"Ci sono libri che da prede si trasformano in predatori. Temete i loro morsi, bibliofili"

 

1930: l’anno magico per La morte a Venezia di Thomas Mann in Italia

 

di Livio Codato

 

Thomas Mann ricevette il premio Nobel per la letteratura nel 1929. Secondo la tradizione dei Premi Nobel, l’annuncio ufficiale del vincitore avviene solitamente a novembre (nel caso di Mann fu il 12 novembre), mentre la cerimonia di premiazione vera e propria, durante la quale il re di Svezia consegna personalmente la medaglia e il diploma al vincitore, si tiene sempre il 10 dicembre (anniversario della morte di Alfred Nobel) a Stoccolma. Thomas Mann partecipò personalmente alla cerimonia del 10 dicembre 1929 nella Sala da Concerto di Stoccolma, dove ricevette il premio dalle mani del re Gustavo V. Il discorso di presentazione fu tenuto da Fredrik Böök e lo stesso Mann pronunciò poi il proprio discorso di accettazione al banchetto nobeliano.

 

Fino ad allora, in Italia era stata prestata scarsa attenzione allo scrittore tedesco. Infatti, prima del 1930 erano uscite solo tre sue opere: nel 1926 la casa editrice Giuseppe Morreale di Milano aveva pubblicato nella collana “I Tedeschi” Tonio Kroger e Ora greve; Tristano; e altri racconti, mentre la Sperling & Kupfer, sempre di Milano, usciva nel 1929 (ma prima del conferimento del Nobel) con Disordine e dolore precoce.
Nel 1930, esplode l’interesse per il nuovo premio Nobel e varie case editrici si affrettano a pubblicare i suoi principali inediti. La Barion di Milano esce con I Buddenbrook in due volumi, mentre tre altre case editrici si contendono La morte a Venezia a distanza di 18 anni dalla prima edizione tedesca.

L’esordio risale al 28 agosto, quando la casa editrice milanese Edizioni del Quadrante pubblica, come volume n. 2 della collana “Romantica“, il capolavoro dello scrittore tedesco, con una bellissima sovraccoperta di Marcello Dudovich, seguito dal dramma Fiorenza (traduzioni di A. Scalero e B. Giachetti Sorteni, prefazione de Gli Editori; pp. VI-253; cm.19×13; lire cinque). Il colophon riporta la seguente dicitura: “Questo secondo volume della collezione “Romantica” si è finito di stampare – per ordine e conto delle officine grafiche della S.A.T.E. (Soc. An. Tipografica Editoriale), in Milano, via Spartaco, 8, telefono 54-406, il 28 agosto MCMXXX“.
Successivamente, la Casa Editrice Bietti di Milano pubblica il romanzo, nel mese di settembre, come volume n. 103 della collana Biblioteca Internazionale (pag. IV-253; cm. 19×13), come si evince dal colophon nel retro del frontespizio che riporta: “Proprietà letteraria della Casa Editrice Bietti. Stab. Tip. della Casa Editrice Bietti, Milano – 1930-IX. Printed in Italy“.

Ma l’aspetto interessante è che a pag. 253 compare ancora lo stesso identico colophon dell’edizione del Quadrante, con la medesima dicitura. E infatti i due volumi differiscono solamente per quanto riguarda l’occhiello, il frontespizio e la prefazione assente nell’edizione Bietti, ma dalla pagina 1 sono perfettamente identici. Questo significa che la Bietti rilevò le Edizioni del Quadrante o solo i diritti per questo romanzo? Comunque sia, la collana “Romantica” cessa con questo secondo volume (il primo era stato Lo strale d’oro di Joseph Conrad, uscito il 15 luglio dello stesso anno, con una sovraccoperta altrettanto bella, sempre di Dudovich).

Nel frattempo si muove anche Treves che esce con lo stesso titolo come volume n. X della collana Scrittori Stranieri Moderni, seguito però dal romanzo Le confessioni di un cavaliere d’industria, nelle traduzioni di Emma Virgili e Paolo Milano, con prefazione dello stesso Milano e ritratto fotografico dell’autore in antiporta (pp. XVI-236; L. 12).
Lo stesso Treves, con la pubblicazione del 2° migliaio della tiratura del romanzo, decide di sostituire l’originale copertina in brossura con una telata con titoli in oro impressi su un elegante riquadro centrale blu.
Infine, due anni dopo, nel 1932, Modernissima di Milano uscirà col capolavoro La montagna incantata in due volumi, andando a colmare un vuoto imperdonabile per la germanistica italiana.

 

 

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