"Ci sono libri che da prede si trasformano in predatori. Temete i loro morsi, bibliofili"

 

L’eco di Stelle & stellette: dal Quadragono al Melangolo

 

di Carlo Ottone

 

Nel 1974 Marco Vigiak (1937-2017) inizia la sua attività editoriale pubblicando il primo dei dodici volumi della collana Libri & Immagini, la serie che legò intorno a un tema specifico, il lavoro di un illustratore e quello di uno scrittore. Vigiak riconosceva alle illustrazioni un ruolo importante e specifico nella trasmissione dei sentimenti, delle emozioni e della fantasia. Un codice poco studiato, allora, poco riconosciuto, e in campo editoriale sovente usato solo come abbellimento per incrementare le vendite.

 

L’illustrazione va considerata uno specifico codice di comunicazione, nella Quadragono Libri va a coniugarsi con il piacere dell’informazione, nel legarsi in simbiosi con il testo. Le illustrazioni non sono serve del testo, ma parti essenziali di una comunicazione che appare completa solo se testo e immagini sono presenti così come sono state pensate dall’autore e l’illustratore le integra, e il risultato sono dodici libri, dal formato inusuale in folio, in cui le figure acquistano rilievo e le parole acquistano colori.

Coinvolse disegnatori a cui chiese di illustrare il testo di uno scrittore. Tra questi Umberto Eco nel cui primo Diario Minimo, c’erano gustosi accenni di fantascienza. Ricorda Vigiak:

“Lo trovammo alla Bompiani, già preso da una miriade di impegni e oppose una netta resistenza alla nostra proposta. Si sbloccò quando capì che non era necessario che il testo aderisse alle illustrazioni, bastava semplicemente creare un libero contrappunto ai guerrieri spaziali di Druillet, ambientato nel futuro. Valutò ad alta voce che avrebbe potuto concepire il testo durante il viaggio del weekend e procedere alla stesura nello stesso fine settimana”.

Eco non mantenne la promessa.

“[…] la comunicazione con lui non fu facile. Tra le sue carte Vigiak ritrova copia di una lettera che gli ha inviato: Egregio Prof. Eco, dopo aver riscontrato che la barriera telefonica eretta intorno a Lei è pressoché invalicabile; poiché la distanza e la mancanza di physique du role ci impediscono di tentare di sedurre la Sua segretaria, affidiamo questo dattiloscritto alle Poste Italiane con la stessa fede con la quale altri naufraghi prima di noi hanno varato bottiglie con messaggi. Come lei ricorderà ci aveva promesso il lavoro a fine settembre. Non desideriamo sollevare rimostranze ma prospettare due possibilità. a. Una consegna entro il 15 ottobre. b. Una data qualunque, fissata a Sua discrezione, purchè precisa e inderogabile. Affidi la risposta anche Lei ad una bottiglia oppure alla Sua segretaria. Ammesso che abbia con Lei rapporti di comunicazione, cosa di cui siamo certi”.

Al che il Professore “Scrisse una irriverente satira sul militarismo, un divertissement sui nefasti effetti di un potere interplanetario ottuso e ottundente, cieco e perverso, che ordina senza tener conto delle differenze e delle minoranze, una fantasia intergalattica sulla relatività etnica. Ma anche una parodia dei servizi segreti italiani”. Come scrisse Eco: “Ora non è certo bello fare dell’ironia e poi spiegare a tutti che si voleva dire il contrario, ma penso che la lettura delle parodie debba servire anche a far conoscere meglio i modelli a cui si ispirano”.

 

La prima edizione

Nel racconto umoristico, nella parodia, la fantasia è fonte di divertimento, oltrepassa la realtà e sovverte la logica dei fatti. Molti gli ingredienti che compongono il racconto tra cui l’assurdo e il finale a sorpresa. Supportati da un ritmo narrativo rapido, una stilettata breve e inaspettata, un fulmine a ciel sereno. Il testo di Eco era titolato Stelle & stellette. La Via Lattea mormorò, un divertissement, un testo di satira antimilitarista, una storia di guerra stellare fatta da dispacci e di contrordini, i disegni psichedelici e spaziali di Philippe Druillet, che non aveva letto il testo, danno una visione cosmica del tutto. Un lavoro poco conosciuto di Eco, ma che rivela la sua ironia e il piacere di scrivere anche di cose “leggere”.

Il volume fu recensito sul «Corriere della Sera» del 2 luglio 1976 da Andrea Zanzotto, il quale rilevava una fertile dissonanza tra il testo e le immagini di Druillet.

“Certo il suo Lone Sloane dagli occhi rossi (personaggio creato da Druillet, n.d.a.) non potrebbe trovarsi comodo tra i generali Percuoco e Rebaudengo proposti da Eco. Allora c’è un contrasto, una stonatura tra la parte grafica e quella narrativa del libro? Forse si. Ma infine anche questo contrasto giova. Come è bene che le stellette e le stelle si trovino fianco a fianco ( in un dittico reso ancor più evidente dal diverso carattere dei due operatori) così da correggersi e completarsi a vicenda. Le stellette per ricordarci cha siamo qui su questa terrestre pillola, alle prese coi suoi meschini e orridi problemi da cui però è vile ed ingiusto distrarsi. Le stelle per porre il necessario sentimento di una distanza, di una più alta prospettiva (che è poi di spazio interiore, psichico) da cui ridimensionare quelle miserie, le loro feroci miopie”.

 

La seconda edizione

Quindici anni dopo, la casa editrice Il Melangolo ripubblicò questo scritto di Eco senza i disdegni di Druillet. “Scritto nel 1976 per Quadragono, Stelle & stellette appare nella presente edizione per gentile concessione dell’autore che si appresta a inserirlo nel Secondo Diario Minimo […]”, mentre l’autore scrive nella prefazione:

“Poche parole per spiegare la genesi di questo divertimento fantamilitare. Nel 1976 la Quadragono Libri mi aveva chiesto un testo in qualche modo di fantascienza, che doveva essere accompagnato da illustrazioni di Philippe Druillet (e la serie era tale per cui non si richiedeva rapporto tra testo e immagini). Senza aver visti le illustrazioni di Druillet, ma avendo presente il suo gusto per guerrieri galattici mostruosi e catafratti, avevo inventato questo epistolario, forse memore dei fono che avevo dovuto smistare ai miei tempi come caporal maggiore di un reggimento e poi a una fureria distrettuale. Non so come il Melangolo abbia riscoperto questo testo, chiedendomi poi di riesumarlo. Rileggendo le bozze mi sono accorto che quella che allora poteva sembrare una satira, bonaria e ormai datata, di alcuni generali piemontesi di antico stampo, può essere riletta oggi (tra servizi segreti e ondate migratorie) come un ritratto del nostro apparato statale nel suo complesso – o forse di tutta l’Europa che sta avviandosi al 2000 tornando ad una situazione anti ’14-’18. Come scrivevo nella prefazione alla seconda edizione del mio Diario Minimo nel 1975, «tale è la ventura della parodia: che non deve mai temere di esagerare. Se colpisce nel segno, non farà altro che prefigurare qualcosa che poi altri faranno senza ridere – e senza arrossire – con ferma e virile serietà»”.

Nei disegni di Druillet troviamo conferma di quanto scrive Eco: guerrieri galattici antropomorfi, a cominciare dalla copertina, coperti da corazze intenti a usare armi galattiche, astronavi dalle più svariate forme provenienti da mondi lontani, colori acidi, psichedelici. Sono le battaglie intergalattiche dei romanzi di fantascienza, una metafora di quello che stava accadendo sulla terra.

Philippe Druillet nasce Tolosa nel 1944, appassionato di fantascienza, trova la sua vena creativa nel fumetto, pubblica nel 1972 Les six voyages de Lone Sloane: un ex-umano che parte sulla sua nave spaziale verso l’ignoto, alla conquista dell’universo, in seguito ad alcune vicende, diventa un fuorilegge siderale coinvolto in una lotta interstellare tra dei oscuri, esseri dall’aspetto singolare e pirati dello spazio, la stessa atmosfera che Druillet disegna per il libro della Quadragono.

Umberto Eco ha scritto il testo Stelle & stellette non avendo visto le tavole di Druillet ma leggeva i fumetti, perché: “Quando ho voglia di rilassarmi leggo un saggio di Engels, se invece desidero impegnarmi leggo Corteo Maltese”. Questa magnifica ossessione lo portò, quindi, a collaborare con Druillet, allora ventiduenne, con questo gioiellino di narrativa postmodernista ambientata nel futuro intergalattico. Questo libro fu pubblicato in Francia, Les Editions du Chene acquistarono il volume di Eco e Druillet, interessati a quest’ultimo. Incaricarono un autore francese, Francois Truchaud, di scrivere un racconto di fantascienza per accompagnare le immagini.

“Ma è certo che qualcuno, dotato di senso dello humor, avrebbe potuto abilmente convertire la satira di Eco sul militarismo italico, adattandola all’insipienza dei militari francesi della prima guerra mondiale. In quel periodo, i nostri e i loro generali avevano condotto una nobile gara a chi faceva sterminare il maggior numero dei loro uomini. Ma era mancata l’elasticità mentale per farlo”.

 

 

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