Finalmente arrivano gli Omnibus!
di Livio Codato
3° puntata
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Eccoli, finalmente, gli Omnibus! Ma perchè appaia il primo volume bisognerà aspettare la nuova decade: i favolosi anni Sessanta. Ben sei anni dopo l’ultimo degli Assi, nel febbraio del 1961, esce Sette casi per il dottor Westlake di Jonathan Stagge, con bella copertina cartonata, ma soprattutto la sovraccoperta illustrata dal fenomenale Ferenc Pintér.
La Mondadori dovrebbe erigere un monumento a imperitura memoria del geniale illustratore italo-ungherese, il quale realizzò per la casa editrice di Segrate centinaia di copertine e illustrazioni interne, una più bella dell’altra, soprattutto di gialli delle varie collane, come Segretissimo, Oscar e appunto Omnibus, e contribuì in modo importante alle vendite e ai ricavi della Mondadori. E così parte la prima serie degli Omnibus della generazione dei boomers: undici titoli, con alcune “varianti”, di qualche seconda edizione, riguardanti solo lo spessore maggiore del volume per l’utilizzo di una carta di migliore qualità: A. A. Fair, Georges Simenon, Patrick Quentin, Wade Miller, Arthur Conan Doyle, Ed McBain, Ellery Queen gli autori, fino al 1967, e a 5000 Lire il volume.
- (cofanetto)
Tra questi, inopportunamente, si inserisce non tanto una “variante” quanto un volume “extravagante”: non fanno in tempo a uscire i primi due titoli che, nell’ottobre del 1961, appare un’antologia di cinque romanzi gialli che sembra in tutto e per tutto appartenere alla collana, salvo alcuni dettagli: In chiave di paura di Graham Greene. Di formato leggermente più grande (mezzo centimetro), senza indicazione della collana all’occhiello, ma con l’emblematica sovraccoperta di F. Pintér. E’ vero che tutti e cinque i romanzi di Greene erano già apparsi per lo più nella collana Medusa, ma con quella faccia si poteva lasciar fuori dalla famiglia degli Omnibus questo figliol prodigo? E non sarà l’unico caso, come vedremo…
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