La sua diffusione, la pubblicità e la stampa venivano represse costantemente. Altri, invece, sostengono che il libro dell’autore di Catania “smascheri” la cosiddetta società dello spettacolo, incoraggiando la gente a riappropriarsi delle vite perdute, delle comunità originarie, del mondo come era prima dei Governi. Differenze di vedute, che qui non ci preme analizzare.

Il libro si apre con un aforisma ormai diventato un classico. Ci si riferisce all’attentato che il celebre giornalista di Fucecchio, Indro Montanelli (1909-2001) subì in data 2 Giugno 1977, quando fu “gambizzato” davanti alla sede de Il Giornale Nuovo di Milano da esponenti delle Brigate Rosse. Terribile il testo in quarta di copertina: da cui si capisce la persecuzione che il libro ha subito negli anni:

Qualcosa sulla tiratura

La gioia armata in prima edizione (Catania, 1977) uscì in settemila copie; lo scrive lo stesso Bonanno nell’introduzione all’edizione del 2007. Ecco il testo integrale della introduzione, dove si evince anche l’incredibile stima del numero di copie stampate per quanto riguarda le edizioniclandestine:

Quella che esce adesso è la seconda edizione vera e propria di questo libretto. Dal settembre 1977, data della prima edizione, uscita in settemila copie, a causa dei diversi processi conclusi in Corte di Appello a Catania il 30 novembre 1979 con una condanna a un anno e mezzo di carcere per incitamento alla rivolta e propaganda sovversiva, ci sono state soltanto ristampe e riproduzioni clandestine. Le ristampe, esattamente identiche l’originale per non incorrere nei rigori della legge, pubblicate a cura delle Edizioni Anarchismo, sono state dodici per complessive centodiecimila copie, le riproduzioni più o meno clandestine sono state almeno cinque, contando ovviamente solo quelle di cui siamo venuti a conoscenza. A parte vanno indicate, come abbiamo fatto a p. 4, le traduzioni in lingue diverse dall’italiano. Anche di queste edizioni solo alcune sono a nostra conoscenza. Credo che sia il libretto mio più diffuso e continuamente letto, malgrado i trent’anni dalla sua stesura. Non è poco, considerando l’evolversi della realtà e il mutare delle concezioni teoriche che accompagnano la vita di ogni anarchico e di ogni rivoluzionario. Non è poco che questo testo mantenga ancora la sua freschezza e la sua leggibilità. Proprio per non modificare le condizioni di lettura non sono state apportate correzioni di alcun genere, nemmeno di formulazione letterale. Che la civetta continui a volare.

Le edizioni note

Galleria fotografica di alcune delle innumerevoli e mai censite edizioni de La gioia armata (con in più il falso libro di Sartre):

 

 

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