Un libretto invisibile: rarità assoluta di Vie della Tradizione
segnalazione di Emanuele Varone
“Linee inesistenti” di Giampiero Cinque (Edizioni di Vie della Tradizione, Palermo,1981) è una delle plaquette poetico-narrative più rare e sottilmente significative dell’editoria di ricerca italiana dei primi anni Ottanta, oggi quasi scomparsa dal mercato e già oggetto di attenzione collezionistica di nicchia.
Dati bibliografici essenziali: Titolo completo: Linee inesistenti. Cinque storie dell’impossibile quotidiano. Autore: Giampiero Cinque. Editore: Edizioni di Vie della Tradizione, Palermo (piccola sigla specializzata in studi sapienziali, simbolici e tradizionalisti, spesso legata agli ambienti evoliani). Anno di pubblicazione: 1981. Collana: “Fuori collana” (unico titolo censito della serie nel settore fantastico); 63 pagine. Supplemento a “Vie della Tradizione“, anno 11, n. 41. Struttura: antologia di cinque testi narrativi brevi, indicati nelle schedature come “storie dell’impossibile quotidiano”, con introduzione (“Avant-propos”) dello studioso di fantastico Ion Hobana. La presenza di Hobana – critico romeno di riferimento per la fantascienza e il fantastico europeo – collega il libro a un circuito colto e internazionale, cosa insolita per un’edizione tanto piccola e periferica.
Contenuto e struttura
Nel materiale di studio il volume è descritto come una raccolta di prose poetiche e brevi meditazioni che indagano “i confini tra percezione sensibile e coscienza simbolica”, con un linguaggio al crocevia fra aforisma, lirica e micro-saggio filosofico. Il titolo richiama l’idea di linee che delimitano e, insieme, non esistono: segni che separano e al tempo stesso rivelano la continuità fra visibile e invisibile, reale e immaginato.
Le “cinque storie dell’impossibile quotidiano” – tra cui sono censiti titoli come Lo scherzo, Il fiore bianco, Un uomo da rispettare – spostano il baricentro dal fantastico spettacolare a una dimensione minima, quasi da parabola metafisica. Il tono è descritto come asciutto e contemplativo, vicino al frammento mistico o all’haiku occidentale: una scrittura essenziale che lavora più per omissione che per accumulo.
Nel contesto della poesia e narrativa italiana “interiore” degli anni Settanta-Ottanta, la critica interna al dossier accosta Cinque – per densità speculativa e tratto meditativo – a figure come Roberto Carifi o Adriano Accattino, pur mantenendo una forte originalità di sguardo legata alla tradizione simbolica mediterranea.
Contesto editoriale e storico
Le Edizioni di Vie della Tradizione, piccola casa palermitana fondata da Giovanni Soddu, sono note soprattutto per testi tradizionalisti, esoterici e sapienziali, spesso legati al milieu evoliano e a una lettura “alta” del simbolismo. “Linee inesistenti” rappresenta all’interno del loro catalogo un vero unicum: un libro più lirico-filosofico che dottrinale, in cui il portato “tradizionale” passa attraverso l’elaborazione narrativa e poetica, non attraverso il trattato. Le informazioni che si ricavano indicherebbero una tiratura molto ridotta, presumibilmente inferiore alle 1000 copie, e una distribuzione di fatto locale e di circuito, circoscritta a librerie specializzate e ambienti affini.
Il volume è schedato dai repertori del fantastico italiano (catalogo Vegetti e Fantascienza.com) come antologia autonoma, con menzione esplicita della sottotitolazione “Cinque storie dell’impossibile quotidiano”, a conferma della sua ricezione nell’area del fantastico “colto”.
Un dato prezioso, spesso trascurato, è il legame con il mondo audiovisivo: una scheda sul cinema fantastico italiano segnala che un film (regia di Giovanni Massa) è tratto da un racconto dell’antologia “Linee inesistenti”, premiato al Festival di Foz, sezione video, nel 1995. Ciò significa che il libro ha generato almeno una derivazione filmica d’autore, indice di una circolazione sotterranea ma viva in ambito creativo.
Rarità e mercato collezionistico
La pubblicazione in oggetto è qualificata come “pubblicazione indipendente a tiratura molto ridotta (…) oggi quasi assente sul mercato”, “rarissima sul mercato antiquario, con pochissime copie censite in vendita o passaggi d’asta negli ultimi anni”. Le valutazioni delineano una forbice chiara: 70–90 euro: copia in buone condizioni, copertina nera integra con lievi segni del tempo. 95–120 euro: copia in ottimo stato / near mint, copertina pulita, dorso saldo, interni chiari e ben conservati. 130–150 euro: copia perfetta da collezione, rarissima in stato impeccabile o con dedica dell’autore. A queste indicazioni di base si possono aggiungere alcune considerazioni tipiche del mercato: la quasi totale assenza sulle principali piattaforme di antiquariato librario specializzato (pochi o nulli riscontri sulle grandi piazze online, quando si restringe la ricerca all’edizione Vie della Tradizione 1981) conferma una disponibilità bassissima, che tende a giustificare rialzi anche oltre la fascia alta in caso di esemplare particolarmente fresco.
L’eventuale provenienza significativa (archivio di autore, critico, ambiente tradizionalista noto) o una dedica autografa di Cinque possono spostare il valore in area 160–180 euro, in linea con altri titoli italiani di ricerca in tiratura minima segnalati nel medesimo file comparativo.
La presenza dell’introduzione di Ion Hobana e il collegamento con un film premiato aumentano il peso della voce “contesto”, elemento che incide in modo crescente sul collezionismo, specie nel settore fantastico / esoterico di nicchia.
Interesse e importanza per il collezionista
“Linee inesistenti” si colloca in un punto d’intersezione molto favorevole ai fini collezionistici: rarità oggettiva: tiratura bassa, editore minore, distribuzione limitata, poche copie in circolazione documentata. Taglio ibrido: non semplice plaquette poetica, ma libro che incrocia lirica, micro-narrazione e riflessione metafisica, con una ricezione che sconfina nel catalogo del fantastico italiano. Cornice editoriale “di culto”: Edizioni di Vie della Tradizione sono molto seguite da chi colleziona esoterismo, tradizionalismo, testi sapienziali fuori dal grande circuito. Derivazione cinematografica e legame con Hobana: elementi che lo rendono appetibile anche per collezionisti di fantascienza e cinema fantastico, non soltanto per gli appassionati di poesia interiore. Nel panorama della piccola editoria italiana del periodo, il volume appare come una testimonianza forse di secondo piano ma preziosa di una linea ermetico-interiore che, pur ai margini del canone, si intreccia con la cultura del simbolo, del mito e dell’“impossibile quotidiano” cari tanto al tradizionalismo quanto al fantastico colto.
Per questo, nel medio periodo, è verosimile che “Linee inesistenti” consolidi una reputazione da “piccolo classico segreto”: un libro che conta più per chi lo cerca che per il numero delle copie, con un profilo ideale per chi ama scovare, nelle pieghe del mercato, le edizioni che con poche pagine e pochissimi lettori hanno saputo lasciare un segno discreto ma duraturo.
Disponibilità di eventuali copie (sempre aggiornato)
